Viaggio in moto a Capo Nord, esperienza positiva o negativa?

In questi giorni su Facebook si nota un affollamento di gente che è stata a Capo Nord e, come al solito, c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda… Ci sono quelli che: “Tutto bello! Paesi nordici sono civilissimi, strade bellissime, tempo bellissimo, gente cordialissima” e ci sono quelli che: “Non è vero che è tutto bello, tempo del cazzo, strade dissestate, gente poco cordiale, massacrante.
Come al solito la verità sta nel mezzo. Anch’io HO STATO A CAPO NORD, ma a modo mio (non per ferie o vacanze, ma per viaggiare e macinare chilometri in moto, era di maggio (tanto per non farmi mancare niente, neppure il freddo. Ho trovato cose positive e cose negative. L’esperienza totale naturalmente è stata positiva e la rifarei domani. Ma le cose negative non sono mancate, in particolare ricordo, su per la Svezia, con pioggia battente e strada piene di pozzanghere che ti rallentavano le ruote, col buio, senza piazzuole di emergenza ai lati della strada, Tir che mi tallonavano la ruota posteriore senza preoccuparsi di niente se non della loro velocità e giuro che se fossi caduto mi sarebbero passati sopra tranquillamente, almeno questo pareva il loro intento. Per il resto uno che va fin lassù un po’ se la cerca: il viaggio e i posti che percorri sono visioni di un altro pianeta e meritano comunque. Altro di negativo nel complesso non potrei dire.
Vorrei ricordare comunque che i Paesi Nordici sono civili, certo, ma non dimentichiamoci anche che la civile Danimarca non si fa problemi di uccidere una giraffa, in uno zoo, solo perché non c’è più posto per lei e lo fa in orario di apertura al pubblico, macellandola davanti anche a un pubblico di bambini. ORRORE!
Comunque CAPO NORD, bel viaggio!!!
MIO VIAGGIO A CAPO NORD.

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Vecchio Lupo di Strada – Su Macinator 2 – Honda NT 650 Deauville

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Con la Raggi indagata tutti legittimati

Con la Raggi indagata tutti legittimati

Sì, con la Raggi indagata pare che proprio tutti si siano messi in pari, tutti legittimati. Dalla Boschi alla Fedeli, da Poletti a Lotti per arrivare fino a quelli di MafiaCapitale. Tutti a posto! Tutti marci nella più completa naturalezza e tradizione dei partiti italiani, ma tutti giustificati perché adesso tra gli indagati c’è anche il sindaco a cinque stelle di Roma. Peccato che non è così. Alla Raggi si può rimproverare di avere avuto una bella testa di cazzo nel voler fare di testa sua nella scelta dei collaboratori, in particolare di quel tal Marra, e della promozione del fratello di questo ad incarico più importante e più remunerato. Perché l’ha voluto fare non dando retta ai consigli di Grillo e di alcuni altri cinque stelle? Ingenuità, soggetta a manipolazione, o semplicemente testa di cazzo come si diceva? Perché avventurarsi in una storia simile quando aveva gli occhi di tutti addosso? Questo a casa mia significa andarsele a cercare. Che abbia ragione Sgarbi quando dice che essere onesti significa fare bene il proprio lavoro? Un ginecologo per essere onesto deve far bene il proprio lavoro, non importa se fa cornuta la propria moglie, un netturbino deve scopare bene le strade, per essere onesto, anche se poi quando torna a casa picchia la moglie, ma è un altro discorso.
Mi dispiace per quelli che sostengono a tutti i costi e acriticamente gli errorucci dei 5 stelle, perché questi errorucci, visti e interpretati dai politici mannari e dai giornalisti mannari giustificano tutto il resto, tutto il marcio che c’è in giro e che ha portato l’Italia in queste condizioni disastrose, economicamente e moralmente.
Se vai a gridare per anni dappertutto che gli indagati devono dimettersi, devi dimetterti anche tu, che tu sia in buona fede o no. Per questo ho sempre detto ai cinque stelle di non sputare in cielo perché in faccia ritorna.
Quindi, a prescindere da come andrà a finire la questione penale, la questione morale è questa: la Raggi si dovrebbe dimettere, per leggerezza di comportamento istituzionale. E impari a dar retta a persone un po’ meno ingenue di lei, nella fattispecie chi l’ha rimproverata di aver fatto certe scelte molto discutibili che, a dir la verità, avevano preso di sorpresa un po’ tutti quelli che credono nel M5S.
Chi tiene al M5S, e spera in questo movimento, deve saper dire anche queste cose. Non si può credere per fede, io non lo faccio neppure per la nostra religione ufficiale.
Brutto momento per Grillo, nonostante i sondaggi paiono non riflettere lo scontento di molti sul caso Raggi.
Spero che tu, Beppe, sia più fortunato coi collaboratori, in seguito, e ti faccia più valere nelle scelte. In fondo sei il creatore del Movimento e il garante di un qualcosa che comincia appena adesso a camminare sulle strade tortuose della politica. Onestà sì, ma competenza e nessuna ingenuità gratuita.

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Cadere da fermo con lo scooter

Buongiorno ragazzi!
Confesso che ho pensato un po’ prima di decidermi a scrivere questo post… perché sembro l’unico a cui succedono queste cose ;)
Adesso vi spiego: Voi sapete che dopo l’ultimo viaggio in moto a Santiago de Compostela ho deciso a malincuore di sostituire la moto con uno scooter, causa età e peso del mezzo.
Bene sapete anche che sono passato al Kimco Downtown 300i, peso kg. 180 a secco contro i 240 della moto. Adesso però mi sarei quasi pentito perché avrei preferito una cilindrata maggiore e quindi un Silverwing o qualcosa del genere… Ma c’è sempre il peso di mezzo. Quindi per il momento soprassiedo… magari tra qualche annetto vedremo ;)
Ma sapete che c’é? L’altro ieri posteggiando lo scooter nel mio posto privato, a fianco all’auto, sono caduto da fermo come un fesso, come quando mi è successo con la moto nell’ultimo viaggio. Vabbè che andavo all’indietro per quel metro, in curva e in salita… ma cadere da fermo con lo scooter!!!
Che dite sono rimbambito? Devo attaccare il casco al chiodo? Devo trovarmi qualche amichetto per andare a giocare a bocce ai giardinetti???
E pensare che io nella mia mente mi sento tanto forte e tanta voglia di intraprendere qualche viaggetto :)

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#PremioPulicess per Giovanna Botteri

#PremioPulicess per Giovanna Botteri

Vi informo che il Cronista Mannaro ha istituito un premio alla carriera di disinformazione per la giornalista della Rai Giovanna Botteri. Il premio considera la carriera assolutamente “disinformatica” della giornalista e considera molti suoi servizi e telecronache in Italia e come inviata dagli Usa. Dalla telecronaca in diretta del G8 di Genova, in particolare quel 20 di luglio nel quale ci furono incidenti nella città, all’elezione di Trump negli Stati Uniti. Tutti servizi condotti con la massima professionalità nel disinformare la gente.
Per questo diciamo a Giovanna Botteri: “Complimenti! Sei un esempio per tutti i piddini del mondo, dai democratici italiani ai democratici Usa. La tua disinformazione è metodica, professionale, costante. Ecco istituito proprio per te il Premio Pulicess, da non confondere col Pulitzer! Assolutamente meritato!”.

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Ieri sera a teatro per vedere Beppe Grillo

2016-12-13-21-06-13Ieri sera a teatro per vedere Grillo

A parte il fatto che l’avevo già visto a Genova in occasione di un suo comizio per il Movimento Cinque Stelle; a parte il fatto che giusto una quarantina d’anni fa ero andato al teatro Instabile di Genova per vedere un suo spettacolo, ma lui all’ultimo momento diede forfait per qualche inconveniente che gli era capitato quindi non si presentò. A parte il fatto che dopo un paio di giorni da quel giorno l’ho incontrato per caso nel bar di Sampierdarena nel quale andavo a fare la pausa pranzo dal lavoro e scherzosamente gli rinfacciai la sua mancata esibizione e lui altrettanto scherzosamente mi rispose “Ma ieri sera non sei venuto però!”. A parte il fatto che ne seguì una partita a biliardo con io e lui in coppia contro i miei colleghi che, anche loro, si trovarono improvvisamente a disputarsi la vittoria in una partita a biliardo contro il famoso (già allora) comico genovese. A parte il fatto che quella partita la persero e che la vincemmo noi: io e Beppe Grillo.

A parte il fatto, quindi, che ieri sera al Politeama Genovese è stata la prima volta che ho visto un suo spettacolo… lo spettacolo mi ha soddisfatto. Davvero un bello spettacolo! Lui completamente padrone della scena, come siamo abituati a vederlo ormai da svariate decine di anni anche in altri tipi di palcoscenico.

