A vent’anni dalla morte del poeta di Genova Fabrizio De André

Venti anni fa, nel mese di gennaio del 1999, il giorno 11, morì Fabrizio De André, il poeta di Genova, a soli 59 anni. Io, in quello stesso anno, a novembre, creai un sito dedicato alla sua memoria. Aveva accompagnato gli anni della mia gioventù. Poi ebbi anche una serie di iniziative dedicate a lui, alcune raccontate nel sito: Fabrizio De André, il poeta di Genova:

deandre.altervista.org

Fabrizio De Andre, Georges Brassens, Cantautori, Chansonniers – di Gaetano Rizza
cantautori genovesi,chansonniers, Genova, musica, midi, mp3, gaetano rizza, nato negli anni cinquanta, libri, narrativa

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Sul Secolo XIX di Genova i viaggi in moto, in solitaria di Gaetano Rizza

Oggi sul Secolo XIX di Genova un articolo su Gaetano Rizza e i suoi viaggi in moto in solitaria, nella rubrica “GENOVA IN MOTO”. Autore dell’articolo il giornalista Danilo D’Anna al quale va un doveroso ringraziamento.

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Prova manopola riserva carburante Honda Deauville 650

GENTE IN MOTO – GAETANO RIZZA

Allora, credo doveroso questo aggiornamento, considerato che nel Web e nei forum girano un sacco di scuole di pensiero sul funzionamento della RISERVA quando nella moto non esista alcun indicatore del livello del carburante.

Dopo lo scherzetto, stupido, che mi aveva fatto il motore con la manopola erroneamente posizionata su RISERVA – quando la moto non poteva essere ancora né in riserva, né col serbatoio vuoto – non sono stato più tanto tranquillo fino a che non ho fatto la prova portandomi dietro per sicurezza una tanichetta omologata con due litri di benzina (Le borse laterali posteriori della Honda Deauville 650 servono eccome!)
Fatto un pieno a tappo non ho più fatto benzina, tenendo la manopola su ON, come faccio sempre. Oggi, finalmente, mentre ero sui 290 km percorsi, naturalmente in salita ;) , la moto comincia a mancare, continuo ad andare per vedere che non sia solo un semplice mancamento non dovuto alla riserva, ma al freddo, e la moto non riesce più a riprendersi. Faccio in tempo ad accostare a lato della strada e il motore si spegne. Contakm segna 290 km percorsi dal pieno. Sposto la manopola su RISERVA sperando che funzioni il tubetto che pesca la benzina più in fondo al serbatoio (perché quello ormai era il mio dubbio), altrimenti sarei rimasto senza benzina completamente. Per quello mi ero portato dietro la tanichetta di due litri di benzina.
Dopo due o tre tentativi il motore parte e la moto accelera bene. Finalmente mi sono tolto il dubbio: il tubetto della riserva pesca bene la benzina in fondo al serbatoio! Dopo sei, sette km faccio il pieno e ci vanno esattamente 17 litri a tappo. Se non avessi dovuto percorrere quei sei, sette km ce ne sarebbero andati 16,5 litri.
Quindi i conti tornano: Pieno – 16,5 x 290 km, poi riserva evidentemente circa 3 litri per arrivare all’intera capienza del serbatoio =19,3 credo, che servono per percorrere ancora dai 45 ai 60 km senza dover spingere fino a chissà dove. Autonomia moto circa 350 km adoperando anche la riserva. Naturalmente il consumo dipende molto dalla mano e dalla stagione. La mia in inverno consuma di più che in estate, anche perché facendo qualche km con l’aria tirata il consumo di benzina è maggiore, almeno così ho constatato. D’estate su percorso misto (città/provinciali) la mia moto consuma 20/21 km al litro.
Spero che questo post possa servire a chi gira per il Web alla ricerca di risposte sulla RISERVA DI BENZINA nelle moto e nella Honda Deauville 650 in particolare.

Un saluto, ragazzi!

P.S
In ogni modo la tanichetta omologata di due litri di benzina me la porto sempre dietro ;)

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Ho capito! E’ amore. (Honda Deauville 650)

Honda Deauville 650

Honda Deauville 650

Buongiorno amici,

Sono arrivato a un’età in cui poche cose mi danno reale interesse, né, tantomeno, reale soddisfazione (ma intendiamoci, non per tutti è così, è solo questione di caratteri: il mio a detta di molti, è di merda).
Ho cavalcato alcune motociclette fin dai tempi del militare, in cui ero motociclista. Poi dopo il militare, qualche decina di anni e vari scooter, compreso il mio mitico Honda CN 250, ho incontrato una Honda Deauville 700 che mi ha portato agli estremi dell’Europa (con Asia annessa). Ho posseduto anche una meravigliosa Honda Goldwing 1500 SE. Da un anno sono possessore di un’Honda Deauville 650 che ho cercato, perché volevo proprio quella.
Devo dire la verità, l’ho presa per fare lunghi viaggi, ma non credo di avere più lo spirito giusto per sopportare alcuni disagi, intemperie, tempeste di pioggia, ricerche di luoghi per dormire, o troppo caldo.
Mi accontento di fare dei giri nei dintorni della mia città o non molto distante.
Ogni volta che esco con lei e giro per le strade della città e fuori città, seduto sulla sua sella, sentendo il suo bel motore mi sento un cavaliere sul suo bel cavallo, provo soddisfazione.
A questo punto ho capito: questo è amore.

Grazie, amici, per aver letto queste due righe.

Gaetano

Honda Deauville 650

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Un po’ della mia sensibilità. Gaetano Rizza, il quinto Beatles (solo in foto)

Gaetano Rizza - Beatles

Gaetano Rizza – Beatles

Un po’ della mia sensibilità. Gaetano Rizza, il quinto Beatles (solo in foto).
LIBRI, MUSICA, SUGGESTIONI (su Facebook).

In questa pagina ci sono sprazzi di ciò che mi piace, che mi affascina. Libri, musica, suggestioni varie e… un po’ della mia sensibilità.
Nella mia vita ho cantato, fatto radio, scritto libri, canzoni e pièces teatrali, fatto viaggi in moto di migliaia e migliaia di chilometri in solitaria attraversando l’Europa fino all’estremo est e Asia, all’estremo ovest e all’estremo nord.
Come autore ho come fine letterario la scrittura in sé, cercando di renderla semplice cosicché – nella, a volte forzata, semplicità – si possa smuovere l’anima del lettore.

Qui la pagina YouTube dei miei viaggi in moto:

Qui la pagina YouTube delle mie canzoni:

Qui la pagina Mondadori con i miei libri:

Gaetano Rizza

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Il #Pd è penoso


Un partito che è miseramente sceso al 18% (altro che il 40% come sperava #Renzi) non dovrebbe più rompere i coglioni come sta facendo anche ora #Martina a uscita #consultazioni con #Conte, e collaborare con umiltà. Quando il #Pd lo capirà sarà sempre troppo tardi. #maratonamentana
Siete penosi.

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Il libro FILAMENTI E CAMPI anche su laFeltrinelli


[…] Altra cosa che lo rende umano ai miei occhi: la
mattina, quando tardo un po’ ad alzarmi, lui
aspetta buono per un po’, ma la sua biologia dopo
un po’ inizia a ribellarsi a questo ritardo della co-
lazione e – come potrebbe fare un bimbo di cin-
que/sei anni o un amico ospite che non sa dove
mettere le mani per prepararsi la sua colazione –
viene al bordo del letto, dalla mia parte, si tira su
sulle zampette posteriori e, con la zampetta destra,
assolutamente senza unghie, mi dà degli schiaffetti
vellutati sul viso per farmi aprire gli occhi, per sve-
gliarmi, per farmi capire che è ora della sua pappa.
… E quando di notte, verso l’alba, ho gli incubi
e urlo senza poter muovere le labbra e mi agito,
con le braccia senza muscoli, per difendermi e per
colpire l’incubo, appena apro gli occhi lo trovo al
mio fianco sul letto, sulle zampe posteriori, preoc-
cupato e proteso con le sue zampette nell’intento
di difendermi… Il mio micio, il mio fratellino.

