Ieri sera a teatro per vedere Beppe Grillo

2016-12-13-21-06-13Ieri sera a teatro per vedere Grillo

A parte il fatto che l’avevo già visto a Genova in occasione di un suo comizio per il Movimento Cinque Stelle; a parte il fatto che giusto una quarantina d’anni fa ero andato al teatro Instabile di Genova per vedere un suo spettacolo, ma lui all’ultimo momento diede forfait per qualche inconveniente che gli era capitato quindi non si presentò. A parte il fatto che dopo un paio di giorni da quel giorno l’ho incontrato per caso nel bar di Sampierdarena nel quale andavo a fare la pausa pranzo dal lavoro e scherzosamente gli rinfacciai la sua mancata esibizione e lui altrettanto scherzosamente mi rispose “Ma ieri sera non sei venuto però!”. A parte il fatto che ne seguì una partita a biliardo con io e lui in coppia contro i miei colleghi che, anche loro, si trovarono improvvisamente a disputarsi la vittoria in una partita a biliardo contro il famoso (già allora) comico genovese. A parte il fatto che quella partita la persero e che la vincemmo noi: io e Beppe Grillo.

A parte il fatto, quindi, che ieri sera al Politeama Genovese è stata la prima volta che ho visto un suo spettacolo… lo spettacolo mi ha soddisfatto. Davvero un bello spettacolo! Lui completamente padrone della scena, come siamo abituati a vederlo ormai da svariate decine di anni anche in altri tipi di palcoscenico.

Lo spettacolo si districa nel racconto delle sue sconfitte nella vita, da quando rappresentante di abbigliamento fece una performance da cabarettista in una festa aziendale e dopo i complimenti della direzione ricevette una lettera di licenziamento con la motivazione che, visto che la sera faceva il cabarettista, il mattino non poteva avere l’energia necessaria per far bene il lavoro di rappresentante, e altri esempi del genere… Raccontando comunque che ogni episodio negativo gli era servito per tentare qualcosa di nuovo e poi di nuovo ancora. Da quel primo inconveniente sul lavoro cercò di dedicarsi alla sua passione, quella di fare esclusivamente il comico di professione. E ci riuscì con varie peripezie, fino ad arrivare ad un altro grande intoppo. La Rai non lo convocò più per una battuta che fece sui socialisti, e questa è una storia nota ai più. Il suo spirito di libertà gli fece rifiutare un contratto miliardario offertogli personalmente da Berlusconi per condurre la trasmissione “Ok! Il prezzo è giusto!” che, in quell’occasione gli aveva messo sul piatto, subito, un miliardo e mezzo di lire solo come anticipo.
Ha raccontato anche del suo viaggio alla Casa Bianca al seguito del suo amico architetto Piano che riceveva un premio da Clinton, e dell’unica foto sua in quell’occasione dove si vede appena dietro a sua moglie che invece aveva un bel primo piano insieme a Bill Clinton e naturalmente le battute sulla Lewinski e sulla sua vaga somiglianza con la moglie si sprecano.

Ma tra un successo e qualche schiaffo ha indirizzato la sua vita e la sua attività all’impegno civile. Gli capitò di leggere un libro di un certo Casaleggio e lo volle conoscere. Si entusiasmarono, diventarono amici, Dario Fo era con loro… Il resto è storia.

Ho visto un grande Beppe Grillo, ho sentito di un grande Casaleggio sognatore, so di un grande Dario Fo.

Se riusciranno a cambiare il mondo non lo so, non lo posso sapere, ma so di certo che spero che dei tipi del genere ci siano sempre. A prescindere.

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Breve riassunto di una brutta storia

boschi_madiaBreve riassunto di una brutta storia

– 4 dicembre si svolge referendum “Riforma Renzi/Boschi” SI’, “Riforma Renzi/Boschi” NO nel quale il presidente del consiglio cerca la legittimazione mai ottenuta dal popolo, tanto da promettere che se vince il NO la ritiene una sconfitta personale e, nel caso, promette di dimettersi e forsanco di ritirarsi a vita privata e con lui lo promette anche la cointestataria della riforma.

– Vince a furor di popolo “Riforma Renzi/Boschi” NO. Presidente del consiglio dopo la lunga serie di pagliacciate, iniziata col carretto dei gelati a palazzo Chigi, ritiene di non poterne fare altre e si dimette davvero.