Lo spettacolo si districa nel racconto delle sue sconfitte nella vita, da quando rappresentante di abbigliamento fece una performance da cabarettista in una festa aziendale e dopo i complimenti della direzione ricevette una lettera di licenziamento con la motivazione che, visto che la sera faceva il cabarettista, il mattino non poteva avere l’energia necessaria per far bene il lavoro di rappresentante, e altri esempi del genere… Raccontando comunque che ogni episodio negativo gli era servito per tentare qualcosa di nuovo e poi di nuovo ancora. Da quel primo inconveniente sul lavoro cercò di dedicarsi alla sua passione, quella di fare esclusivamente il comico di professione. E ci riuscì con varie peripezie, fino ad arrivare ad un altro grande intoppo. La Rai non lo convocò più per una battuta che fece sui socialisti, e questa è una storia nota ai più. Il suo spirito di libertà gli fece rifiutare un contratto miliardario offertogli personalmente da Berlusconi per condurre la trasmissione “Ok! Il prezzo è giusto!” che, in quell’occasione gli aveva messo sul piatto, subito, un miliardo e mezzo di lire solo come anticipo.
Ha raccontato anche del suo viaggio alla Casa Bianca al seguito del suo amico architetto Piano che riceveva un premio da Clinton, e dell’unica foto sua in quell’occasione dove si vede appena dietro a sua moglie che invece aveva un bel primo piano insieme a Bill Clinton e naturalmente le battute sulla Lewinski e sulla sua vaga somiglianza con la moglie si sprecano.

Ma tra un successo e qualche schiaffo ha indirizzato la sua vita e la sua attività all’impegno civile. Gli capitò di leggere un libro di un certo Casaleggio e lo volle conoscere. Si entusiasmarono, diventarono amici, Dario Fo era con loro… Il resto è storia.

Ho visto un grande Beppe Grillo, ho sentito di un grande Casaleggio sognatore, so di un grande Dario Fo.

Se riusciranno a cambiare il mondo non lo so, non lo posso sapere, ma so di certo che spero che dei tipi del genere ci siano sempre. A prescindere.

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Breve riassunto di una brutta storia

boschi_madiaBreve riassunto di una brutta storia

– 4 dicembre si svolge referendum “Riforma Renzi/Boschi” SI’, “Riforma Renzi/Boschi” NO nel quale il presidente del consiglio cerca la legittimazione mai ottenuta dal popolo, tanto da promettere che se vince il NO la ritiene una sconfitta personale e, nel caso, promette di dimettersi e forsanco di ritirarsi a vita privata e con lui lo promette anche la cointestataria della riforma.

– Vince a furor di popolo “Riforma Renzi/Boschi” NO. Presidente del consiglio dopo la lunga serie di pagliacciate, iniziata col carretto dei gelati a palazzo Chigi, ritiene di non poterne fare altre e si dimette davvero.

– Ma il “davvero” è relativo. E’ un davvero alla renziana. Ovvero si dimette, ma non si dimette. Quindi rimane segretario del Pd, e da quella posizione e da quella di presidente del consiglio dimesso, mentre il presidente della repubblica Mattarella, da lui stesso messo in quella poltrona, fa finta di fare le consultazioni con gli altri partiti, le vere consultazioni le conduce lui stesso sia con Matterella sia con i suoi fidi.

– Risultato: Il popolo che aveva mandato a casa governo Renzi si ritrova col governo Gentiloni, ex presidente degli esteri dello stesso Renzi. Il governo viene subito individuato come governo fotocopia di quello precedente, quindi denominato governo Avatar o governo Renziloni.

– Non basta: la cointestataria della riforma “Renzi/Boschi”, presuntuosa e arrogante (nonostante la brutta storia della sua famiglia coinvolta con l’affair Banca Etruria, nella quale da ministro di Renzi poteva essere in conflitto d’interessi), visto che è stata bocciata la sua riforma viene ricompensata con la promozione a sottosegretaria della presidenza del consiglio – ruolo di prestigio – per mordere le caviglie al governo avatar facendo sempre sentire la presenza dell’ex presidente nel governo avatar.

– Il popolo che aveva creduto di dare un calcio nei coglioni al governo Renzi votando NO a lui e alle sue riforme si ritrova con un calcio dato ai propri coglioni.

La fine di questo riassunto che non merita altre parole è la seguente: La ministra Madia, raggiante insieme a tutto il resto della cricca, durante il giuramento esclama: “Chissà la gente cosa penserà di noi”. E questa è l’unica cosa giusta che hai detto cara ex fidanzata del figlio di Napolitano: chissà cosa pensiamo di voi…

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Ho letto con molto piacere il tuo libro

banner-libro-nato50Ho letto con molto piacere il tuo libro

Ciao Gaetano,

ho letto con molto piacere il tuo libro “Nato negli anni Cinquanta”.
La parte dedicata alla tua infanzia mi ha portato a ricordare tanti episodi della mia, a pensare quanto il mondo sia cambiato dal dopoguerra ad oggi.
Come sai ho un po’ di anni più di te, ma con questi lontani ricordi mi è tornato alla mente un periodo per me molto felice, ho avuto meno vicissitudini rispetto a te, è stato un periodo molto bello.

Anche i tuoi ricordi di musica hanno qualcosa che ci accomuna, i tuoi idoli erano anche i miei, pur essendo io molto meno coinvolto rispetto a te.

I viaggi in moto invece li vediamo in maniera molto simile, è la parte del libro che ho gustato maggiormente, sia il tuo racconto di viaggio ai confini dell’Asia, sia soprattutto quello nei Paesi Scandinavi.
La Scandinavia è stata la mia seconda vita, dagli anni 70 in poi sono stati rari gli anni in cui non ho passato qualche periodo lassù e non ho ancora finito, il desiderio di tornarci ancora è anno dopo anno sempre fortissimo.

Complimenti Gaetano, ti auguro di rimetterti presto su una moto e riprendere a viaggiare.
Io continuo ancora con piacere, tu hai sempre davanti cinque anni più di me per godertela.

Mia risposta

Ti confesso che quando mi hai detto che avresti letto il libro ho avuto un po’ di apprensione per il tuo parere, avendo imparato un po’ a conoscerti e a stimarti attraverso i tuoi post sui forum. So che non parli a vanvera e quindi mi avresti detto davvero come la pensavi. So che sei un vero motociclista, dimostrato dalle decine e decine di anni passati con le tue moto. So che ti esprimi bene e seriamente.
Quindi non so come ringraziarti per la tua recensione che, se permetti, la copierò insieme ad altre recensioni, sul mio sito. Grazie davvero!
Mi ha fatto anche piacere sapere che condividiamo gli stessi gusti musicali e ti rinnovo i miei complimenti per la tua vera passione per le moto e per i viaggi che continui a fare. Io nonostante mi senta ancora in gamba, molto in gamba, ormai con la moto, in viaggio, avevo un po’ di apprensione, a causa del suo peso e nella stanchezza che si faceva sentire sempre più nelle lunghe distanze giornaliere delle mie scorribande. Quando sono tornato a casa dall’ultimo viaggio, mettendo i piedi a terra mi sono sentito per alcune ore come sopra una barca quando c’è il mare mosso, te lo giuro. Quindi come sai, con un sospiro, ho messo da parte quei viaggi optando per uno scooterone di 300cc. per non precludermi la possibilità di fare ancora qualche viaggetto in modo differente dai precedenti; avrei preferito una cilindrata maggiore: 400/500 ma ho dovuto fare un compromesso tra cilindrata, peso, maneggevolezza e sicurezza di marcia, comprese eventuali cadute.
Ti ringrazio di cuore, amico P! Se non dovessimo più sentirci prima delle feste ti faccio un grande augurio di buon Natale e buon Capodanno, a te e a tutta la tua famiglia. :)

Il mio libro

Nato negli anni Cinquanta

I miei video:

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Il NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

renzi-bombaIl NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

… Ma non solo, è stato rottamato dai suoi presunti rottamati D’Alema, Bersani etc, dall’opposizione (che nell’epoca Renziana si chiama Gufi, da chi non ne poteva più delle sue balle, anche dalle sue parti. Ma soprattutto, come dicevo, si è rottamato da solo per il suo delirio d’onnipotenza che, ultimamente, non è più riuscito a nascondere; tanto da sfidare tutto e tutti proponendo una sua modifica della Costituzione ad personam. Tanto è vero che tutto e tutti, messi alle strette, l’hanno ricacciato nel suo angolo.

Ma a dispetto delle sue parole del discorso della sconfitta, la sera stessa del referendum, con le quali diceva che visto che nessuno dice mai di aver perso, mentre lui – unico onesto tra tutti – lo ammette e lascia, a dispetto di ciò, già dall’indomani, nel suo circondario magico cominciano a circolare voci inquietanti che tendono a trasformare anche questa sconfitta in una possibile vittoria certa. Vi spiego il giochetto dell’apprendista mago Silvan (il prestidigitatore che compie le sue magie pronunciando un semplice Sim Sala Bim. Ebbene il Sim Sala Bim del maghetto Renzi e del suo circondario magico è il seguente: visto che mi hanno mandato a casa col 60% dei voti contro il 40%, in pratica ho vinto. Voi mi direte, ma che cazzo di conti sono? Lui vi risponde: “Sì! Quel 40% che ha votato per cambiare la Costituzione è lo stesso 40% che mi voterà alle prossime elezioni politiche. Quindi le vincerò e voi mi avrete ancora tra i piedi”.