Gaetano Rizza

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Il Pd in cinque anni ha partorito Berlusconi

 

Il Partito Democratico con tutti i suoi padri putativi: Veltroni, Prodi, e tutti i suoi figlioli: Renzi, Boschi, i quali, tutti, si vantano di aver tolto l’Italia dalle secche (evidentemente escluso me, gli esodati, gli impiccati e i suicidati in altri modi e quelli che dormono nella auto), se tutto va bene al massimo ci ha partorito un topolino. che di nome fa Silvio e di cognome fa Berlusconi; il quale cinque anni fa era stato messo definitivamente fuori combattimento dal GOMBLOTTO tra puttane, Pd, Napolitano, Merkel e Sarkozy.
Complimentoni Pd!!!

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Fabrizio De André, principe libero.

Il film dedicato al poeta di Genova: Fabrizio De André, principe libero, visto da uno che gli ha dedicato concerti in onore e memoria nella loro città, Genova, e capitoli del libro del quale è autore: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA. Da Genova a Vittoria, da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord, tra incubi e realtà.

Ieri sera ho visto la prima parte del film, non me lo sarei perso per niente al mondo. Non mi ha deluso, per niente, anzi mi ha commosso. Nonostante la quasi completa assenza della cadenza genovese nella voce dell’attore protagonista Luca Marinelli. Il film è sincero, rivela Fabrizio per quello che è stato, con tutte le sue qualità e tutti i suoi lati umani, molto umani, a cominciare dalla sua continua voglia di mussa.
Interessante, nonché risaputo, il racconto di come hanno preso vita alcune delle sue più belle canzoni, alcune con la complicità dell’amico Paolo Villaggio. Interessante, nonché risaputo, l’incontro con Luigi Tenco, del quale da ragazzo cantava i pezzi raccontando che fossero canzoni sue per far colpo sulle donne. Simpatica e risaputa la giustificazione che ne diede a Tenco: “Vanno bene per prendere della mussa“. La tristezza sentendo la notizia dell’improvvisa, tragica e inaspettata morte di Tenco. I primi guadagni da cantauotore provenienti dalla Siae per la canzone Marinella, scelta da Mina che la cantò e la fece conoscere al grande pubblico.
Questa sera, la seconda parte, dovrebbe essere più incentrata sul rapimento subito da lui e Dori Ghezzi in Sardegna, e la consolidazione della sua fama di grande cantautore, per qualcuno inarrivabile.
Fabrizio De André, una persona umana… molto umana.

Gaetano Rizza

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Se non c’é il penale tutto va ben madama la marchesa


Finché riescono a stare appena a galla sul penale, della morale se ne fregano altamente. Vedi #Boschi: “Mi devono dire cosa c’è di penale sul mio comportamento su #BancaEtruria. la banca di mio padre”. Forse forse c’è poco di penale, ma la morale è sotto le scarpe! Vergogna!
Stessa cosa, più o meno, riguardo i pezzi di tesi di laurea scopiazzati dalla Madia.
Se non c’é il penale tutto va ben madama la marchesa.

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Sciacalli hanno trasformato politica in Isola dei famosi

APPENA SFORNATA DA #RENZI: “BASTA COI PISTOLERI PER LA SICUREZZA!” Io aggiungo “BASTA CON GLI #SCIACALLI DELLA POLITICA, VOI AVETE TRASFORMATO LA POLITICA IN UNA #isoladeifamosi e gli Italiani ve lo lasciano fare perché non hanno più valori, esattamente come voi! >@matteorenzi

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FakeNews, un tempo si chiamavano belinate


Le #belinate sono sempre state diffuse, anche prima di internet, adesso, con internet si chiamano #FakeNews e i politici non si danno pace.
Calmatevi, sempre belinate sono… Non fatene motivo di falsa preoccupazione, visto che, voi per primi, siete maestri nel dire belinate.

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Nostalgia canaglia e dispendiosa per un navigatore gps Garmin

Come avrete capito più che essere un motociclista che insegue l’ultima moto, sono un nostalgico che vive di vecchie cose che, in determinati momenti, e per dei periodi, gli hanno dato soddisfazioni.
Dopo il ritorno alla Deauville 650 (diversa nel motore e nei cavalli dalla 700 che avevo prima, e si sente…), mi è tornata la scimmia del vecchio navigatore…
Come già scritto in questo forum, me la cavo sia con un navigatore da poco cinese, che comunque fa quello che deve fare per quello che l’ho pagato. sia coi vari cellulari e tablet che all’occorrenza uso come navigatori, con mappe Sygic o MapFactor.
Ma la scimmia è la scimmia, altrimenti non sarebbe scimmia (chiaro, no?). Allora anelo di tornare ad avere un vecchio ma eccezionale Garmin StreetpilotIII che avevo dato malauguratamente insieme alla moto che avevo venduto. Per intenderci lo stesso navigatore che mi aveva portato senza mappe all’estrema Turchia senza tante difficoltà e che invece con le mappe mi aveva fatto sbagliare strade un casino di volte ultimamente a causa dell’impossibilità di rinnovare le mappe, cosa non del tutto vera perché oggi con Osm si possono rinnovare, ma avevo avuto difficoltà con l’imprecisione dei percorsi lo stesso.
Così, cerca che ti ricerca, ne ho trovato qualcuno su ebay e tra tutti ne ho scelto uno proveniente dagli Usa, a circa 70€, più spese di spedizione e di importazione… Adesso che lo sto aspettando credo di aver fatto una cavolata, perché mi accorgo che nella foto dell’oggetto, tra tutti i fili e gli accessori non parrebbe esserci il supporto per l’auto, tantomeno quello della moto. Poi immagino anche che ci sia una cartografia degli stati uniti, se non addirittura solo una cartografia marina. e per caricare mappe e rotte create con Osm e mapsource c’è solo una memory card da 64mb (io ne avevo due: una da 128 e una da 256mb con le quali su Mapsource mi preparavo le rotte con le mappe necessarie intorno).
Si possono acquistare, ma non costano meno di 70 euro quelle da 128mb e 80/90 euro quelle da 256mb. Per non parlare del supporto moto (di quello per l’auto ne posso fare a meno), che difficilissimamente si trova e se si trova si vedono prezzi tipo 70€/150€.
Fatti i conti mi viene a costare quasi e forse più di uno zumo 395 lm nuovo con mappe italia e europa completa comprese e rinnovabili a vita, come quello che mi ha proposto Amazon ieri sera, notando la mia ricerca continua sul settore. Addirittura me ne proponevano uno ricondizionato a circa 270€, mi pare…
… Ma io sono fatto così… Male? Forse… Ma sono così. ;)

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Notiziario mannaro del 23/12/2017

#loScemo si vanta che ora #Dimaio e #Salvini non toccheranno gli 80€. E per forza, li tieni per i coglioni… Cosa dovrebbero fare? Toglierli per farti avere più voti? Dopo che tu hai aumentato il debito pubblico per dare quella
mancetta elettorale. Sei la rovina d’Italia #Renzi

#Casini presidente #CommissioneBanche: “Caso Boschi? E’ roba da campagna elettorale, la #CommissioneBanche non si occupa di queste cosucce, si occupa di fare in modo che le banche non truffino più i risparmiatori”. Già, ma chi li ha truffati e chi ha intrallazzato? #Furbetto!

