Aumentare età pensionabile quando non c’è lavoro

pensioneAumentare età pensionabile quando non c’è lavoro

E’ come dire: SUICIDATEVI

Una mia conoscente mi ha chiesto qualche suggerimento per trovare lavoro alla figlia che si è trovata disoccupata. Non ho potuto risponderle che così:

Ciao carissima, purtroppo sono il meno indicato a dare suggerimenti per trovare lavoro. Pensa che sono stato pre-pensionato a forza e poi postdatato (spostata finestra pensione di un anno quando ero già fuori) all’età di 59 anni 11 mesi e 15 giorni, quando pensavo di dover lavorare fino all’età di 65 anni almeno, ma avrei continuato a lavorare anche fino a 70/75 anni per non sentirmi escluso dalla società. Quindi mentre i politici ci dicevano che gli italiani vanno in pensione troppo presto, io – causa crisi e mala gestione – ho dovuto subire l’esclusione anticipata dal lavoro (con relativa penalizzazione dell’assegno pensionistico in quanto i contributi versati fino ad allora erano il minimo di quelli dovuti) , e nonostante io mi sentissi ancora troppo giovane per non lavorare più, tanto da cercare di nuovo lavoro per molto tempo, ho dovuto arrendermi, perché quando mi presentavo mi guardavano per tutta la mia lunghezza e mi chiedevano: “Ma quanti anni ha, signor Rizza?…”, come a dire: “Ma chi vuole che le dia lavoro alla sua età?”. Ma è inutile che ti spieghi come va la società. Spero comunque che tra i nostri amici qualche suggerimento utile possa arrivarti, per tua figlia.

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Troppa disinvoltura col corpo di Padre Pio

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(Ascolta post su Youtube)

Mi dispiace, perché papa Francesco mi è simpatico e lo trovo più adatto a fare il parroco di una piccola parrocchia, tra la gente, piuttosto che il capo del Vaticano. Mi dispiace che Francesco abbia voluto il corpo mummificato di padre Pio a Roma in occasione del suo Giubileo. Mi dispiace perché so per certo che io non vorrei che il mio corpo, da morto, fosse sballonzolato da una parte e dall’altra, dentro un’urna, per essere mostrato in modo blasfemo a curiosi, giornalisti, reporter d’assalto che ti fanno le interviste ai miracolati, col gomito della mano che regge il microfono, appoggiato sull’urna di vetro che contiene il corpo, quasi sulla faccia.
Pensavo che queste cose appartenessero alle generazioni di centinaia, se non addirittura di migliaia di anni fa, e non alle nostre generazioni. Queste cose appartengono ai barbari, ai popoli pagani. Ma noi siamo un popolo pagano.
Ma tranquillizzatevi, posso affermare con una certa sicurezza che il mio corpo non subirà questi viaggi, queste mani sull’urna, questi sballonzolamenti. Fatti due conti veloci posso affermare che non sarò mai un santo e il mio corpo sarà dimenticato in qualche angolo di un anonimo cimitero. Ed è quello che voglio.
Lasciate in pace i resti di padre Pio.
Ritrovate il senso delle cose che si possono fare e quelle che non si possono fare. Non tutto può essere sempre giustificato. Questa è la barbarie.

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