C’è da dire che mentre la gente sana di testa pensa che quel 40% sia frutto di un voto composito, proveniente da tante fonti, come del resto lo è stato il 60% dei SI’ (ma noi non ce lo nascondiamo, anzi ne siamo fieri), la gente un po’ cretinetta ci può cascare quindi votarlo davvero alle elezioni politiche, fregandosene del fatto che voterebbe un certo signore, detto il Bomba, che avrebbe voluto modificarsi da solo la Costituzione. Pardon… non da solo, ma con la Maria Elena dei Boschi d’Etruria, La Guidi (protettrice delle sguattere del Guatemala), Serra, che a domanda sui lavoratori cinesi che non hanno stessi diritti lavoratori occidentali, risponde che è vero, ma in Cina c’è lavoro e sviluppo (evidentemente proprio perché lavoratori non hanno diritti), De Luca (quello delle dichiarazioni omicide e delle fritture di pesce), Verdini, famoso personaggio politico disinteressato, e via dicendo.

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REFERENDUM COSTITUZIONALE. NO!

boschi-etrurianaREFERENDUM COSTITUZIONALE. NO!

Spiego ancora una volta perché voto NO al referendum sulla riforma costituzionale: perché come ha detto bene uno che ne sa di più di me, la Costituzione non può modificarla chi attualmente governa, sarebbe troppo bello, ne Renzi?
Senza contare che i “padri costituenti” di questa riforma costituzionale si chiamano: Boschi (vedi Banca Etruria), Guidi (che se n’è andata solo perché è stata scoperta a fare la sguattera del Guatemala – dentro al governo – per l’amico), Verdini (non certo famoso per essere particolarmente disinteressato), De Luca (noto per le sue dichiarazioni omicide, oltre che per le fritture di pesce), Madia (nota per essere stata una fidanzata del figlio di Napolitano) e Leopoldini vari che poco hanno a che fare con la solidarietà per la povera gente. Senza contare gli endorsement dei vari burocrati miliardari che sostengono questa Europa costruita non sulla cultura e sulle civiltà millenarie anche dei singoli Paesi, ma sulla finanza e sugli interessi delle banche… Neppure i governi Berlusconi erano riusciti a raggiungere tanto squallore. Io mi auguro che la gente si sia svegliata, come si sono svegliati gli inglesi e gli americani, votando contro l’establishment che fa finta di cambiare per non cambiare niente, a discapito dei lavoratori. Il NO è la consapevolezza del popolo contro il potere che pensa solo a se stesso. Forza gente!

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Referendum Costituzionale

Referendum Costituzionale

Qualche personaggio famoso si è fatto ingaggiare per fare propaganda per il Sì al #referendumcostituzionale. Evidentemente hanno dei benefici da questo governo che si arroga il diritto di modificare la costituzione a proprio piacimento contro tutta l’opposizione. Io e molti altri Italiani non abbiamo nessun beneficio da questo governo Renzi Boschi Guidi Verdini De Luca e leopoldiani vari, anzi per noi cittadini comuni lavoratori e pensionati le cose vanno sempre peggio. Noi votiamo NO!manifesto-no

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Un libro, il regalo per le feste

Un libro, il regalo per le feste
Un bel regalo di Natale! Per voi, per i vostri cari … e anche per me ;)

Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni – Gaetano Rizza

Nato negli anni Cinquanta – Da Genova a Vittoria (RG) , da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord in moto, tra incubi e realtà.
Nato negli anni Cinquanta
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Io restavo ammirato ad ascoltarla anche per ore. Anche perché da quelle storie, in quel dialetto, vedevo venir fuori le mie origini, la sua storia. Al di là della storia ufficiale, che era una storia molto modesta, da non potersene vantare. Avevo conosciuto solo altri due personaggi che mi avevano affascinato così nei loro racconti: un contastorie, il maestro Mimmo Cuticchio, visto una sera in un teatro della periferia di Genova, e Dario Fo, altro grande maestro dell’affabulazione, che con sorpresa mi ero ritrovato seduto al mio fianco quando si accesero le luci del teatro; anche lui era venuto a vedere il maestro dei contastorie, che parlava di Orlando e di Angelica e faceva diventare tutto vero. Solo mia madre, l’affabulatrice, come a me piaceva chiamarla, poteva rendermi piacevoli alcuni fatti della nostra vita, della mia infanzia.

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Trump: un calcio nei cosiddetti dei Clinton, degli Obama, dell’establishment

Trump: un calcio nei cosiddetti dei Clinton, degli Obama, dell’establishment

trumpL’elezione di Trump è un calcio nei coglioni dato dal popolo degli Usa a Hillary Clinton e all’ex presidente suo marito, a Obama e moglie, agli Springsteen e alle varie Madonne. Un calcio nei coglioni al buonismo peloso e di maniera, al perbenismo interessato, alla dignità fatta di vuoto, all’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto… (Guccini mi perdoni, ma è questo quello che cantava).
Questa lezione del popolo americano, insieme alla lezione della Brexit, sono un forte segnale della ribellione del popolo, sono la Rivoluzione Francese dei tempi attuali, sono il rifiuto della gente normale che sente sulla propria pelle e su quella dei propri figli il peso delle scelte di Casta, per le Caste.
C’è da capire ancora cosa possa aver fatto sì che la famiglia Obama si sia tuffata a piè pari nella campagna elettorale della Clinton sapendo che la posta in gioco era forte: in gioco c’erano anche gli otto anni di presidenza appena passati, e Obama, di fatto, ne è uscito male. Possibile che sia stato così ingenuo da non calcolare il rischio della sua operazione di endorsement alla Clinton? C’è materiale per riflettere.

Da questo a dire che la scelta del popolo americano sulla persona sia stata una buona scelta, ce ne corre. Fatto è che non ha vinto neppure il partito repubblicano, perché, in pratica, se n’era dissociato.
L’unica buona scelta di cui per ora si può parlare è il calcio nei coglioni, appunto, come si diceva prima.

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IN MOTO, IN SOLITARIA, AI PUNTI ESTREMI DELL’EUROPA

IN MOTO, IN SOLITARIA, AI PUNTI ESTREMI DELL’EUROPA

Tre report di viaggi in moto raccolti in un unico video.
Istanbul, monte Ararat, Circolo Polare Artico, Capo Nord, Santiago de Compostela – Fisterra. Un uomo, una moto, ai confini di tutta l’Europa, sconfinando in Asia.
Viaggi in moto, Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni – Gaetano Rizza
Libro Nato negli anni Cinquanta Fabrizio de André, Roberto Vecchioni

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Video Report Completo di Genova – Santiago de Compostela, in Moto, in Solitaria

Video Report Completo di Genova – Santiago de Compostela, in Moto, in Solitaria

Un altro fantastico viaggio in moto, in solitaria, di Gaetano Rizza. Guarda il video su Youtube e goditi l’avventura!

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Mini Report Viaggio in moto in solitaria Santiago de Compostela – Fisterra

(Aggiornamento: Video Report Completo di Genova – Santiago de Compostela, in Moto, in Solitaria)

Mini Report Viaggio in moto in solitaria Santiago de Compostela – Fisterra

Svalicando i Pirenei da Saint-Jean-Pied-de-Port e Roncesvalles.

(Seguirà il Report vero e proprio – anche in video – con tutte le impressioni e le riflessioni che un viaggio merita).

19/09/2016 – 1° Tappa – partenza ore 07:30 circa da Genova, arrivo a Saint-Jean-Pied-de-Port (Francia) ore 21:30 (1° tappa ufficiale del Cammino per Santiago de Compostela) – Km. 1050 circa.

Arrivo stanchissimo (dopo aver rischiato di rimanere senza benzina e una discussione con il poco simpatico direttore di un Carrefour francese (i Carrefour in Francia dispongono anche di distributori automatici di benzina, i quali non accettavano la mia carta di credito né per diritto, né per traverso). E il tipo, alle mie lamentele in italiano e anche un po’ in un francese improvvisato lì per lì, come prima cosa aveva detto che lui rispondeva solo a domande poste in lingua francese o inglese. Lì diedi il mio meglio: “Je viens de Gênes! Et jusqu’à présent j’ai tout payé avec ma carte de crédit! Tous les distributeurs de gasoline et tous les péages de l’autoroutes!”. Ma alla fine non c’era stato niente da fare con quell’ottuso. Risolvetti spiegando a una coppia arrivata per fare benzina che io avrei dato loro i soldi contanti se mi facevano il favore di inserire la loro carta di credito. Questi accettarono gentilmente e cordialmente, aggiungendo: “Ce fut un plaisir”. Arrivo, quindi, verso le 21:30 dopo aver percorso anche qualche decina di Km tra i Pirenei; me lo ero imposto di arrivare in questa cittadina come prima tappa. Ho già spiegato nei report dei miei viaggi precedenti che, a mio modo di vedere, un grande, o piccolo viaggio che non sia di vacanza, o come comunque lo si voglia considerare, deve rispettare i tempi che ti sei dato nel progettarlo a tavolino; anche se il progetto a tavolino è soltanto pura e semplice teoria, ma quella teoria, nei miei viaggi, deve diventare realtà concreta, altrimenti, sempre a mio modesto modo di vedere diventa un’altra cosa: una vacanza. Bello anche così, ma un’altra cosa. Questo è il mio viaggio. Gli altri viaggi, quelli da 200/300 Km. al giorno li lascio fare agli altri, a me non divertono (con tutto il rispetto per coloro che, invece, amano viaggiare così).

