Sono passato a Windows 10. Tutto ok.

windows10Sono passato a Windows 10. Tutto ok.

Dopo mesi e mesi di inviti da parte della Microsoft a passare a Windows 10 ho fatto il grande passo superando le diffidenze. Le diffidenze nascevano soprattutto dal fatto che quando si era trattato di passare da Windows 7 a Windows 8 alla fine mi ero rifiutato di farlo. Così quando ero andato alla Unieuro per acquistare un portatile ne chiesi uno che montasse ancora il sistema operativo di Windows 7, appunto. E riuscirono a trovarmelo. Windows 8 mi era risultato subito ostico a causa del suo menu start completamente diverso da quello di tutti i Windows precedenti, molto più simile a quello dei tablet che a quello di un computer vero e proprio.
Windows 10 invece è reclamizzato facendo presente che si è ritornati anche al menu start classico. Evidentemente il Windows 8 non era andato a genio non solo a me, ma anche a molti altri.
Le diffidenze le avevo anche per il motivo che in genere la prima versione di un prodotto, la versione beta, ha sempre qualche bug ancora da correggere. Ma essendo che la Microsoft è passata alla versione definitiva, non più beta, ed essendo anche che ogni volta che avviavo il portatile mi invitava a passare a Windows 10 in maniera gratuita, alla fine mi sono deciso a compiere il grande passo, approfittando anche di un casino che avevo combinato nel computer, il quale casino mi ha fatto perdere una cartella di documenti importanti che sono riuscito a recuperare solo in parte.
Devo dire che a fronte di svariate critiche che avevo letto sul web su presunte difficoltà e problemi, non ultimo quello che il nuovo sistema operativo avrebbe occupato centinaia di megabyte in più nel disco fisso, non ho trovato che rispondessero al vero. Il SO occupa lo stesso spazio di prima o pochissimo in più e, a questo momento, lavorarci mi risulta più fluido. Ci sono sì delle funzioni in più di prima che non mi interessano perché io il computer lo adopero solo per scrivere e non per giocare o comprare oggetti nei vari store, ma non è un problema: le funzioni nuove proprio non le considero, ma so che ci sono, nel caso.
Quindi per il momento e a freddo l’impressione è positiva, sperando che proceda tutto bene.

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Terroristi? Integralisti? No! Solo infami traditori.

isisGiovani nati e cresciuti in Francia, Belgio, Italia, in tutta Europa. Solo di origine di alcuni Paesi islamici, ma hanno succhiato il latte dall’Europa, che li ha nutriti nel corpo e nell’intelligenza. Giovani che si sono specializzati anche in certi mestieri che poi hanno messo a frutto contro la mamma che li ha nutriti.
Perché chiamarli integralisti, terroristi? Perché dare loro questa (seppur triste) dignità? Gli integralisti se ne stanno nei loro Paesi e vivono le loro culture. I terroristi combattono per l’identità della loro patria.

No! Non la meritano questa dignità. Chiamiamoli col loro vero nome: INFAMI TRADITORI.
Forse così riusciranno a rendersi conto che non sono degli eroi, e che i loro attentati, i loro tagli di gole, le loro mostruosità contro la civiltà occidentale è solo pura frustrazione di persone disadattate, mascherata da qualche principio, peraltro insano.

No! Non siete eroi, siete solo degli infami traditori.

Terroristi? Integralisti? No! Solo infami traditori.

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Un’adolescenza passata tra Vittoria (RG) e Genova

cattura-mezza22-11-2015Un’adolescenza passata tra Vittoria (RG) e Genova

Un’adolescenza passata tra Vittoria (RG) e Genova. La storia di un uomo e le sue vicende, le sue passioni. I suoi viaggi in moto attraversando l’Europa e anche un po’ di Asia. La passione per la musica. La conoscenza dei suoi miti musicali, De André e, fisicamente, Vecchioni… E tanto altro…

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Io sto con i parigini, ma non con Charlie

parigi.paceIo sto con i parigini, ma non con Charlie

C’è chi vuole paragonare gli atti terroristici dell’Isis agli attacchi aerei degli occidentali. Ma gli occidentali non colpiscono la gente comune o se lo fanno lo fanno per sbaglio (a loro insaputa…). L’Isis invece colpisce la gente comune apposta. Comunque c’è da discuterne all’infinito. Perché ci sono forti interessi degli occidentali in quelle terre, e ci sono occidentali che vorrebbero bestemmiare impunemente il Dio degli altri popoli. Come non posso capire chi ammazza la gente inerme in atti terroristici e non posso capire i tagliatori di teste, non posso capire, allo stesso modo, chi bestemmia il Dio degli altri popoli. Io sto con i parigini, ma non con Charlie.