#Renzi e compagnia bella dicono che la #Boschi ha fatto bene a interessarsi per #BancaEtruria, anche se non aveva i titoli per farlo né aveva l’autorizzazione di #Padoan. Il fatto che poi il padre era vicepresidente della banca che vuoi che sia. #NIENTEPISTOLANIENTEPRESSIONI

Forte campagna contro i Social. A #Rai3 ieri si diceva che rimpiangeremo i tempi della privacy. Non la pensavano così quando spadroneggiavano sui social sputtanando e offendendo in ogni modo #Berlusconi. I tempi cambiano, a quanto pare… Eh! Furbetti? #renzi #boschi #boldrini

Il Cronista Mannaro su Twitter

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Mafìa Elena Boschi, niente pistola, niente imposizioni

Anche stamattina nella #CommissioneBanche viene fuori un interessamento spasmodico della #Boschi per gli interessi della #BancaEtruria del padre. In pratica ha contattato tutti ma #asuainsaputa e #senzaimposizioni. #NIENTEPISTOLANIENTEIMPOSIZIONI

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Lapo Elkan su Renzi

Una cosa buona #LapoElkann finalmente l’ha detta. Alla domanda della #Gruber: “Cosa ne pensa di #Renzi?” Lui risponde: “Vorrebbe essere il #Macron italiano, ma ci sono i Macron e i #Micron”. Bravo Lapo, potresti entrare anche tu in questa #PoliticaSpazzatura italiana.

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Bufale, fake news, o belinate? I problemi di Matteo


MAMMA! DICONO CHE ERO AD #IBIZA SU UNA #LAMBORGHIN E NON è VEROI!!! GNEEEE, GNEEEE… DAI BACINO SULLA BUA!!! GNEEE, GNEEEE…
#BELINATE
#BUFALE
#FAKENEWS @MATTEORENZI #RENZI

Quando un #Renzi @matteorenzi non trova niente di meglio che fare una campagna elettorale sulle #FakeNews (ovvero pure belinate) vuol dire che è alla frutta e non se ne rende conto, perché ci sono problemi seri da affrontare, altro che le #belinate.

Le #Bufale o #FakeNews a cui @matteorenzi dedica la sua campagna elettorale a #Genova le abbiamo sempre chiamate #belinate. Peccato che l’aspirante presidente del consiglio non abbia argomentazioni più valide e che valgano la pena di essere ascoltate. #Cazzaro #Renzi

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Molestie sessuali? Colpa della Edwige Fenech

edwige fenech

edwige fenech

Ultime dal #tg2 e dalla #Boldrina: i film con Laura Antonelli, Gloria Guida ed Edwige Fenech, hanno incentivato le molestie sessuali, #bruciamolestreghe #LaMoraleBoldriniana

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Filamenti e Campi – L’altro capo dell’esistenza

FILAMENTI E CAMPI

FILAMENTI E CAMPI
L’altro capo dell’esistenza

LA DEITA’ DEL MONDO

[…] Il Figlio che ha parlato all’umanità con le parabole, come unico mezzo possibile per far percepire la deità che era ai suoi primi passi tra gli umani, e che si stava formando, preannunciata da Platone cinquecento anni prima. […]

[continua)

 

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GENTEINMOTO MOTOVIAGGIATORI PROLETARI

GENTEINMOTO MOTOVIAGGIATORI PROLETARI – GENTE CHE NON SE LA TIRA TROPPO

vuole riunire un gruppo di persone che amano la motocicletta e i viaggi in moto. Qualsiasi moto va bene, qualsiasi viaggio va bene, purché sia le moto che i viaggi non siano da superfighi. I superfighi non li vogliamo. A noi vanno benissimo anche i catorci ai quali ci siamo affezionati e i viaggi in qualsiasi posto della Terra, possibilmente senza farsi trasportare la moto – qualunque essa sia (anche se non è l’ultimo modello di BMW – con l’aereo o con la nave o col treno. A noi viaggiare così ci sembrerebbe di andare al Luna Park e salire sulla giostra delle motociclettine. L’importante è amare la propria moto. Poi vanno bene anche le gite fuoriporta, se fatte anche con l’anima. Grazie.
P.s. Tute e accessori da superfighi sono banditi. Noi siamo I PROLETARI DELLA MOTO!

Iscrivetevi al Gruppo e postate le vostre foto e i vostri video.

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2017 – Prestazioni/consumo Honda NT 650 Deauville

Lo so, lo so… arrivo buon ultimo a parlare delle prestazioni della Deauville 650, a vent’anni dall’uscita di questa moto di cui hanno parlato, nel tempo, i vari siti di moto e decine e decine di forum… compreso io quando ero possessore della prima Dea…
Perdonatemi… tenete anche conto della mia età ;)
L’altro ieri sono andato a Rivolta D’Adda per ritirare la mia nuova (in realtà usata: 13.500 km) Honda NT 650 Deauville. Non avendo indicatore livello benzina ho subito fatto il pieno a tappo e azzerato contachilometri parziale. Arrivo a Genova e poi, ieri, per controllare quanta benzina ho consumato nei 238 chilometri percorsi, e credendo di essere quasi in riserva, rifaccio il pieno a tappo. Ce ne vanno solo 7,5 litri (su un serbatoio di, credo, 19,5 litri).

238 chilometri diviso 7,5 litri consumati = 31,7333333333,

INCREDIBILE! Mi dico che non è possibile, rifaccio il conto, uguale!.

Dove sto sbagliando, visto che il consumo delle mie precedenti moto l’ho sempre calcolato così???
… E se davvero fosse quello, il consumo (anche se tutti dicono che la Deauville 650 consuma più della 700), con 19, 5 litri di capacità del serbatoio… quanta autonomia avrei???

Velocità media del viaggio dai 120 ai 140 km… con qualche punta superiore…

Risentite le vecchie sensazioni che provavo con Macinator1.

Nell’accelerazione, anche in quinta, mi sento prendere la camicia dal torace e mi tira in avanti con una scioltezza entusiasmante. Sensazioni che non provavo più da settembre dell’anno scorso, quando sostituii Macinator1 con uno scooter, seppur da 300 cc, quindi non un cinquantino.

Davvero, amici, per quanto riguarda il consumo ditemi dove sto sbagliando… L’età è quella che è, ci stanno gli errori… ;)