La cittadina in un certo senso mi delude. Pensavo di trovare qualcosa di più mistico, invece è tutto una macchina da soldi (con tutto il rispetto): hotel, ristoranti, dormitori dozzinali, negozi di souvenir etc… Un po’ la stessa delusione che avevo provato anni fa a Lourdes. Dopo aver provato a chiedere una stanza in qualche hotel – con la risposta “Complet” – non faccio tantissima fatica a trovare un dormitorio; per la verità, piuttosto squallido. Un luogo pieno di cabine bianche con lo spazio appena sufficiente per un letto a castello e una tenda a soli 20 cm. per separarle dal corridoio. Gente di ogni lingua e nazione. Fa caldo, c’è un’unica cabina per le docce, ho la maglietta (che porto sotto la tuta tecnica) appiccicata alla pelle. Ma non riesco a trovare il modo di fare la doccia. Mi laverò verso le 3:00, ma dal lavandino, quando mi rendo conto che non riesco a dormire steso su quel lettino con tutti i bagagli del viaggio, casco etc.. al mio fianco, e nel lettino di sotto un ragazzo di cui non ho mai visto il viso e che aveva risposto con un grugnito al mio saluto (strano, perché la gente in quei posti cerca di essere cordiale, sennò che cazzo ci va a fare???).

(Ma mi rendo conto che se continuo così scrivo il Report definitivo, e questo è solo un Mini Report, come ho detto, quindi nel prosieguo dovrò sforzarmi di essere più sintetico… per tanti motivi: il primo è perché devo soddisfare l’esigenza d’immediatezza dal viaggio, il secondo – più malizioso – devo solo destare la curiosità per far sì che il Report vero e proprio, con annesso video, sia atteso… (ihihih)..

Ma tant’è questa ve la devo ancora raccontare:
Lì a Saint-Jean-Pied-de-Port posati i bagagli sul lettino del dormitorio, esco per andare a mangiare qualcosa. Ormai è l’ora in cui i ristoranti cominciano a chiudere, trovo un bar aperto che pare non abbia nessuna intenzione di chiudermi la porta in faccia. Mi siedo a un tavolino.

Come si può immaginare ero stanchissimo dopo aver fatto solo nella prima giornata circa 1.070 Km. e il mio aspetto poteva essere verosimilmente quello del peggior frequentatore del peggior bar di Caracas: capelli appiccicati, pantaloni tecnici (con protezioni per ginocchi, tipo i giocatori di football americano, neri (la giacca con protezioni per spalle gomiti l’avevo lasciata al dormitorio), maglietta nera appiccicata alla pelle, imbragatura della protezione della schiena con bretelle nere con scritte grosse, rosse.

Arriva la cameriera, una bella ragazza con gli occhi azzurri e i capelli biondi con qualche ricciolino. Capisco che l’effetto del mio aspetto su di lei non è quello che presagivo, anzi, credo che si aspetti che da un momento all’altro mi alzi dalla sedia e mi metta a fare la haka, danza Maori, che fanno i giocatori di rugby neozelandesi prima di ogni partita per impressionare l’avversario. Ordino un panino e una birra. Lei ritorna dopo qualche minuto e mi chiede con gli occhi lucidi se desidero andare in una stanza per fumatori, perché certamente ne avrei avuto bisogno. Io le rispondo di no. Non se lo aspettava. In un momento rotea appena le pupille degli occhi e accenna a uno svenimento. Sta pensando: “Non è possibile che un tipo così figo e brutale, oltre che sporco e sudato, per giunta non fumi”. Rimane spiazzata. Per lei è un doppio colpo… un “jab, cross, uppercut sx”.
Naturalmente, vedendo l’effetto che aveva provocato nella ragazza il mio semplice “no”, unito al mio aspetto degradato (dal mio punto di vista, ma evidentemente non dal suo) non aggiunsi che non fumavo solo perché avevo deciso di risparmiare soldi e che la salute non c’entrava assolutamente niente. Perché io avevo voglia di fumare.

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20/09/2016 – 2° Tappa – Partenza ore 07:30 circa, arrivo ad Astarga ore 20:00, dopo essere passato per Roncesvalles (Spagna, 2° Tappa obbligatoria per il Cammino, per qualcuno la prima), Pirenei, Pamplona, Burgos, Leon – Km. percorsi circa Km. 600.

Mi fermo solo alle prime costruzioni senza inoltrarmi per la cittadina, trovo subito un hotel ristorante. La cuoca dopo avermi fatto vedere la camera mi consiglia, come cena, una Favada, facendomi capire che è una zuppa buona. Arriva la Favada, ma non è, come mi aspettavo, una zuppa di fave, bensì una zuppa di fagioli con uno spezzatino.
Km. percorsi circa Km. 600.

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21/09/2016 – 3° Tappa – Partenza ore 7:30 circa, arrivo verso le 11:00 a Santiago de Compostela, la visito, poi, nel primo pomeriggio, decido di avviarmi verso Fisterra a poche decine di Km., il punto ad Ovest in cui finisce la terra ferma. Concludo la Tappa a Pontedeume (bellissima località sul mare della Spagna occidentale – Km. 500 circa.

Alle ore 15:00 mentre ero quasi a Fisterra, nel fare benzina succede un imprevisto, come quasi sempre è accaduto nei miei viaggi: mi si rompe la chiave del serbatoio/accensione/bauletti. La chiave di scorta chissà perché ho sempre pensato di tenerla al sicuro a casa. A Fisterra (la fine della terra) risolvo miracolosamente il problema in un’oretta, con un tassista, chiamato dal distrìbutore di benzina, che mi porta in giro per risolvere il problema e mi prende solo 15 euro. A Genova o a Milano o a Roma l’unica soluzione sarebbe stata farmi spedire la chiave di scorta sul posto, da mia moglie, con relativa permanenza sul luogo e soldi spesi in più, per non parlare della scocciatura di non poter proseguire il viaggio così come l’avevo progettato.
Visitata anche Fisterra e i suoi luoghi stupendi – che ti dicono che sei al confine come mi era già capitato a Tarifa (sempre in Spagna), in Turchia al confine con l’Armenia e a Capo Nord – è ancora chiaro (lì fa scuro dopo che in Italia, ovviamente) cerco di riavvicinarmi al percorso che avevo programmato per il rientro in Italia. Nel percorso, alla ricerca di una cittadina nella quale sostare, mi capita Pontedeume. Posto bellissimo sul mare nella parte occidentale della Spagna, mi fermo a mangiare e dormire. Per mangiare l’albergatore mi invita a prendere del “Pescados” che io immagino essere un bel fritto misto di pesce. Insiste che prenda anche un secondo piatto; non sapendo cosa prendere ordino un’insalata mista. Arriva l’insalata: un bella cofanata con dentro di tutto, appunto, insalata mista. Mi basterebbe per la cena di due giorni. Subito dopo arriva anche il Pescados, che non è una frittura di pesce misto, ma tante sardine (credo) fritte, molto buone; un’altra cofanata. Naturalmente mangio solo metà di un piatto e metà dell’altro.

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22/09/2016 – 4° Tappa – Partenza ore 9:00 circa, arrivo verso le 23:00 a Tarbes (Francia) – Km. 950 circa.

Nel percorso, prima di arrivare a Tarbes (a lato dei Pirenei lato Francia), stanchissimo, vedo indicazione stradale per Saint-Jean-Pied-de-Port, la stessa cittadina che all’andata avevo percorso per attraversare i Pirenei. Decido di andare a ripassare un’altra notte lì – come la prima notte – è solo a una cinquantina di Km., si può fare. Ma dopo qualche Km. decido ti tornare nella strada per Tarbes per non allungarmi il percorso. Mi fermo, cerco di fare un’inversione a “U”, in pratica sono fermo e spingo la moto quasi solo con le gambe. Sono stanchissimo, la moto è pesantissima. Giro troppo il manubrio, la moto col manubrio girato in quel modo perde quel minimo equilibrio che può esserci a moto con manubrio diritto. Cade, cadendo mi coinvolge e mi spinge con tutto il suo peso a rotolare sull’asfalto. E’ buio, è una strada che porta sui Pirenei, sia pur ai primi Km. Mi rialzo, ma non ce la farei mai a tirar su la moto con tutto il suo carico (Kg. 240 a secco, più benzina, bagagli in borse laterali e in bauletto posteriore; insomma in totale circa 300 Kg.), e a quel punto non ce l’avrei fatta nemmeno se l’avessi scaricata. Fortunatamente passano due o tre auto che non possono andare oltre perché la moto è abbattuta per traverso lungo la strada, e la strada è stretta. Qualche ragazzo e ragazza si preoccupano di sapere come sto io, mi aiutano a tirare su la moto, ma quando faccio per andare, col piede non trovo il pedale del cambio; guardo, e vedo che nella caduta si è rotto il tirante che dal pedale comanda i meccanismi del cambio e il pedale quindi è a penzoloni. Fortunatamente un ragazzo che era sceso dalla sua auto per aiutarmi, nonostante abbia una gamba ingessata e si appoggi su un bastone, riesce a dare qualche calcetto al perno – un moncherino – che comanda il cambio di marcia (evidentemente era un motociclista anche lui, forse da questo la sua ingessatura (?) ). L’unica marcia disponibile in quelle condizioni risulta essere la 5° marcia… e va già bene così. Quindi accendere il motore tenendo la frizione, non essendoci possibilità di mettere in folle, partire in quinta, frizionando e sperando in bene. Ma non basta, perché la nuova chiave di avviamento del motore per funzionare ha bisogno che la testa (impugnatura) sia unita alla testa della chiave vecchia (questioni di elettronica della Honda). Con grande difficoltà, quindi, con solo le mie due mani da umano, riesco a tenere la frizione, accendere il quadro con le due chiavi e premere il pulsante per mettere in moto. Faccio alcune prove di partenza con la gamba tumefatta a causa di un pedale della moto che mi aveva colpito nella caduta. In quelle condizioni riparto per Tarbes, ma si è fatto troppo tardi per scendere nella cittadina e cercare un hotel. Mi fermo a un Autogrill aperto 24h/24h, mangio qualcosa e passo la notte lì prendendo qualche consumazione ogni tanto, anche se il gestore dell’Autogrill, al mio accenno di passare la notte lì, mi aveva detto che non c’era problema e mi aveva indicato un angolo in fondo alla sala con delle poltroncine.

