Il tuffo nel vuoto di Renzi


Tempo fa il cantante di un complessino, gasato, si è buttato dal palco, a volo d’angelo, sul pubblico. Ma il pubblico si è aperto non cagandolo proprio e lui sbatté per terra sotto gli sguardi indifferenti. CHISSA’ PERCHE’ QUESTO EPISODIO MI FA VENIRE IN MENTE @matteorenzi #Renzi #trollrussi

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Renzi e il padrone di Mediaset d’accordo contro l’informazione libera in Rai

Renzi e il padrone di Mediaset d’accordo contro l’informazione libera in Rai e se ne vantano, altrimenti come farebbero a diffondere le fakenews?

E tu che parli di razzismo dell’uovo sulla atleta e anche i tuoi tg ti smentiscono? SIETE FOMENTATORI DI RAZZISMO E DI ODIO. Cosa aspetti a uscire di scena visto che lo hai promesso più volte. hai perso anche la rivincita! VAI A CASA, IN VILLA! #Renzi #Berlusconi

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Il #Pd è penoso


Un partito che è miseramente sceso al 18% (altro che il 40% come sperava #Renzi) non dovrebbe più rompere i coglioni come sta facendo anche ora #Martina a uscita #consultazioni con #Conte, e collaborare con umiltà. Quando il #Pd lo capirà sarà sempre troppo tardi. #maratonamentana
Siete penosi.

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Sciacalli hanno trasformato politica in Isola dei famosi

APPENA SFORNATA DA #RENZI: “BASTA COI PISTOLERI PER LA SICUREZZA!” Io aggiungo “BASTA CON GLI #SCIACALLI DELLA POLITICA, VOI AVETE TRASFORMATO LA POLITICA IN UNA #isoladeifamosi e gli Italiani ve lo lasciano fare perché non hanno più valori, esattamente come voi! >@matteorenzi

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FakeNews, un tempo si chiamavano belinate


Le #belinate sono sempre state diffuse, anche prima di internet, adesso, con internet si chiamano #FakeNews e i politici non si danno pace.
Calmatevi, sempre belinate sono… Non fatene motivo di falsa preoccupazione, visto che, voi per primi, siete maestri nel dire belinate.

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Notiziario mannaro del 23/12/2017

#loScemo si vanta che ora #Dimaio e #Salvini non toccheranno gli 80€. E per forza, li tieni per i coglioni… Cosa dovrebbero fare? Toglierli per farti avere più voti? Dopo che tu hai aumentato il debito pubblico per dare quella
mancetta elettorale. Sei la rovina d’Italia #Renzi

#Casini presidente #CommissioneBanche: “Caso Boschi? E’ roba da campagna elettorale, la #CommissioneBanche non si occupa di queste cosucce, si occupa di fare in modo che le banche non truffino più i risparmiatori”. Già, ma chi li ha truffati e chi ha intrallazzato? #Furbetto!

#Renzi e compagnia bella dicono che la #Boschi ha fatto bene a interessarsi per #BancaEtruria, anche se non aveva i titoli per farlo né aveva l’autorizzazione di #Padoan. Il fatto che poi il padre era vicepresidente della banca che vuoi che sia. #NIENTEPISTOLANIENTEPRESSIONI

Forte campagna contro i Social. A #Rai3 ieri si diceva che rimpiangeremo i tempi della privacy. Non la pensavano così quando spadroneggiavano sui social sputtanando e offendendo in ogni modo #Berlusconi. I tempi cambiano, a quanto pare… Eh! Furbetti? #renzi #boschi #boldrini

Il Cronista Mannaro su Twitter

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Mafìa Elena Boschi, niente pistola, niente imposizioni

Anche stamattina nella #CommissioneBanche viene fuori un interessamento spasmodico della #Boschi per gli interessi della #BancaEtruria del padre. In pratica ha contattato tutti ma #asuainsaputa e #senzaimposizioni. #NIENTEPISTOLANIENTEIMPOSIZIONI

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Lapo Elkan su Renzi

Una cosa buona #LapoElkann finalmente l’ha detta. Alla domanda della #Gruber: “Cosa ne pensa di #Renzi?” Lui risponde: “Vorrebbe essere il #Macron italiano, ma ci sono i Macron e i #Micron”. Bravo Lapo, potresti entrare anche tu in questa #PoliticaSpazzatura italiana.