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Excelvan il gps per moto e auto economico

gps impermeabile per moto

gps impermeabile per moto

Capisco coloro che sono refrattari ai prodotti tecnologici cinesi, anch’io lo ero fino a poco tempo fa. Poi, dopo l’avvento dell’euro e accertatane la sua inconsistenza, ovvero constatato che un euro non vale 2000 lire come ci avevano detto, ma vale solo 1000 lire, non potendo più permettermi 200/300 euro (400/600 mila lire) per un cellulare, ne ho provato, comprandolo su Amazon (che è il mio sfogo per la depressione), uno cinese. Un 5,5′ costatomi poco più di 60€. All’inizio non erano altro che imprecazioni a causa della continua installazione di programmi non richiesti, poi dopo tanta pazienza e qualche app giusta ho risolto tutto. Il cellulare funziona benissimo. Non è un Apple? Non è un Samsung? E chi se ne frega! Io sono rimasto nel mio standard di spesa delle lire e non ho raddoppiato le uscite come avrebbe voluto l’euro.
Poco tempo fa mi sono trovato a dover fare lo stesso discorso con il gps impermeabile per la moto. Dopo averne posseduto uno di marca, che qualcuno vedendolo considerava per uso militare vista la sua robustezza, mi sono trovato a doverlo cambiare a causa dell’impossibilità di installare nuove mappe perché ormai obsoleto.
Visita di tutti i siti dei vari Garmin e TomTom, prezzi dai 300 ai 500 euro e anche più. Io faccio sempre i conti in lire, quindi dalle 600.000 lire al milione di lire. Azz! Mi sono detto, ma perché spendermi mezza pensione (più o meno) per un gingillo del quale potrei anche fare a meno? Cerca che ti ricerca ne trovo alcuni, sempre su Amazon, dai 70 agli 80 euro. Leggo i commenti, pochi, a causa della diffidenza nell’acquisto dei prodotti cinesi da parte di chi non può fare a meno di avere uno Zumo ultima serie o qualcosa di equivalente, qualcuno soddisfatto qualcuno no. In genere i commentatori sono gente inesperta che non lo sa far funzionare, ma sarebbe lo stesso con uno di marca, non lo saprebbero far funzionare lo stesso, solo che essendo la reputazione di questi ultimi ottima, a detta di motociclisti coi cosiddetti, dicono che va bene in ogni modo. Io ho voluto provare ad acquistane uno con 89€, quelli da 60/70€ erano già spariti da tutti i listini. Evidentemente qualche dictat dalle altre aziende più famose. Devo dire la verità che non so quanto questi restino sul mercato a prezzi così accessibili, perché immagino una guerra contro di loro.
Insomma quello che ho acquistato io è un Excelvan. Il primo l’ho rispedito indietro perché non rilevava la micro esterna (o almeno io non riuscivo a farla rilevare). Mi è stato rimborsato senza batter ciglio. Il secondo me lo sono studiato un po’, ho capito che ha già le mappe caricate della Igo Primo del 2016 con tutta l’Europa centrale (aggiornamenti acquistabili a poche decine di euro online), ma ci ho voluto aggiugere, nella scheda esterna, anche delle mappe Desnav. Ho provato con le OSM, ma non riesco a farle funzionare, ma ci deve essere il sistema. Per quello che occorre a me, quelle che ci sono bastano e avanzano. Funziona sia cob bluetooh che con cuffie con filo. L’audio è forte e chiaro. La ricerca dei punti da trovare è ottima, ha tutte le destinazioni, al contrario, a quanto mi si dice, delle OSM.
Un avviso per l’utilizzo: se si provano diversi itinerari, es: prima Le Mont Saint Michel, poi Capo Nord, poi Santiago de compostela e varie, a un certo momento ti dice che non c’è memoria sufficiente, il problema si risolve facilmente con un piccolo tastino posto nel retro del dispositivo e con una barretta di plastica ben fissata alla sua sede, che serve per resettarlo. Semplice! Qualcuno evidentemente non ha ancora scoperto quel piccolo pulsantino miracoloso… e posta commenti negativi. C’è la possibilità di caricare musica, video etc… ci sono funzioni di calcolo distanza, percorsi, tempo di arrivo, carburante previsto, percorsi veloci, percorsi brevi, percorsi facili. Puoi farti il tragitto mettendo le tappe che vuoi tu… Insomma un vero gps. Il solo difetto che ho riscontrato è che costa poco. Come quella pubblicità di quel Suv per gente che si fa ancora i conti con la lira, come me… la reazione degli altri è: “Ma noi volevamo spendere di più!…”.
Dimenticavo nella confezione c’è il supporto per la moto e il supporto per l’auto, e la protezione con la visiera per il sole. Si carica sia dal computer, sia dalla corrente, sia dall’accendino (la presa è compresa). Il monitor pur essendo dichiarato per 4,5′ è uguale se non superiore al mio cell 5,5′.
Insomma per me è un bel giocattolo!
Eventualmente vi aggiornerò.

Gaetano (Motoman) (Dai un’occhiata ai miei libri)

P.S.
Il fatto che nel gps si possa caricare musica, video o altro a me non serve a niente. Quando viaggio in moto, per delle giornate intere, gli unici rumori che voglio sentire sono quello del motore, quello dei pneumatici e quello del vento.

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Il nuovo libro di Gaetano Rizza FILAMENTI E CAMPI – Quarta di copertina

Il nuovo libro di Gaetano Rizza FILAMENTI E CAMPI

Da oggi disponibile su IBS Acquistalo qui!
Prossimamante anche negli altri store online!

Siamo lieti di annunciare la pubblicazione del nuovo libro di Gaetano Rizza, FILAMENTI E CAMPI (L’altro capo dell’esistenza). Il libro è distribuito dallaFELTRINELLI ed è reperibile negli store online della Feltrinelli e Ibs.

Quarta di copertina

Ero arrivato in quella spiaggihttps://www.ibs.it/filamenti-campi-altro-capo-dell-libro-gaetano-rizza/e/9788892325524a come un neu-
trino che attraversa il cosmo in una lunga scorri-
banda senza frontiere, scaraventato da chissà dove,
ma ci stavo bene, ed era come fossi stato lì da
tempo immemore. Era la mia condizione naturale.
Magari appena un attimo prima ero stato un vec-
chio pensionato che si era spento.

 

 

Non dimenticare di acquistare anche NATO NEGLI ANNI CINQUANTA dello stesso Autore!

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E’ in stampa il nuovo libro di Gaetano Rizza

Dopo il libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA (Da Genova a Vittoria (RG), da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord, tra incubi e realtà) è in arrivo, in fase di stampa, il nuovo libro di Gaetano Rizza. Preparatevi spiritualmente alla lettura ;) Il libro è ora disponibile alla IBS

 

 

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M5s aumenta consensi, nonostante capetti e gerarchi del web

Buon segno! Il Movimento Cinque Stelle continua a guadagnare consensi tra l’elettorato nonostante gli errori (scosse di assestamento inevitabili in un movimento relativamente nuovo).
Bene così, essendo il M5s l’unica formazione a cui poter ancora dare fiducia, visti i risultati ottenuti finora dagli altri partiti della partitocrazia associata. Questo risultato soddisfacente non si deve certo ai vari sedicenti capetti e gerarchi del web che bollano come nemico chiunque si permetta di criticare alcune scelte effettuate da alcuni rappresentanti del Movimento, vedi Raggi e Grillo. La prima per le scelte dei suoi collaboratori fatte alla caxxo (e vabbè, questione di esperienza), il secondo per fare e disfare a suo piacimento, invalidando addirittura la scelta del candidato sindaco di Genova avvenuta in rete. Con tutte le spiegazioni anche esaurienti, per carità, ma che prestano il fianco, naturalmente e legittimamente ai detrattori del Movimento. Ma per i capetti e i gerarchi del web, con tutti i loro trenini magici (dai quali mi sono sempre sganciato), è tutto giusto. Ma un po’ di critica… no???
Non fate diventare il M5s una setta con a capo un santone, perché non è così, non dovrebbe essere così. Perché mi sono reso conto che i cittadini che votano M5s sono soprattutto persone ragionevoli, stanche, come me, di essere prese in giro da gente che pensa solo alle proprie tasche; e la vostra irragionevolezza, la vostra fede a prescindere, acritica, potrebbe anche far pensare loro che, in fondo, non siete così diversi dai piddini. Mai sia!