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23/09/2016 – 5° Tappa – Partenza ore 05:30 circa. Arrivo a Genova ore 19:00 – Km. 1.000 circa

Percorro di lato, dal versante francese, tutti i Pirenei, arrivo a Toulouse con tutto il traffico e le code mostruose per imboccare la strada giusta. Percorro tutta la Francia meridionale, tra infiniti caselli autostradali. I francesi saranno anche una bella popolazione (nonostante non usino i bidet, frecciatina per il direttore del Carrefour), ma tutti quei caselli ogni cinque minuti sono una rottura di coglioni bella e buona, specialmente per una moto che può andare solo con la quinta marcia, quindi lavorando solo di frizione e acceleratore, dovendo quindi prelevare i ticket e la carta di credito dalla tasca sulla manica della giacca tecnica, con la mano destra (non potevo lasciare la leva della frizione) inguantata, dovendo poi ripartire frizionando e aiutando la moto con la forza delle mie gambe. Chissà che spettacolo che ero…
Dopo aver superato anche la Costa Azzurra – nella quale comincio a sentirmi quasi a casa – entro in Liguria, la percorro, e nei pressi di Genova comincio a vedere cartelli illuminati che preannunciano code per traffico intenso. Le mie maledizioni e imprecazioni erano già pronte e avevano un buon allenamento con quello che fino a lì avevo dovuto superare…
Ore 19:00 arrivo a casa.
Casa, dolce casa… e… ceck-in di Reginald Felix Pushok (detto Piccolino), che più che un gatto ormai è un orsacchiotto :)

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Ah! Dimenticavo! Macinator (la mia Honda Deauville 700) non si è smentito, ce l’ha messa tutta per portarmi in viaggio e per riportarmi a casa. Neanche un cavallo saprebbe fare di meglio.

Km. percorsi in tutto: 4.100 circa.
Durata viaggio: Dalle ore 07:30 del 19/09/2016 alle ore 19:00 del giorno 23/09/2016 (Quattro giorni e mezzo, cinque giornate complete di viaggio).

Gaetano Rizza
66 anni compiuti il 2 agosto del 2016.

Note: Nel video Report che seguirà ci sarà, oltre al resto, anche un capitolo che intitolerò StreetPilotIII come Hal 9000, ce l’ho già in mente, povero Gps StreetPilotIII…

Ringraziamenti:

Ringrazio gli amici della vita reale, quelli veri, che mi hanno incoraggiato o, perlomeno, che non mi hanno dissuaso.
Ringrazio gli amici del web – anche tra queste amicizie virtuali, a volte, davvero, si possono trovare dei buoni amici che condividono la tua passione e che condividono i tuoi sentimenti giusti o sbagliati che siano, indirizzati bene o indirizzati male che siano. Grazie, amici, per avermi incoraggiato ed esservi affezionati a Macinator.

Ringrazio mia moglie Giovanna, che non mi vieta queste scorribande per l’Europa (e anche un po’ d’Asia, diciamolo), nonostante la tensione che creano in lei. La ringrazio anche perché è l’unica donna al mondo che può sopportare una vita in comune con me, e rende vivo il nostro rapporto matrimoniale, tenendo a bada il mio carattere a volte anche fin troppo solitario. Grazie Giovanna!

Altri miei report di viaggi in moto in solitaria:

Genova – monte Ararat

Genova – Capo Nord

Questo Report l’ho scritto di getto oggi, il mattino dopo essere arrivato, perché vi voglio bene.

SONO FELICE!

(Aggiornamento: Video Report Completo di Genova – Santiago de Compostela, in Moto, in Solitaria)

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Santiago de Compostela in moto, via Saint Jean Pied de Port, Roncesvalles

tolosa-santiagoDopo qualche anno d’intervallo e nonostante non sia più granché giovinetto, mi sono fatto ritornare la fregola di partire in moto. Partirò domattina all’alba. Questa volta non sarà un viaggio lungo quanto gli altri, che erano stati sui 9.000/10.000 Km. tra andata e ritorno. Questa volta sarà intorno ai 4.000 Km, se arriverò alla meta e non mi stancherò prima. La meta sarà Santiago de Compostela via Saint Jean Pied de Port e Roncesvalles (salvo varianti in corsa), quindi attraversando un valico dei Pirenei. I miei viaggi in moto sono sempre in solitaria e, da quando ho avuto un paio di incidenti in città, saranno sempre più in solitaria, perché non vorrei mai che in un eventuale incidente venisse coinvolta mia moglie o chiunque altro. E poi, diciamoci la verità: viaggiare in moto soli per Paesi sconosciuti è un’esperienza stupenda. L’ho già provato sulla mia pelle in Paesi davvero per me sconosciuti: Turchia e Circolo Polare Artico. Questo viaggio però non sarà per Paesi a me sconosciuti, la meta è conosciutissima da tantissimi pellegrini che, soprattutto a piedi, affrontano il Cammino fino a Santiago de Compostela. Loro lo fanno per motivi religiosi, io lo faccio per viaggiare con la mia moto. Spero anche questa volta di riuscire a fare pochissime tappe e raggiungere la meta geografica. Non viaggio per ferie, o per vacanza, viaggio per stancarmi, per riflettere, per provarmi. Forse non sono un vero motociclista anzi, non lo sono senz’altro, sono uno a cui piace fare viaggi lunghi in moto. Solo lunghi…, col mio Macinator.
Vi farò sapere :)

Upgrade del 24/09/2016: Viaggio compiuto, leggi mini report qui

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Fabrizio De André, video registrazione concerto tributo live

Fabrizio De André, video registrazione concerto tributo live

Clicca sull’immagine per il video


Sono passati anni da quella sera che feci quel concerto in onore di Fabrizio De André. Finalmente mi sono deciso a pubblicarlo sul web. Non l’avevo mai voluto fare prima, pur avendoci pensato, per tanti motivi: un po’ di pudore nell’accostare il mio nome a quello del Poeta genovese, paura di sfigurare nel confronto coi vari che si cimentano con le canzoni di De André, molti di loro anche virtuosi, etc.. Mi sono deciso a farlo presentandomi però per quello che sono. Non sono un virtuoso della voce come invece tanti altri, neppure un virtuoso della chitarra come altrettanti altri, io la chitarra la strimpello solo a casa mia, in genere. Non imito nessuno. Canto con la mia voce che è quella che è e vi accorgerete, se ascolterete la registrazione live, che non regge tutte le ventitré canzoni che ho cantato quella sera in due ore circa. Quindi vi prego di non fare paragoni col Mito, né con tutti coloro che hanno qualità migliori delle mie.
La registrazione riguarda la seconda parte del concerto tributo che avevo voluto chiamare “Parigi-Genova in ricordo di Fabrizio de André e degli chansonniers francesi”. Infatti la prima parte era dedicata soprattutto agli chansonniers francesi dai quali Fabrizio aveva succhiato il latte ai suoi esordi, ed anche ad alcuni altri bravissimi cantautori italiani che secondo il mio parere potevano far parte del club Parigi-Genova che avevo in qualche modo creato. Chissà che un giorno non pubblicherò anche quella.
Quindi, ripeto, non fate paragoni assurdi e prendetemi per quello che sono, uno a cui è sempre piaciuto cantare, ma l’ha sempre fatto solo come hobby, anzi, non l’ho fatto anche per molto tempo. In più ho sempre amato (e come non si può farlo) Fabrizio De André.
Ascolterete canzoni come Fiume Sand Creek, La guerra di Piero, Il gorilla, Un giudice, Via del Campo, la canzone di Marinella, La Canzone dell’amore perduto, Disamistade, La città vecchia, Suzanne, Dolcenera, Crêuza de mä, Bocca di rosa.
Importante leggere i titoli all’inizio del video per capire meglio il contesto in cui è avvenuto questo mio concerto tributo che ha avuto anche, come ospite importante, la mitica chitarra Esteve appartenuta al Poeta.
Grazie.