– Ma il “davvero” è relativo. E’ un davvero alla renziana. Ovvero si dimette, ma non si dimette. Quindi rimane segretario del Pd, e da quella posizione e da quella di presidente del consiglio dimesso, mentre il presidente della repubblica Mattarella, da lui stesso messo in quella poltrona, fa finta di fare le consultazioni con gli altri partiti, le vere consultazioni le conduce lui stesso sia con Matterella sia con i suoi fidi.

– Risultato: Il popolo che aveva mandato a casa governo Renzi si ritrova col governo Gentiloni, ex presidente degli esteri dello stesso Renzi. Il governo viene subito individuato come governo fotocopia di quello precedente, quindi denominato governo Avatar o governo Renziloni.

– Non basta: la cointestataria della riforma “Renzi/Boschi”, presuntuosa e arrogante (nonostante la brutta storia della sua famiglia coinvolta con l’affair Banca Etruria, nella quale da ministro di Renzi poteva essere in conflitto d’interessi), visto che è stata bocciata la sua riforma viene ricompensata con la promozione a sottosegretaria della presidenza del consiglio – ruolo di prestigio – per mordere le caviglie al governo avatar facendo sempre sentire la presenza dell’ex presidente nel governo avatar.

– Il popolo che aveva creduto di dare un calcio nei coglioni al governo Renzi votando NO a lui e alle sue riforme si ritrova con un calcio dato ai propri coglioni.

La fine di questo riassunto che non merita altre parole è la seguente: La ministra Madia, raggiante insieme a tutto il resto della cricca, durante il giuramento esclama: “Chissà la gente cosa penserà di noi”. E questa è l’unica cosa giusta che hai detto cara ex fidanzata del figlio di Napolitano: chissà cosa pensiamo di voi…

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Ho letto con molto piacere il tuo libro

banner-libro-nato50Ho letto con molto piacere il tuo libro

Ciao Gaetano,

ho letto con molto piacere il tuo libro “Nato negli anni Cinquanta”.
La parte dedicata alla tua infanzia mi ha portato a ricordare tanti episodi della mia, a pensare quanto il mondo sia cambiato dal dopoguerra ad oggi.
Come sai ho un po’ di anni più di te, ma con questi lontani ricordi mi è tornato alla mente un periodo per me molto felice, ho avuto meno vicissitudini rispetto a te, è stato un periodo molto bello.

Anche i tuoi ricordi di musica hanno qualcosa che ci accomuna, i tuoi idoli erano anche i miei, pur essendo io molto meno coinvolto rispetto a te.

I viaggi in moto invece li vediamo in maniera molto simile, è la parte del libro che ho gustato maggiormente, sia il tuo racconto di viaggio ai confini dell’Asia, sia soprattutto quello nei Paesi Scandinavi.
La Scandinavia è stata la mia seconda vita, dagli anni 70 in poi sono stati rari gli anni in cui non ho passato qualche periodo lassù e non ho ancora finito, il desiderio di tornarci ancora è anno dopo anno sempre fortissimo.

Complimenti Gaetano, ti auguro di rimetterti presto su una moto e riprendere a viaggiare.
Io continuo ancora con piacere, tu hai sempre davanti cinque anni più di me per godertela.

Mia risposta

Ti confesso che quando mi hai detto che avresti letto il libro ho avuto un po’ di apprensione per il tuo parere, avendo imparato un po’ a conoscerti e a stimarti attraverso i tuoi post sui forum. So che non parli a vanvera e quindi mi avresti detto davvero come la pensavi. So che sei un vero motociclista, dimostrato dalle decine e decine di anni passati con le tue moto. So che ti esprimi bene e seriamente.
Quindi non so come ringraziarti per la tua recensione che, se permetti, la copierò insieme ad altre recensioni, sul mio sito. Grazie davvero!
Mi ha fatto anche piacere sapere che condividiamo gli stessi gusti musicali e ti rinnovo i miei complimenti per la tua vera passione per le moto e per i viaggi che continui a fare. Io nonostante mi senta ancora in gamba, molto in gamba, ormai con la moto, in viaggio, avevo un po’ di apprensione, a causa del suo peso e nella stanchezza che si faceva sentire sempre più nelle lunghe distanze giornaliere delle mie scorribande. Quando sono tornato a casa dall’ultimo viaggio, mettendo i piedi a terra mi sono sentito per alcune ore come sopra una barca quando c’è il mare mosso, te lo giuro. Quindi come sai, con un sospiro, ho messo da parte quei viaggi optando per uno scooterone di 300cc. per non precludermi la possibilità di fare ancora qualche viaggetto in modo differente dai precedenti; avrei preferito una cilindrata maggiore: 400/500 ma ho dovuto fare un compromesso tra cilindrata, peso, maneggevolezza e sicurezza di marcia, comprese eventuali cadute.
Ti ringrazio di cuore, amico P! Se non dovessimo più sentirci prima delle feste ti faccio un grande augurio di buon Natale e buon Capodanno, a te e a tutta la tua famiglia. :)