 

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M5S, cittadini delusi da partitocrazia si rimboccano le maniche, ma…

M5S, cittadini delusi da partitocrazia si rimboccano le maniche, ma…

Il Movimento Cinque Stelle è la più grande novità politica degli ultimi decenni. Decenni in cui si era consolidata la partitocrazia di convenienza, che è ancora dura a morire nonostante la situazione tragica in cui ha ridotto gli italiani. Partitocrazia che fa solo i suoi interessi, esclusivamente per la propria sopravvivenza, ma soprattutto per la sopravvivenza dei privilegi che gliene derivano. Fare il politico oggi non vuol dire farlo per il bene del Paese, NO! Il Paese può andare a farsi fottere! Il Paese può sprofondare nella miseria più assoluta, l’importante che ci sia beneficio per la classe politica e per la Casta. I cittadini sono solo un ingombro per i loro traffici spesso illeciti. I cittadini sono solo carne da macello come la fanteria in un esercito. I cittadini sono percentuali di uno zero virgola. Dei cittadini non si rispetta nemmeno più la volontà, né nelle elezioni, né nei referendum. La storia degli ultimi decenni lo dimostra, e se non bastasse, la storia dell’ultimo referendum costituzionale – indetto dal reuccio del carretto dei gelati Renzi, indetto per la sua sicumera e la sua faciloneria che gli ha fatto promettere che se perdeva se ne sarebbe andato a fare dell’altro perché lui, diceva, non sta in politica tanto per starci – lo dimostra. Con lui lo avevano promesso anche altri del governo e del partito. Ebbene il referendum lo hanno perso, lui ha fatto finta di andarsene rimanendo in cabina di regia e scalpita per tornare a comandare. La ministra Boschi, autrice insieme a lui, della riforma bocciata dalla grande maggioranza degli italiani, l’aveva promesso anche lei. Anche lei ha fatto finta di andarsene – con una finta mal riuscita – facendosi dare però nel governo, sempre lo stesso governo, un posto di maggior importanza. Sempre lo stesso governo che si rifà con ostentato orgoglio al lavoro già svolto dal governo con a capo Renzi. Lui stesso è voluto rimanere a capo della segreteria del partito che ancora governa, nonostante il NO ricevuto dagli italiani. Un NO grande come una casa che non era un no solo alla riforma costituzionale, ma era un NO a Renzi e ai suoi ministri castaioli, un No al governo del Partito Democratico condotto da Renzi, perché non fa neanche più finta di essere il partito dei lavoratori, come gli era riuscito tanto tempo fa. Il Pd con Renzi è diventato il partito dei Marchionne che ti tolgono la pausa caffè umiliandoti con una mancia sullo stipendio. Una mancia che dovrebbe riparare della tua dignità persa. E con le mance ha proseguito, quel governo, ai suoi elettori, dimenticandosi perfino che un pensionato è un cittadino anch’esso anche se non ha più la forza per lavorare, dopo aver lavorato per quarant’anni, e quindi niente mancia elettorale. Tanto c’è pieno di cassonetti nelle città, nei quali andare a frugare per trovare qualcosa da mangiare o da rivendere.
Il governo, il presidente della repubblica Mattarella, hanno fatto finta di non capire che quel NO grosso come una casa era per lui, per loro. Hanno fatto finta di niente e sono rimasti lì, aggiungendo anche qualcuno che per diventare ministro di questa brutta repubblica, si è costruito delle Bio false. Aggiungendo anche altri arraffoni, trafficanti. Tanto a loro quello che pensa il popolo non fa né caldo, né freddo. Basta avere la faccia per presentarsi, anche in mezzo ai fischi, ma pur sempre qualche applauso lo beccano, da parte di qualche cretino che pensa che far politica voglia dire comportarsi così: “Hai visto la Boschi? Che forza! E’ riuscita a fregare tutti! Non se n’è andata, nonostante la promessa fatta… Che donna! Che politica di classe!”.

Quindi, come fai a dare ancora credito a questi pagliacci? Come fai a non volere individuare una strada diversa? Ed ecco allora il M5S. Fatto di persone che si rimboccano le maniche… Sì! Tutto quello che si vuole… inesperienza? Impreparazione? E’ anche vero, ma abbiamo lasciato andare parecchie cose più gravi agli altri politici. Si sono mangiati i soldi nostri e ci rimproverano, a noi, di avere speso troppo in passato e che per questo, adesso, noi cittadini, abbiamo un debito pubblico impressionante. Quindi ancora a studiare la maniera per toglierci altri soldi. Sempre quei pochi delle nostre tasche, mai quelli che si sono fregati loro.
Se questa è la loro esperienza, per carità, lasciamo fare agli incompetenti ma volenterosi. La stessa mia nonna (bonanima) analfabeta, avrebbe fatto meglio, come una madre di famiglia, come una matriarca, che i trafficoni mangiapane a tradimento dei politici della partitocrazia.

Ma attenti, ragazzi! Non sentiatevi autorizzati a fare le squadre di Cittadini di serie A, né in giro, né sul Web. Non perdete la vostra capacità di critica oggettiva. Perdonare tutto al Movimento non è utile. Se c’è uno sbaglio, anche in buona fede, riconoscetelo. Sono errori umani! Non errori voluti e calcolati come quelli a cui siamo stati abituati finora. Almeno si spera.
Senza capacità di critica si è faziosi, come gli altri, non solo buoni cittadini volenterosi. E passare dalle squadre alle squadracce e a qualche sedicente gerarca ci vuole veramente poco, e non è augurabile.

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Caso Virginia Raggi, l’affaire s’ingrossa

Caso Virginia Raggi, l’affaire s’ingrossa

Molti avevano sperato che con il Movimento Cinque Stelle alle amministrazioni delle città ci sarebbe stata la massima trasparenza, e così doveva essere. Ma evidentemente non lo è stato.
Riconosciuto che la Raggi è sottoposta a un fuoco di fila incessante da tutti i fronti dal primo giorno in cui è stata eletta sindaco della capitale, riconosciuto questo, non si può negare che le vicende che in qualche modo la riguardano diventano sempre più complicate. Un po’ anche per colpa sua che ha voluto fare, per dimostrare la sua indipendenza dal M5S, scelte a dir poco ingenue. Ma l’ingenuità nella politica, ammesso che ci sia stata, non è ammessa, soprattutto in un movimento che è nato per far fuori la vecchia politica pappona. Se ti fai far fesso da chi vuoi eliminare vuol dire che non sei in grado di stare lì.
Ma speriamo ancora che il tutto sia un grande equivoco. Anche se, sia la Raggi che gli altri personaggi, non fanno niente – o comunque molto poco – per avvalorare questa tesi. I soliti “non so”, “non ricordo”, “non ne sapevo nulla” (a proposito della polizza assicurativa della quale risulterebbe beneficiaria e stipulata da quel Romeo che qualche mese dopo è stato promosso a mansioni diverse con stipendio triplicato), non fanno certo bene, né a loro né ai Cinque Stelle.
Voglio credere ancora che la Raggi sia vittima di un complotto (il famoso gomblotto) a sua insaputa, ma troppi ne abbiamo visti di questi complotti ad insaputa dell’interessato beneficiario… Ora basta!.

Molti vogliono continuare a sperare in un movimento fatto dai cittadini, per i cittadini.