Gaetano Rizza (Clicca qui per vedere video su YouTube)

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Forse è sinistra quella di Grillo?

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Forse è sinistra quella di Grillo?

Qualcuno rivolge questa domanda: “Se il Partito Democratico non viene considerato più di sinistra, forse è sinistra quella di Grillo?”.

A fronte della situazione italiana, europea e, puranco, mondiale, mi sento di rispondere in questo modo:

Dipende da cosa s’intende per sinistra, se s’intende stare coi cittadini (lavoratori, pensionati, esodati, madridifamiglia etc), oppure stare con la casta che ti ha dimezzato, tra l’altro, anche il potere d’acquisto con l’euro, oltre ad aver allontanato la pensione mentre l’aspettativa di vita è diminuita, oltre ad aver tolto diritti acquisiti in anni ed anni di civiltà del lavoro.

Conclusione: io considero solo sedicente la sinistra rappresentata da Renzi, Hillary Clinton (insomma dei partiti cosiddetti democratici), che fanno una politica per le caste e non per i lavoratori o, al massimo, pensano di farla per i lavoratori solo considerandoli esclusivamente una massa fatta di percentuali in più o in meno, ovvero: “Quanti suicidati per fame oggi? Quale percentuale?”, oppure: “Il popolo è senza pane? Dategli qualcuna delle nostre brioches, così si chetano!”.
Il resto viene di conseguenza… E se qualcuno volesse vedere nel Movimento Cinque Stelle anche un puntino di destra, beh, la cosa non mi scandalizzerebbe poi troppo, visto come va il mondo.

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#FigliaDiUnabancaEtruria

#FigliaDiUnabancaEtruria

Attenzione! Parassiti! |

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Per Istat quattro milioni e mezzo di poveri assoluti

RENZI-SIMSALABIM1Per Istat quattro milioni e mezzo di poveri assoluti

Oggi i tg hanno dato la notizia che l’Istat ha segnalato che in italia si è raggiunto il numero di quattro milioni e mezzo di poveri assoluti (senza contare coloro, almeno altrettanti milioni di persone, che vivono sull’orlo della povertà). Un dato così negativo non si registrava dal 2005.
Beh! Intanto aspettiamoci una smentita domani, o almeno una correzione, oppure un ragionamento di Renzi che trasformerà questo dato in qualcosa di positivo, meglio che un novello Re Mida, come ci ha abituato a fare col semplicissimo gioco delle tre carte a lui e ai suoi solidali così familiare! Mi vedo già i titoli di domani che dimostreranno come con un Sim Sala Bim di silvaniana memoria anche i ragionamenti più scombussolati diventino possibili. Poi facciamoci questa domanda: “Ma se la massima espressione in fatto di economia e di welfare sono davvero i vari bocconiani tipo ‪#‎Monti‬ e ‪#‎Fornero‬ che affrontano i problemi con l’accetta (naturalmente rivolta nella parte del taglio verso il collo dei lavoratori), cosa possiamo pretendere?
Fatevi la domanda e datevi la risposta (Cit. Gigi Marzullo).

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Un selfie

Un selfie

selfie

Un ‪#‎selfie‬, ma cos’è poi un selfie? Non è altro che un gesto d’affetto verso se stessi, in un mondo che non ti vuole troppo bene.

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Muhammad Ali

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  Muhammad Ali

Ne nascono pochi di uomini così, e ogni volta è un miracolo. ‪#‎MuhammadAli

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Renzi venditore di pentole? Sì, ma bucate.

renzi-scaduto2Renzi venditore di pentole? Sì, ma bucate.

@matteorenzi “I 5 Stelle danno lezioni di onestà agli altri ma nella metà dei comuni che amministrano hanno problemi”.
Parabola: Anni fa durante una vacanza a Budapest ho subito una rapina. Fatto denuncia. Dopo mesi, in Italia, mi chiama la questura e mi dice che devo firmare un foglio. Chiedo di sapere cosa sto firmando e mi dicono che è scritto in ungherese e non capiscono, ma mi dicono: “Lei è stato a Budapest?” e io: “Sì”, “Lei è implicato in un furto a Budapest”. Cado dalle nuvole e chiedo: “Mi scusi, ma il termine ‘implicato” comprende anche chi ha subito il furto???”.
Chi ha orecchie per intendere intenda. ‪#‎LaMoraleSiMangia‬?

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Gli intelligentoni preferiscono l’epopea di #orgiopoli

augiasGli intelligentoni preferiscono l’epopea di #orgiopoli

Come detto nel titolo pare davvero che gli intellettuali alla Augias (per citarne uno), il suo codazzo di ammiratori, i responsabili, insomma gli eletti e gli unti dal Signore, preferiscano non abbandonare l’epoca delle Minetti, dei Batman, dei Formigoni, dei Trota, delle Boschi, delle Guidi, delle Fornero… Di conseguenza vomitano odio contro i cittadini – loro fratelli, padri, figli – che, stanchi di essere governati dalla feccia che ha ridotto gli italiani sul lastrico, cercano di rimboccarsi le maniche per rimediare ai danni fatti.
Per questi intelligentoni non è successo niente, è tutto ok, e sperano, vomitando odio, che non cambi niente per conservare il loro misero ruolo di lecchini di orgiopoli.
L’ho già detto e lo ripeto: i cittadini che si rimboccano le maniche ci provano, contro tutto e contro tutti, sbaglieranno anche, certamente. Se governeranno saranno anche contestati, io stesso li contesterò. Ma meglio sbagliare in buona fede e dalla parte dei cittadini, che sbagliare in malafede sempre per i propri sporchi interessi.
Insomma, i cittadini che si rimboccano le maniche non sono certamente la panacea per tutti i mali, ma le minettopoli, insomma, le orgiopoli passate e presenti sono certamente tutti i mali.

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Pensionati vivono su spalle di chi lavora

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Stanno cercando di convincerci che pensionati vivono su spalle di chi lavora oggi. Quando ci hanno preso quello che hanno voluto mentre lavoravamo. Ma la nostra previdenza se la sono mangiata, come tutto il resto, compresi i risparmi dei pensionati. ‪#‎BancaEtruria‬, ‪#‎Boschi‬, ‪#‎Guidi‬, ‪#‎Verdini‬, ‪#‎Renzi‬ & soci. Ha detto bene Beppe Grillo al cazzaro: “TU RAPPRESENTI QUELLO CHE NOI COMBATTIAMO!” e io aggiungo: BASTARDI!

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Morto Casaleggio che ci ha trasformato in tanti Davide

casaleggio-grillo1Ciao Gianroberto, tu, col tuo amico Beppe Grillo, hai cercato di trasformare molti di noi in novelli Davide contro Golia, alla faccia di chi per questo ti ha diffamato e deriso. Alla faccia di chi ha voluto cercare in questa tua volontà di giustizia, onestà ed equità per tutti, disegni indicibili e incredibili. Alla faccia di chi, prono, assuefatto e servo del malcostume imperante ha cercato di spezzarti le gambe.
Per molti italiani sei e resterai un grande.

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Icona di Gesù Cristo in rame sbalzato

Icona di Gesù Cristo in rame sbalzato

Opera di Gaetano Rizza

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Autoritratto in rame sbalzato

Autoritratto in rame sbalzato
di Gaetano Rizza.

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Che tristezza i rivoluzionari da spiaggia

polipi-sbattutiChe tristezza i rivoluzionari da spiaggia

Con l’esperienza del governo Monti e della sua ministra Fornero, sostenuti dal Pd e dall’allora Pdl, i cittadini avevano capito come stanno le cose, ma se ne sono dimenticati. Si sono dimenticati che quel governo era stato messo lì, a fare quelle cose, da “tutti quelli che contano”, dalla Merkel e Napolitano a un Bersani che non si voleva sporcare le mani in prima persona con la macelleria sociale, ma l’ha sostenuta, a un debole Berlusconi.
Mi ricordo, ai tempi, nei social c’era pieno di “rivoluzionari” che avevano lasciato il Pdl e gliene dicevano contro, avevano lasciato il Pd e gliene dicevano contro… e tutti a dire “Mai più, mai più con quelli che si sono sporcati le mani..”. E giù proclami, e giù buoni propositi…
Tutta fuffa!
Nel giro di pochi mesi il 90% di questi è rientrato nei ranghi di provenienza e adesso sostiene come se niente fosse il Pd di un certo Renzi rafforzato da frange del centro destra, o nei partiti dell’ex Pdl, a dispetto delle mafie e degli intrallazzi che vengono scoperti quotidianamente a danno dei lavoratori. Poco è cambiato, a parte quella breve parentesi nella quale tutti si sentivano rivoluzionari. Solo un Movimento, Il Movimento 5 Stelle, continua imperterrito a non credere più ai buffoni (per la maggior parte) della partitocrazia, e nei sondaggi avanza tra mille difficoltà esterne ed interne (per carità, ce ne sono anche dentro, diciamocelo) al movimento, oscillando tra il più 1% e il meno 1%. Troppo poco.
Ci vorrebbe un bel colpo di reni della dignità dei cittadini, tutti. Ma evidentemente per molti cittadini la normalità non è l’onestà e il benessere dei lavoratori, e non quello delle caste, ma la fazione. Molti cittadini si sono adeguati all’andazzo generale. Ma adeguarsi all’andazzo generale significa lasciarsi portare dalla corrente, andare alla deriva, lasciarsi sbattere sugli scogli, come polpi appena pescati da qualche tipo da spiaggia, o rivoluzionario da spiaggia.