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Tre storie in un romanzo

Tre storie in un romanzo

La storia di una vita, la storia di un incubo, la storia di alcuni viaggi irripetibili.
Tre trame per un solo romanzo, tre linee di scrittura, una sola vita.

La storia di un uomo normale, dove normalità significa peripezie, sconfitte umane, vittorie.

Il romanzo di Gaetano Rizza, NATO NEGLI ANNI CINQUANTA, è tutto questo.

Nato negli anni Cinquanta di Gaetano Rizza

Nato negli anni Cinquanta di Gaetano Rizza

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Marquez, la vergogna dello sport motociclistico

rossi-marquezMarquez, la vergogna dello sport motociclistico

E’ stato detto di tutto sul Gran Premio motociclistico 2015. Ma voglio dire anche la mia, d’altra parte già ampiamente espressa nei social nei giorni passati.
Marquez in questo gran premio è stato la vergogna dello sport motociclistico. Sì è comportato come in genere ci si comporta nel ciclismo, nel quale, in questo sì, si fa il gioco di squadra (cosa che non ha neppure fatto, del resto), con i gregari che portano il predestinato alla volata finale, ma c’è sempre un’etica. Ma il motociclismo è un’altra cosa. Il motociclismo è tecnica, coraggio, cuore.
Il cuore che ha portato Valentino Rossi ad essere un grande campione. Un campione ammirato in tutto il mondo per la sua tecnica e per il suo coraggio, ammirato perfino da un ragazzino che ne aveva fatto il suo mito, lo stesso Marquez. Ma, lo stesso soggetto, è stato anche quello che – considerata l’immortalità sportiva del suo ex mito Valentino – ha voluto pugnalarlo di persona con comportamenti che di morale non hanno proprio nulla.
A cominciare da un certo punto del campionato per essere evidentissimo poi, nella gara della settimana scorsa quando ha voluto infastidire Rossi come e peggio di un moscone, o forse meglio parlare di zecca, visto che si parla di parassiti, standogli attaccato fino a quasi appoggiargli il casco addosso in quella famosa curva nella quale Valentino ha dovuto scostarlo lievemente.
Comportamento diametralmente opposto a quello tenuto ieri a Valencia nel quale è stato attaccato, sì, a Lorenzo, sempre in prima posizione, ma mai ha cercato di disturbarlo, di punzecchiarlo, di superarlo, pur essendo evidentemente il sorpasso alla sua portata. Lo ha ammesso perfino Lorenzo stesso a caldo. Anzi, ha impedito a Pedrosa di superarlo, anche rischiando di farlo cadere, per portare a termine la combine, il biscottone, come lo ha definito Valentino.
Brutto GP quello del 2015. Nel quale sono prevalsi invidie, rancori, frustrazioni, da parte di quel ragazzino che un tempo idolatrava, come tutto il mondo, Valentino Rossi.
Ma il mondo continuerà ad ammirare il nostro campione, mentre Marquez si porterà per sempre addosso il segno di colui che ha tradito lo spirito del motociclismo. Un motociclismo, fatto di tecnica, coraggio, anima e soprattutto cuore.

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La realtà è che un euro vale mille lire

lire.euroLa realtà è che un euro vale mille lire

… e ci hanno fottuto dimezzandoci stipendi e pensioni. Prima dell’avvento dell’euro percepivamo stipendi e pensioni di, facendo cifre tonde, 2 milioni di lire, poi hanno fatto il gioco delle tre carte… guarda qui, guarda là.. e oplà i due milioni sono diventati 1.000 euro dicendoci che valevano quanto i due milioni di prima e quindi non era cambiato niente. Invece no! Un euro non è mai valso 2.000 lire. Tanto è vero che i beni di consumo e i beni immobili hanno mantenuto il valore che avevano prima. Solo che adesso le lire si chiamano euro.
Se per un auto media ti ci volevano 15 milioni, ora ti occorrono 15 mila euro. Se per un’abitazione ti ci volevano 150 milioni, ora ti occorrono 150 mila euro. E per acquistarti un auto ti bastavano sette stipendi e mezzo, ora te ne occorrono quindici, di stipendi. Stessa proporzione vale per la casa e per tutto il resto.
Contro questo ragionamento non c’è nessun Prodi, Monti, Letta, Renzi, o fior di economista che tenga.
Insomma ci hanno fottuto bellamente e la gente se ne sta a pecoroni.
Ci vuole così poco a capire: due più due fa sempre quattro, geni della politica.

P.S

Come chi legge IL CRONISTA MANNARO sa bene, dico questa cosa da anni, ma a quanto pare non sono l’unico che la vede così semplicemente, infatti cercando l’immagine da mettere in evidenza in questo post l’ho trovata in quest’altro blog (dal quale la prendo in prestito) che, evidentemente, la pensa più o meno come me. Certo potreste dirmi che ho scoperto l’America, certo! Ma allora perché ve ne state a pecoroni?

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