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Rula Jebreal, altro premio Pulicess

rula-jebrealRula Jebreal, altro premio Pulicess

Non servono tante parole per descrivere gli interventi della giornalista Rula Jebreal nelle trasmissioni in cui è invitata. Esempio ieri a Piazza Pulita: arriva, inizia con aggressività a dire che la maggior parte degli americani è contro Trump (?), che è stato votato anche da appartenenti al klu klux klan, che da quando è stato eletto lui almeno 35 sinagoghe sono state date alle fiamme, che il tale collaboratore che si è scelto ha la colpa di essere stato questa cosa o quell’altra cosa, che l’hanno fatto diventare presidente, ma la Clinton ha preso più voti… etc etc etc. Un fiume in piena! E il povero Sallusti a cercare di farle capire alcune cose, si permette di obiettare sul razzismo ricordandole che a costruire il muro con il Messico è stato Clinton, e a partire con la rancia in resta contro Gheddafi (per farlo sodomizzare e massacrare da quattro delinquentelli libici – ndr) è stato Obama (premio Nobel preventivo sulla fiducia – ndr). … E la sventurata – colta alla sprovvista, dopo un attimo di silenzio imbarazzato – rispose: “Non stavo parlando di questo”, sempre col suo tono aggressivo e offensivo nei confronti del suo interlocutore, che anche lui, naturalmente, è fascista, è stato fidanzato della Santanché (quella sì è una grande colpa… – ndr).
Sarebbe inutile tentare di fare capire a un personaggio simile che Trump suo malgrado (malgrado la Rula) è stato eletto col sistema previsto negli Usa, lo stesso sistema di quando vincono gli Obama e i Clinton, che quando vincono i democratici è perfetto, ma quando vincono gli altri evidentemente no.
Qualcuno me lo spiegherà, prima o poi, come mai un sistema perfettamente democratico quando vincono gli Obama e i Clinton diventa inspiegabilmente un sistema del cazzo quando vincono i Trump. Qualcuno me lo spiegherà perché i presidenti democratici possono approfittare della loro posizione per avere favori sessuali da ragazze stagiste sotto la scrivania della Casa Bianca, o andare a letto con le attrici più famose del mondo e poi lasciare che si suicidino, o ottenere premi Nobel preventivi sulla fiducia e poi fare la guerra facendo sodomizzare e massacrare i capi di altre nazioni, di altre culture, oppure sottoporli a visite dentali a mo di cavallo davanti alle telecamere. Qualcuno me lo spiegherà, un giorno, perché a fronte di tutti queste cose bestiali, e cose forse ancora più bestiali tenute segrete, alla fine lo sporcaccione e il fascista è Trump.

Al di là del fatto che neanche a me va molto il pensiero che un qualsiasi miliardario possa decidere un giorno di diventare presidente degli Usa, ma le regole se vanno per un democratico, le stesse devono valere allo stesso modo per un altro soggetto. Questa è la democrazia tanto proclamata e che l’occidente si prefigge anche, con ogni mezzo, di esportare, a dispetto della volontà dei popoli di altre culture, millenarie anch’esse.

Quindi, cara Rula, stavolta il premio Pulicess di Il Cronista Mannaro è capitato a te, ma non disperarti, ti è soltanto capitato, ma poteva capitare benissimo ad altre decine di personaggi come te, fatti con un unico stampino.

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Cadere da fermo con lo scooter

Buongiorno ragazzi!
Confesso che ho pensato un po’ prima di decidermi a scrivere questo post… perché sembro l’unico a cui succedono queste cose ;)
Adesso vi spiego: Voi sapete che dopo l’ultimo viaggio in moto a Santiago de Compostela ho deciso a malincuore di sostituire la moto con uno scooter, causa età e peso del mezzo.
Bene sapete anche che sono passato al Kimco Downtown 300i, peso kg. 180 a secco contro i 240 della moto. Adesso però mi sarei quasi pentito perché avrei preferito una cilindrata maggiore e quindi un Silverwing o qualcosa del genere… Ma c’è sempre il peso di mezzo. Quindi per il momento soprassiedo… magari tra qualche annetto vedremo ;)
Ma sapete che c’é? L’altro ieri posteggiando lo scooter nel mio posto privato, a fianco all’auto, sono caduto da fermo come un fesso, come quando mi è successo con la moto nell’ultimo viaggio. Vabbè che andavo all’indietro per quel metro, in curva e in salita… ma cadere da fermo con lo scooter!!!
Che dite sono rimbambito? Devo attaccare il casco al chiodo? Devo trovarmi qualche amichetto per andare a giocare a bocce ai giardinetti???
E pensare che io nella mia mente mi sento tanto forte e tanta voglia di intraprendere qualche viaggetto :)

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Il NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

renzi-bombaIl NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

… Ma non solo, è stato rottamato dai suoi presunti rottamati D’Alema, Bersani etc, dall’opposizione (che nell’epoca Renziana si chiama Gufi, da chi non ne poteva più delle sue balle, anche dalle sue parti. Ma soprattutto, come dicevo, si è rottamato da solo per il suo delirio d’onnipotenza che, ultimamente, non è più riuscito a nascondere; tanto da sfidare tutto e tutti proponendo una sua modifica della Costituzione ad personam. Tanto è vero che tutto e tutti, messi alle strette, l’hanno ricacciato nel suo angolo.

Ma a dispetto delle sue parole del discorso della sconfitta, la sera stessa del referendum, con le quali diceva che visto che nessuno dice mai di aver perso, mentre lui – unico onesto tra tutti – lo ammette e lascia, a dispetto di ciò, già dall’indomani, nel suo circondario magico cominciano a circolare voci inquietanti che tendono a trasformare anche questa sconfitta in una possibile vittoria certa. Vi spiego il giochetto dell’apprendista mago Silvan (il prestidigitatore che compie le sue magie pronunciando un semplice Sim Sala Bim. Ebbene il Sim Sala Bim del maghetto Renzi e del suo circondario magico è il seguente: visto che mi hanno mandato a casa col 60% dei voti contro il 40%, in pratica ho vinto. Voi mi direte, ma che cazzo di conti sono? Lui vi risponde: “Sì! Quel 40% che ha votato per cambiare la Costituzione è lo stesso 40% che mi voterà alle prossime elezioni politiche. Quindi le vincerò e voi mi avrete ancora tra i piedi”.

C’è da dire che mentre la gente sana di testa pensa che quel 40% sia frutto di un voto composito, proveniente da tante fonti, come del resto lo è stato il 60% dei SI’ (ma noi non ce lo nascondiamo, anzi ne siamo fieri), la gente un po’ cretinetta ci può cascare quindi votarlo davvero alle elezioni politiche, fregandosene del fatto che voterebbe un certo signore, detto il Bomba, che avrebbe voluto modificarsi da solo la Costituzione. Pardon… non da solo, ma con la Maria Elena dei Boschi d’Etruria, La Guidi (protettrice delle sguattere del Guatemala), Serra, che a domanda sui lavoratori cinesi che non hanno stessi diritti lavoratori occidentali, risponde che è vero, ma in Cina c’è lavoro e sviluppo (evidentemente proprio perché lavoratori non hanno diritti), De Luca (quello delle dichiarazioni omicide e delle fritture di pesce), Verdini, famoso personaggio politico disinteressato, e via dicendo.

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Un libro, il regalo per le feste

Un libro, il regalo per le feste
Un bel regalo di Natale! Per voi, per i vostri cari … e anche per me ;)

Libri, Narrativa, Musica, Suggestioni – Gaetano Rizza

Nato negli anni Cinquanta – Da Genova a Vittoria (RG) , da Vecchioni a De André, dal monte Ararat a Capo Nord in moto, tra incubi e realtà.
Nato negli anni Cinquanta
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Io restavo ammirato ad ascoltarla anche per ore. Anche perché da quelle storie, in quel dialetto, vedevo venir fuori le mie origini, la sua storia. Al di là della storia ufficiale, che era una storia molto modesta, da non potersene vantare. Avevo conosciuto solo altri due personaggi che mi avevano affascinato così nei loro racconti: un contastorie, il maestro Mimmo Cuticchio, visto una sera in un teatro della periferia di Genova, e Dario Fo, altro grande maestro dell’affabulazione, che con sorpresa mi ero ritrovato seduto al mio fianco quando si accesero le luci del teatro; anche lui era venuto a vedere il maestro dei contastorie, che parlava di Orlando e di Angelica e faceva diventare tutto vero. Solo mia madre, l’affabulatrice, come a me piaceva chiamarla, poteva rendermi piacevoli alcuni fatti della nostra vita, della mia infanzia.