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A mio padre, per la festa del papà

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Un paese del Piemonte, ai confini della Liguria. Una quindicina di persone in tutto: undici appartenenti alla famiglia riunita, quattro persone che lo avevano conosciuto negli ultimi tempi.
Non lo vedevamo da 21 anni, da quando il suo carattere da sempre potenzialmente insofferente a regole e convenevoli aveva preso il sopravvento e lo aveva fatto allontanare dalla sua famiglia per vivere altre esperienze sregolate… Insoddisfatto di avere messo su una famiglia di gente normale, l’ha abbandonata. Nessuna notizia ufficiale, nessun contatto, eccetto qualche voce da qualche parente. Cosa aveva fatto quest’uomo in questi ventun anni? Non si sa bene… ma negli ultimi anni aveva bisogno di essere curato e un suo fratello minore, l’unico maschio rimasto tra i suoi fratelli, se ne era preso cura con grande sacrificio, ricevendone in cambio pochissima gratitudine, ma riuscendo comunque a mettere insieme la famiglia del fratellone almeno per portarla al funerale e per fargli avere un funerale degno.
Cosa rimane degli effetti personali? Pochissime cose inaspettate: fotografie della sua vecchia famiglia, nelle varie epoche, i figli piccoli, poi ragazzi e giovanotti, la moglie ragazza poi donna; fotografie di qualche amico della gioventù… Una foto sua vestito da alto prelato… in fondo aveva un cuore anche lui e si è portato sempre dietro le foto della famiglia che aveva lasciato, in età ormai molto matura, come un ragazzino.
Nella casa vecchia e abbandonata abbiamo trovato nei cassetti le fotografie di famiglia che non vedevamo più da ventun anni, brevetti di alcune invenzioni… anche di un motore che produce energia senza consumarne, sfruttando la fisica terrestre… vecchi sogni, una fisarmonica che sapeva suonare benissimo, ricordo ancora la Cumparsita suonata da lui nelle feste di famiglia o di paese. Ancora qualche libro sulla fisica e vecchi libri di scuola dei suoi figli; ho riconosciuto subito la copertina del mio libro di latino delle medie “Vivida Tellus”, ho riconosciuto la copertina dell’Iliade dal quale avevo imparato a memoria molte strofe…: “e qual dei numi inimicolli? Il figlio di Latona e di Giove irato al sire destò quel Dio nel campo un feral morbo, e la gente peria, colpa d’Atride che fece a Crise sacerdote oltraggio…”
Ho rivisto i vecchi mobili di famiglia coi quali siamo cresciuti, la cristalliera antica, coi vetri colorati… ho rivisto altre immagini nella mia mente…
Un funerale degno, per un uomo che ha rifiutato le convenzioni e che è morto assistito dal suo fratello più piccolo con la moglie, che negli ultimi giorni ha chiamato mamma.
Il funerale di un uomo scampato alla seconda guerra mondiale, che non aveva capito bene da che parte stare, ma aveva scelto.
Il funerale di un uomo di settantotto anni, con la sua storia, grande, povera, chi può dirlo?
Un pugno di terra sulla bara…

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Statue capitoline, Renzi è megl e Totò

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Prendo in prestito lo slogan coniato dai napoletani: “Maradona è megl e Pelè” per trasformarlo in “Renzi è megl e Totò”, con tutto il rispetto verso il grande e inimitabile comico napoletano, e vi spiego il perché sarei arrivato a questa conclusione. Perché neppure i più abili sceneggiatori dei film di Totò sarebbero mai riusciti a escogitare una trovata geniale come quella che hanno escogitato Matteo Renzi, presidente del consiglio, e Dario Franceschini, ministro dei beni culturali, per fare ridere il mondo. Infatti la loro magnifica idea per sputtanarci ancora un po’ di più a livello mondiale e farci prendere in giro da tutto il mondo (oltre alle già mitiche trovate messe in atto da Berlusconi: dai cucùsettè alle corna nelle fotografie, al bungabunga e altre amenità di questo genere) è stata quella che per non offendere gli occhi del presidente dell’Iran in visita in Italia si è pensato di coprire le “vergognose nudità” delle meravigliose statue di marmo capitoline, simboli di una cultura occidentale non seconda a nessuno, con dei pannelli in compensato. Questo evidentemente per la paura che il presidente iraniano vedendo un pisello o una tetta di marmo millenario potesse mandare all’aria l’accordo di forniture miliardarie da parte dell’Italia all’Iran.
I due responsabili: Totò e Peppino, pardon, Matteo Renzi e Dario Franceschini, accortisi della ilarità procurata in tutto il mondo hanno subito negato di aver saputo di questa iniziativa, presa, evidentemente, spiegano, dagli addetti al cerimoniale. Infatti, come è risaputo in Italia i fatti e i misfatti avvengono ad insaputa dei responsabili che percepiscono stipendi principeschi per essere, appunto, responsabili. In Italia, fatti e misfatti sono causati esclusivamente da chi percepisce stipendi o pensioni da mille euro al mese, o giù di lì.
Lasciatemelo dire: “Renzi, in quanto a figure barbine, è megl e Berlusconi, ma addirittura in quanto a comicità è megl e Totò”.

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David Bowie è morto

david-bowieDavid Bowie è morto

I miti degli anni Sessanta e Settanta, purtroppo cominciano a morire e, purtroppo, il grande David Bowie è l’ultimo di cui si è saputo della sua morte, avvenuta nella notte di oggi. Era nato nel 1947 a Brixton (Londra). Negli anni Sessanta e poi nei decenni degli anni Settanta e anche Ottanta fu autore di enormi successi musicali e di altrettante performance indimenticabili. Ha continuato, nel tempo, ad avere una vita sempre in primo piano, sempre ad altissimi livelli artistici. Il suo stile ha influenzato la musica di parecchie band dell’epoca, compresi, a mio parere, i Genesis dell’epoca di Peter Gabriel e i Pink Floid che. a loro volta e a loro modo, insieme ad altri gruppi, diedero una svolta alla musica rock fino ad allora ispirata al grande James Brown, al grandissimo Elvis Presley, e agli irraggiungibili quattro ragazzi di Liverpool, i Beatles, che a loro volta furono i capostipiti riconosciuti da tutti del modo moderno di fare musica. La scomparsa di David Bowie ci lascia privi di una certa dose di estetica, che in lui non ha mai difettato, ma le sue canzoni ce ne terranno vivo il ricordo.
Onore ai Grandi.

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AirFrance non accetta reazioni ai licenziamenti

 
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AirFrance non accetta reazioni ai licenziamenti

Ieri abbiamo appreso da tutti i tg che cinque lavoratori dell’AirFrance ripresi dalle telecamere mentre obbligavano i dirigenti a scappare senza camicia sono stati arrestati. Ricordiamoci che questi cinque lavoratori erano solo quello che le telecamere hanno ripreso, ma chi avrebbe voluto strappare la camicia a quei dirigenti era una folla di dipendenti incazzati perché gli avevano appena annunciato che 3.000 di loro non avrebbero più avuto lavoro.
Quindi i fatti sono questi: ora sappiamo che quando il nostro dirigente milionario di turno verrà a dirci che licenzierà in tronco 3.000 dipendenti, noi non dovremo fare altro che prenderne atto, stringergli la mano augurandogli una buona giornata e tornare a casa, come se niente fosse, per dare la notizia alla moglie e ai figli che da domani in poi non si mangerà più e il padrone di casa potrà e dovrà cacciarvi fuori di casa per mancanza di pagamento della pigione o del mutuo. Semplice no? Che, diciamocela tutta, è un po’ quello che hanno fatto negli ultimi anni i sindacalisti (spesso milionari anch’essi): farci accettare la legge del padrone senza scomporsi più di tanto, perché scioperare costa, ai padroni.

Il mondo civile impone questo, la società si adegua, e la gente torna a morire di fame, torna al brigantaggio, al suicidio o al tiramm a campa’.

Complimenti società civile!

Io purtroppo la penso in un altro modo. Penso che la gente che si è fatta i milioni sul nostro culo, prima di annunciare bellamente che ci licenzia in massa, debba preoccuparsi non poco che il minimo che gli possa capitare sia, perlomeno, che gli venga strappata la camicia di dosso. Non è che con la scusa che siamo gente civile ormai ci si possa fare di tutto: dal licenziarci, all’abbassarci gli stipendi, ad aumentarci gli anni di lavoro, dal toglierci diritti acquisiti in secoli, mentre quelli belli belli poi si vanno a passare il week-end sui loro yacht di lusso o nelle ville a Portofino o St-Tropez.