Il mio libro

Nato negli anni Cinquanta

I miei video:

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Il NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

renzi-bombaIl NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

… Ma non solo, è stato rottamato dai suoi presunti rottamati D’Alema, Bersani etc, dall’opposizione (che nell’epoca Renziana si chiama Gufi, da chi non ne poteva più delle sue balle, anche dalle sue parti. Ma soprattutto, come dicevo, si è rottamato da solo per il suo delirio d’onnipotenza che, ultimamente, non è più riuscito a nascondere; tanto da sfidare tutto e tutti proponendo una sua modifica della Costituzione ad personam. Tanto è vero che tutto e tutti, messi alle strette, l’hanno ricacciato nel suo angolo.

Ma a dispetto delle sue parole del discorso della sconfitta, la sera stessa del referendum, con le quali diceva che visto che nessuno dice mai di aver perso, mentre lui – unico onesto tra tutti – lo ammette e lascia, a dispetto di ciò, già dall’indomani, nel suo circondario magico cominciano a circolare voci inquietanti che tendono a trasformare anche questa sconfitta in una possibile vittoria certa. Vi spiego il giochetto dell’apprendista mago Silvan (il prestidigitatore che compie le sue magie pronunciando un semplice Sim Sala Bim. Ebbene il Sim Sala Bim del maghetto Renzi e del suo circondario magico è il seguente: visto che mi hanno mandato a casa col 60% dei voti contro il 40%, in pratica ho vinto. Voi mi direte, ma che cazzo di conti sono? Lui vi risponde: “Sì! Quel 40% che ha votato per cambiare la Costituzione è lo stesso 40% che mi voterà alle prossime elezioni politiche. Quindi le vincerò e voi mi avrete ancora tra i piedi”.

C’è da dire che mentre la gente sana di testa pensa che quel 40% sia frutto di un voto composito, proveniente da tante fonti, come del resto lo è stato il 60% dei SI’ (ma noi non ce lo nascondiamo, anzi ne siamo fieri), la gente un po’ cretinetta ci può cascare quindi votarlo davvero alle elezioni politiche, fregandosene del fatto che voterebbe un certo signore, detto il Bomba, che avrebbe voluto modificarsi da solo la Costituzione. Pardon… non da solo, ma con la Maria Elena dei Boschi d’Etruria, La Guidi (protettrice delle sguattere del Guatemala), Serra, che a domanda sui lavoratori cinesi che non hanno stessi diritti lavoratori occidentali, risponde che è vero, ma in Cina c’è lavoro e sviluppo (evidentemente proprio perché lavoratori non hanno diritti), De Luca (quello delle dichiarazioni omicide e delle fritture di pesce), Verdini, famoso personaggio politico disinteressato, e via dicendo.

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REFERENDUM COSTITUZIONALE. NO!

boschi-etrurianaREFERENDUM COSTITUZIONALE. NO!

Spiego ancora una volta perché voto NO al referendum sulla riforma costituzionale: perché come ha detto bene uno che ne sa di più di me, la Costituzione non può modificarla chi attualmente governa, sarebbe troppo bello, ne Renzi?
Senza contare che i “padri costituenti” di questa riforma costituzionale si chiamano: Boschi (vedi Banca Etruria), Guidi (che se n’è andata solo perché è stata scoperta a fare la sguattera del Guatemala – dentro al governo – per l’amico), Verdini (non certo famoso per essere particolarmente disinteressato), De Luca (noto per le sue dichiarazioni omicide, oltre che per le fritture di pesce), Madia (nota per essere stata una fidanzata del figlio di Napolitano) e Leopoldini vari che poco hanno a che fare con la solidarietà per la povera gente. Senza contare gli endorsement dei vari burocrati miliardari che sostengono questa Europa costruita non sulla cultura e sulle civiltà millenarie anche dei singoli Paesi, ma sulla finanza e sugli interessi delle banche… Neppure i governi Berlusconi erano riusciti a raggiungere tanto squallore. Io mi auguro che la gente si sia svegliata, come si sono svegliati gli inglesi e gli americani, votando contro l’establishment che fa finta di cambiare per non cambiare niente, a discapito dei lavoratori. Il NO è la consapevolezza del popolo contro il potere che pensa solo a se stesso. Forza gente!

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