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Impedire installazione app nei cinafonini

telefoniniConsiderato che l’avvento dell’euro ci ha dimezzato il potere d’acquisto, molti cercano di ovviare a questo disagio rivolgendo la loro attenzione a prodotti cinesi che, a dirla tutta, hanno poco da invidiare a prodotti molto più blasonati. Uno potrebbe farsi qualche problema nel considerare come gli operai vengano trattati nei Paesi cosiddetti emergenti. Ma la cosa si supera pensando che comunque aiutando il commercio dei prodotti di quei Paesi, in fondo, anche gli operai ne risentano in meglio nella qualità della vita. Tanto è vero che i cinesi oggi stanno meglio di decine di anni fa e vivono sempre più all’occidentale. Perlomeno io giustifico i miei acquisti di prodotti cinesi in questo modo. Sarà solo una scusa? Spero di no. Fatto è che non posso più permettermi prodotti di fattura occidentale, almeno per la gran parte; a cominciare dalle auto, da anni compro quelle coreane, per finire coi telefonini, detti ormai cinafonini. E poi penso anche che i grandi colossi occidentali abbiano bisogno di un calmiere per non fare il buono e il brutto tempo a loro piacimento.
L’ultimo mio telefonino è cinese e certo non comprerò mai un prodotto della Apple, e non solo perché non posso permettermelo. Insomma avrete capito che non sono uno di quelli che va a fare code chilometriche di notte per poter essere tra i primi a possedere un oggetto di quella marca, quando con un prezzo a volte inferiore di 5/10 volte (parlando di telefonini) ne posso possedere uno con le stesse qualità.
Ma la roba che costa poco si dice non funzioni bene come quella che costa tanto. Spesso è vero, ma nella tecnologia non è sempre così.
Il mio cinafonino di 5,5′ – del costo di €. 69,00 – funziona benissimo, ma l’ho dovuto testare un bel po’ per metterlo a punto in quanto a quasi ogni accensione cercava di installare nuove app da me non richieste, rallentando quindi il funzionamento. Sembrerebbe che comunque in molti telefonini anche non cinesi sia così, se il sistema operativo è Android, ma non posso metterci la mano sul fuoco.
L’unico modo che ho trovato per ovviare a questo fastidioso inconveniente, dopo aver cercato soluzioni varie nei forum, è stato quello d’installare l’applicazione Netguard che dà la possibilità di disabilitare tutte le app inutili e – prima cosa da fare – disabilitare l’Avviatore. E’ un po’ come avere permessi root senza averli, quindi non compromette la garanzia. Tra parentesi io non sono uno smanettone sui telefonini come invece lo sono nei pc, altrimenti li avrei tolti direttamente, i permessi di root.
Fatemi sapere ;)

P.S.

Attenzione, sono solo suggerimenti, non sono un tecnico, quindi nessuna responsabilità.

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Trump: un calcio nei cosiddetti dei Clinton, degli Obama, dell’establishment

Trump: un calcio nei cosiddetti dei Clinton, degli Obama, dell’establishment

trumpL’elezione di Trump è un calcio nei coglioni dato dal popolo degli Usa a Hillary Clinton e all’ex presidente suo marito, a Obama e moglie, agli Springsteen e alle varie Madonne. Un calcio nei coglioni al buonismo peloso e di maniera, al perbenismo interessato, alla dignità fatta di vuoto, all’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto… (Guccini mi perdoni, ma è questo quello che cantava).
Questa lezione del popolo americano, insieme alla lezione della Brexit, sono un forte segnale della ribellione del popolo, sono la Rivoluzione Francese dei tempi attuali, sono il rifiuto della gente normale che sente sulla propria pelle e su quella dei propri figli il peso delle scelte di Casta, per le Caste.
C’è da capire ancora cosa possa aver fatto sì che la famiglia Obama si sia tuffata a piè pari nella campagna elettorale della Clinton sapendo che la posta in gioco era forte: in gioco c’erano anche gli otto anni di presidenza appena passati, e Obama, di fatto, ne è uscito male. Possibile che sia stato così ingenuo da non calcolare il rischio della sua operazione di endorsement alla Clinton? C’è materiale per riflettere.

Da questo a dire che la scelta del popolo americano sulla persona sia stata una buona scelta, ce ne corre. Fatto è che non ha vinto neppure il partito repubblicano, perché, in pratica, se n’era dissociato.
L’unica buona scelta di cui per ora si può parlare è il calcio nei coglioni, appunto, come si diceva prima.

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Il ritorno allo scooter dopo anni di moto – Impressioni

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Il ritorno allo scooter dopo anni di moto – Impressioni

Come i miei amici sia reali che virtuali sanno, dopo anni di moto e di grandi soddisfazioni con questo mezzo, ho pensato – causa età – di ritornare allo scooter, non avendo più intenzione, dopo l’ultimo viaggio, di fare altri viaggi di quella portata; sì, magari ancora qualche viaggetto, va bene, ma alla portata di uno scooter (sia pur scooterone) e di un uomo della mia età.
La mia scelta per questo cambio di mezzi a due ruote è ricaduta su un Kimko Downtown 300i di seconda mano, del 2012; con solo 13500 Km, tenuto ottimamente (cinghia trasmissione già cambiata come richiede la Casa per il primo cambio). Questo sia per la curiosità che la Kimko da anni mi ispirava, sia perché pur guardando all’usato Honda o Yamaha che avrei preferito, non ho trovato prezzi convenienti.

Bene, dopo un po’ di tempo posso dare le mie prime impressioni sulla differenza che ho riscontrato.

Certo il motore non è quello che avevo sotto prima, un bel 680 cc. della Honda Deauville 700 (per non parlare del 1500cc. Gold Wing che avevo anche posseduto). Certo la seduta non è quella che avevo assunto nella mia ex moto, alla quale avevo tolto l’imbottitura superflua del posto del conducente per abbassarla. Certo la postura non è quella che avevo voluto darmi con l’ex moto alzando e avvicinandomi il manubrio come da supporto predisposto da una casa specializzata. Certo non ha tutti quegli accorgimenti che negli anni avevo creato per la maggior comodità e praticità (non ultimo lo stacca batteria esterno, utilissimo), rendendola così, inevitabilmente e inconfondibilmente Mia.
Certo qualcuno non si sente motociclista se non ha sotto un bel BMW 1200 GS (battutina).

Accertate tutte queste cose, posso dire che:

Avere sotto un bel motore 700 (o 1500), la frizione, le marce e le ruote alte è diverso da avere sotto un motore di 300 cc.; è tutto un altro andare. Per carità, il 300 cc. pratico in città, più maneggevole da fermo e tutto quello che si vuole. Ma i viaggi-sfacchinata in lungo e in largo per l’Europa – senza contare le gitarelle da 5/600 Km andata e altrettanti al ritorno, in giornata, che non considero viaggi ma semplici gite fuori porta – te li scordi. Ti scordi anche il bel rumore di un buon motore di una buona moto, anche solo in città, per andare in ufficio.

Ma questo in un certo senso, l’avevo già messo nel conto…

Tutto sommato il Downtown mi soddisfa. Per l’uso che ne farò e per l’uso per cui è stato concepito.