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Il fallimento dell’Europa dell’euro

Gaetano Rizza

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Nato negli anni Cinquanta di Gaetano Rizza

Il fallimento dell’Europa dell’euro

L’Europa dell’euro – con la gestione della questione Grecia, con la questione dell’immigrazione, col pessimo risultato economico che ha avuto nelle famiglie dei lavoratori – è fallita. L’operazione non è riuscita, e a pagarne le conseguenze siamo soltanto noi cittadini delle fasce meno abbienti, quelli che viviamo da sempre di stipendi e pensioni medio bassi. Perché gli altri, quelli che vivono di altro, amministrando i nostri diritti e i nostri poveri beni risultato di una vita di lavoro, continuano a speculare, appunto, sui nostri diritti, i nostri stipendi, pensioni, mangiandoseli in prebende da favola, palazzi da favola a Bruxelles a Strasburgo, viaggi in aereo su e giù per l’Europa e per il mondo, traslochi di treni di carte da un parlamento all’altro, di parlamentari da un parlamento all’altro, di Quirinali, Elisei, di Viminali, di spostamenti in elicottero per fare 200 km, di spostamenti in voli di stato per questioni personali; per le varie Mogherini che non servono a un cazzo, per le varie Boldrini che scroccano voli di stato per loro visite non richieste, per le varie Serracchiani che prendono un volo di stato per andare a Ballarò, per i loro intrallazzi a tutti i livelli (dal livello nazionale e internazionale a livello municipale)…
Per poi avere la scusa pronta: “Se l’Ue fallisce è colpa della Grecia… e un po’ anche dell’Italia” alla quale sono stati inflitti sacrifici insopportabili per un popolo di bravi artigiani che se fossero stati lasciati in pace si sarebbero arrangiati molto, ma molto meglio di quanto abbia fatto l’Europa”. Della Grecia culla della democrazia, democrazia che purtroppo è cresciuta male, in mano ai barbari in giacca e cravatta, che interpretano le leggi sempre a loro favore e mai dei cittadini ai quali tolgono in continuazione quei poveri diritti acquisiti in secoli di battaglie per la dignità.
Un’Europa per la quale quello che conta non è il bene comune, ma il bene di pochi, e tutto il resto sono numeri da accontentare con delle promesse in tempo elettorale. Un’Europa nella quale un Sarkozy parte per la guerra contro Gheddafi – facendolo macellare da gruppi di scalmanati – senza il preventivo accordo dell’Onu, e seguita, nonostante alcune resistenze, dai partners, con ultimo l’Italia sempre pronta a salire sul carro del – statisticamente -vincitore, tradendo anche gli amici. La stessa Francia che se ne sbatte altamente dei profughi che la sua guerra ha provocato e dice chiaramente e a muso duro che quelli, i profughi che scappano dalla situazione da loro non voluta, non riguardano la Francia stessa, bensì riguarda esclusivamente il Paese nel quale sbarcano dopo essere stati decimati nella loro terra e nel mare Mediterraneo.
E’ questa l’Europa dell’Euro? Se è questa è un continente fallito. A ridatece i sordi che ci avete arrubbato con l’euro e andate a gestire pollai. Perché questo siete, al massimo, tutti: allevatori di galline.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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Gaetano Rizza

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Una cosa è l’immigrazione, altra è la delinquenza

Gaetano Rizza

Nato negli anni Cinquanta

Una cosa è l’immigrazione, altra è la delinquenza

la cialtroneria di politici e giornalisti è nota, ma a questa è andata ad aggiungersi quella dei twittaroli che pur di dire la loro, peraltro in un ambito che non li tirerà mai fuori dal loro piccolo mondo, sparano qualunque cazzata pur di dare addosso a qualsiasi – anche se minima – razionalità.

Assistiamo a geni, di giornalisti e twittaroli, affermare che un incidente come quello del rom che ha falciato nove persone scappando a tutta velocità dalla polizia in pieno centro abitato, uccidendo anche una giovane mamma è la stessa cosa di uno degli incidenti che avvengono quotidianamente nei centri cittadini. Quindi, secondo questi geni, se si vogliono togliere le case ai rom si devono togliere le case anche agli altri cittadini perché la legge deve essere uguale per tutti.
Inutile farli ragionare, perché non vogliono ragionare!

Quando magari provi a fare capire loro che un incidente stradale casuale purtroppo capita e un incidente CRIMINALE invece NON DEVE CAPITARE, non c’è verso. Quando, altresì, provi a far capire loro che certe case di certa gente non sono case, ma baracche senza cesso e che molti di questi vivono al di fuori di ogni controllo legale, ma spesso al di dentro di pura criminalità perché questa è la loro cultura, non c’è – neppure per questa cosa – modo di fargliela capire.

Io sono il primo ad aver votato contro il reato di clandestinità, che già prevede sanzioni amministrative, per gli immigrati perché capisco da quali situazioni arrivano, e se posso li aiuto quando vedo che si danno da fare con piccole ditte, diventando magari loro cliente. Altra cosa è ospitare nelle città in baracche anche senza cesso gente che vuole vivere così per cultura. Gente che beve, non rispetta le leggi e vivono di un’economia a dir poco oscura.

Ma i geni della politica, del giornalismo, di Twitter, ti rispondono: “Ma guardate gli italiani cosa fanno, e i loro governanti!”. E allora che gli rispondi? Sbattiamo in galera e radiamo le case a zero anche a quelli di Mafia Capitale, della Mafia, della Camorra, dei piccoli delinquenti? Risposta: “Sì!”. Perché quelli sono peggio che zingari, e le loro case, seppur lussuose, sono peggio delle baracche senza cessi.

P.S.
Non so se questo discorso è grillino, salviniano, o di chi più ne ha più ne metta. Ma non m’interessa essere etichettato come questo o quello, mi interessa sempre e solo essere me stesso. SEMPRE.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)



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DI NUOVO LADRI DI BICICLETTE

Nato negli anni Cinquanta

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DI NUOVO LADRI DI BICICLETTE

Mio post del 30/11/2011 che vale la pena ripubblicare

Ladri di biciclette è il titolo di un bel film neorealista di De Sica.
E’ la storia di un’Italia del dopoguerra e di una società povera che riduce i propri cittadini a doversi mortificare anche con piccoli furti per poter portare da mangiare ai propri figli.
Il ritorno a una società di questo tipo è quella che paventa questo blog da tempo, per l’esattezza dal 2008, anno in cui ci sono stati i primi segnali forti della crisi.
Nel frattempo le cose non sono migliorate, anzi sono peggiorate moltissimo.
Adesso siamo alla resa dei conti, e la società del primo dopoguerra è alle porte; nonostante, ci dicano, il nostro Paese sia la terza economia europea e la settima economia mondiale.
Sono ignorante, non capisco.
Tant’è che i padroni tornano a essere i padroni dell’Ottocento e se gli stai sul cazzo ti licenziano senza se e senza ma (si, ma con l’accordo dei sindacati locali, dicono.. , quegli stessi sindacati che in non poche occasioni ti hanno venduto per un piatto di lenticchie), anche se non sei dipendente di una piccola ditta per le quali i dipendenti sono stati sempre dei precari senza nessuna protezione.
I Marchionne disdicono unilateralmente i contratti nazionali (bello… ma allora che accordi erano? Tra chi?); i governi macellai, con la complicità dei politici tutti, o quasi, e dei sindacati progettano di licenziare più facilmente e di farti stare senza lavoro per più anni perchè nel frattempo sì è allungata la durata della vita.
Così, a loro parere, risanano l’Italia.
Non ci vuole un genio per capire che sono tutti dei buffoni che vanno lì solo per riempirsi ulteriormente le loro tasche e quelle dei loro amici.
Perchè è matematico, questa soluzione che va bene per loro, porta i cittadini a doversi mortificare, per forza di cose, anche riprendendo ad essere ladri di biciclette, se non ladri in più grande stile, truffatori, etc.
Due più due fa sempre quattro, a casa mia.

Gaetano Rizza



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Prepensionato

Nato negli anni Cinquanta

Nato negli anni Cinquanta

Prepensionato

Dal libro Nato negli anni Cinquanta

Essere messo da parte dal lavoro, quando ancora non te lo aspetti, quando ancora non ci avevi minimamente pensato; mentre i governi si stanno ingegnando per allontanarti il traguardo pensionistico non rispettando il patto che tu e lui, il governo, avevate fatto negli anni Sessanta – certo, modificato gradualmente nel tempo per la maggiore aspettativa di vita, come via via si era già fatto – quando da ragazzino avevi iniziato a lavorare qualche volta anche senza che ti fossero versate le marchette e qualche volta anche senza tutele, e non sai come potrebbe andarti a finire, non è piacevole.
Non è piacevole, ma fu il destino che il governo successivo riservò – vantandosi di sanare i conti del Paese – a centinaia di migliaia di lavoratori che erano già stati messi fuori dal lavoro con degli accordi, perché prossimi alla pensione: allontanò loro il traguardo della pensione lasciandoli così senza stipendio né pensione, in un’età in cui nessuno li avrebbe più assunti nemmeno per errore, anche se non ci fosse stata la crisi economica. A me fortunatamente non era andata così solo per un pelo, ma avrei senza alcun dubbio continuato volentieri a lavorare, anche perché è l’unica cosa che ho sempre fatto. Mia madre mi aveva insegnato così e io fino ad allora avevo pensato che l’uomo deve alzarsi presto la mattina per andare a lavorare. Altro non sapevo fare.

Gaetano Rizza

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