Pregi riscontrati sul Downtown:

  • Buona maneggevolezza.
  • Buoni consumi carburante.
  • Capienza sottosella.
  • Linea gradevole.
  • Buona frenata.
  • Buona ripresa.
  • Buona velocità di crociera, anche per qualche passeggiata un po’ più lunga…

Difetti:

  • Punto seduta troppo alto (Rispetto al mio amato CN 250 di anni fa)

Link alla mia pagina Youtube con i miei viaggi in moto e altro

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Andare in moto a una certa età

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La domanda è: è saggio continuare ad andare in moto quando si raggiunge una certa età?

La mia esperienza personale mi fa rispondere di no. E vi spiego il perché.
Ho comprato la mia prima moto all’età di 58 anni, dopo essere stato motociclista a militare e basta. Poi sì… motorini, scooter, scooteroni e addirittura una Cosa (Piaggio).
A quell’età mi sentivo ancora di spaccare il mondo… e in un certo senso l’ho spaccato (tra virgolette), per così dire, in moto.
A distanza di qualche anno – oggi ho 66 anni compiuti – mi rendo conto che la moto, oggi, per me, è pericolosa. Forse lo era anche prima, ma oggi ho più senso di responsabilità? Più timore? L’esperienza di qualche incidente in città e di uno con una renna in Svezia?
Non ho avuto timore nell’ultimo viaggio che ho fatto il mese scorso, anzi, ma ho sentito il pericolo più volte, per esempio nelle giornate con molto vento, superando dei Tir nelle strade sentivo che dei vortici di aria mi spostavano letteralmente, o verso la balaustra della strada o addirittura verso il Tir; quindi lo spazio utile per il sorpasso diminuiva visibilmente essendo così sballottato. Questo nonostante la moto pesasse col carico, escluso me, circa 300 Kg. Ho sentito anche una stanchezza maggiore di quella che avevo sentito negli altri viaggi, anche se questi altri viaggi erano di molte migliaia di Km in più.
A questo punto ho preso una decisione, credo saggia. Ho cambiato la moto con uno scooterone di cc. 300, abbastanza simile a quello che già avevo avuto anni fa (uno stupendo Honda Cn 250, impareggiabile), ma di un’altra marca. Non si può avere tutto.
Magari qualche viaggetto lo farò lo stesso, naturalmente non di 10.000 o di 5.000 Km…
Gli anni che passano si sentono e le moto pesano molto… Sempre di più…
O no?

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Dario Fo e Mimmo Cuticchio, affabulatori e contastorie

Dario Fo e Mimmo Cuticchio, affabulatori e contastorie

Avevo conosciuto solo altri due personaggi che mi avevano affascinato così nei loro racconti: un contastorie, il maestro Mimmo Cuticchio, visto una sera in un teatro della periferia di Genova, e Dario Fo, altro grande maestro dell’affabulazione, che con sorpresa mi ero ritrovato seduto al mio fianco quando si accesero le luci del teatro (Continua… Nato negli anni Cinquanta)

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Video Report Completo di Genova – Santiago de Compostela, in Moto, in Solitaria

Video Report Completo di Genova – Santiago de Compostela, in Moto, in Solitaria

Un altro fantastico viaggio in moto, in solitaria, di Gaetano Rizza. Guarda il video su Youtube e goditi l’avventura!

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Santiago de Compostela in moto, via Saint Jean Pied de Port, Roncesvalles

tolosa-santiagoDopo qualche anno d’intervallo e nonostante non sia più granché giovinetto, mi sono fatto ritornare la fregola di partire in moto. Partirò domattina all’alba. Questa volta non sarà un viaggio lungo quanto gli altri, che erano stati sui 9.000/10.000 Km. tra andata e ritorno. Questa volta sarà intorno ai 4.000 Km, se arriverò alla meta e non mi stancherò prima. La meta sarà Santiago de Compostela via Saint Jean Pied de Port e Roncesvalles (salvo varianti in corsa), quindi attraversando un valico dei Pirenei. I miei viaggi in moto sono sempre in solitaria e, da quando ho avuto un paio di incidenti in città, saranno sempre più in solitaria, perché non vorrei mai che in un eventuale incidente venisse coinvolta mia moglie o chiunque altro. E poi, diciamoci la verità: viaggiare in moto soli per Paesi sconosciuti è un’esperienza stupenda. L’ho già provato sulla mia pelle in Paesi davvero per me sconosciuti: Turchia e Circolo Polare Artico. Questo viaggio però non sarà per Paesi a me sconosciuti, la meta è conosciutissima da tantissimi pellegrini che, soprattutto a piedi, affrontano il Cammino fino a Santiago de Compostela. Loro lo fanno per motivi religiosi, io lo faccio per viaggiare con la mia moto. Spero anche questa volta di riuscire a fare pochissime tappe e raggiungere la meta geografica. Non viaggio per ferie, o per vacanza, viaggio per stancarmi, per riflettere, per provarmi. Forse non sono un vero motociclista anzi, non lo sono senz’altro, sono uno a cui piace fare viaggi lunghi in moto. Solo lunghi…, col mio Macinator.
Vi farò sapere :)

Upgrade del 24/09/2016: Viaggio compiuto, leggi mini report qui

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Fabrizio De André, video registrazione concerto tributo live

Fabrizio De André, video registrazione concerto tributo live

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Sono passati anni da quella sera che feci quel concerto in onore di Fabrizio De André. Finalmente mi sono deciso a pubblicarlo sul web. Non l’avevo mai voluto fare prima, pur avendoci pensato, per tanti motivi: un po’ di pudore nell’accostare il mio nome a quello del Poeta genovese, paura di sfigurare nel confronto coi vari che si cimentano con le canzoni di De André, molti di loro anche virtuosi, etc.. Mi sono deciso a farlo presentandomi però per quello che sono. Non sono un virtuoso della voce come invece tanti altri, neppure un virtuoso della chitarra come altrettanti altri, io la chitarra la strimpello solo a casa mia, in genere. Non imito nessuno. Canto con la mia voce che è quella che è e vi accorgerete, se ascolterete la registrazione live, che non regge tutte le ventitré canzoni che ho cantato quella sera in due ore circa. Quindi vi prego di non fare paragoni col Mito, né con tutti coloro che hanno qualità migliori delle mie.
La registrazione riguarda la seconda parte del concerto tributo che avevo voluto chiamare “Parigi-Genova in ricordo di Fabrizio de André e degli chansonniers francesi”. Infatti la prima parte era dedicata soprattutto agli chansonniers francesi dai quali Fabrizio aveva succhiato il latte ai suoi esordi, ed anche ad alcuni altri bravissimi cantautori italiani che secondo il mio parere potevano far parte del club Parigi-Genova che avevo in qualche modo creato. Chissà che un giorno non pubblicherò anche quella.
Quindi, ripeto, non fate paragoni assurdi e prendetemi per quello che sono, uno a cui è sempre piaciuto cantare, ma l’ha sempre fatto solo come hobby, anzi, non l’ho fatto anche per molto tempo. In più ho sempre amato (e come non si può farlo) Fabrizio De André.
Ascolterete canzoni come Fiume Sand Creek, La guerra di Piero, Il gorilla, Un giudice, Via del Campo, la canzone di Marinella, La Canzone dell’amore perduto, Disamistade, La città vecchia, Suzanne, Dolcenera, Crêuza de mä, Bocca di rosa.
Importante leggere i titoli all’inizio del video per capire meglio il contesto in cui è avvenuto questo mio concerto tributo che ha avuto anche, come ospite importante, la mitica chitarra Esteve appartenuta al Poeta.
Grazie.

Gaetano Rizza (Clicca qui per vedere video su YouTube)

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