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Bufale, fake news, o belinate? I problemi di Matteo


MAMMA! DICONO CHE ERO AD #IBIZA SU UNA #LAMBORGHIN E NON è VEROI!!! GNEEEE, GNEEEE… DAI BACINO SULLA BUA!!! GNEEE, GNEEEE…
#BELINATE
#BUFALE
#FAKENEWS @MATTEORENZI #RENZI

Quando un #Renzi @matteorenzi non trova niente di meglio che fare una campagna elettorale sulle #FakeNews (ovvero pure belinate) vuol dire che è alla frutta e non se ne rende conto, perché ci sono problemi seri da affrontare, altro che le #belinate.

Le #Bufale o #FakeNews a cui @matteorenzi dedica la sua campagna elettorale a #Genova le abbiamo sempre chiamate #belinate. Peccato che l’aspirante presidente del consiglio non abbia argomentazioni più valide e che valgano la pena di essere ascoltate. #Cazzaro #Renzi

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Renzi ha sbagliato mestiere, doveva fare il tronista, ma a certi va bene così

A Renzi non gliene frega niente dell’Italia e degli Italiani, a lui importa esserci, apparire, contare, prendere, a costo di smentirsi da un giorno all’altro.
Purtroppo ormai per gli Italiani è tutto un talent show, un Drive in, uno Zelig, un circo . Confondono i talenti. Non importa se uno è bravo a cantare, a far ridere, a fare il tronista o il politico. Tutto fa brodo… L’importante è che uno buchi lo schermo e i giornali, quale che sia il suo campo. Sei bravo a fare il tronista? Buchi lo schermo? Buchi i maroni? Vai bene anche per governare l’Italia, poi anche se sbagli tutto basta che promuovi i tuoi amici a presidenti della Rai e cose del genere e si fa quadrare il cerchio, per te e per i tuoi amici.
E questo il TRONISTA MATTEO l’ha capito…
Eccome se l’ha capito!

Renzi ha sbagliato mestiere, doveva fare il tronista, ma a certi va bene così

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M5S, cittadini delusi da partitocrazia si rimboccano le maniche, ma…

M5S, cittadini delusi da partitocrazia si rimboccano le maniche, ma…

Il Movimento Cinque Stelle è la più grande novità politica degli ultimi decenni. Decenni in cui si era consolidata la partitocrazia di convenienza, che è ancora dura a morire nonostante la situazione tragica in cui ha ridotto gli italiani. Partitocrazia che fa solo i suoi interessi, esclusivamente per la propria sopravvivenza, ma soprattutto per la sopravvivenza dei privilegi che gliene derivano. Fare il politico oggi non vuol dire farlo per il bene del Paese, NO! Il Paese può andare a farsi fottere! Il Paese può sprofondare nella miseria più assoluta, l’importante che ci sia beneficio per la classe politica e per la Casta. I cittadini sono solo un ingombro per i loro traffici spesso illeciti. I cittadini sono solo carne da macello come la fanteria in un esercito. I cittadini sono percentuali di uno zero virgola. Dei cittadini non si rispetta nemmeno più la volontà, né nelle elezioni, né nei referendum. La storia degli ultimi decenni lo dimostra, e se non bastasse, la storia dell’ultimo referendum costituzionale – indetto dal reuccio del carretto dei gelati Renzi, indetto per la sua sicumera e la sua faciloneria che gli ha fatto promettere che se perdeva se ne sarebbe andato a fare dell’altro perché lui, diceva, non sta in politica tanto per starci – lo dimostra. Con lui lo avevano promesso anche altri del governo e del partito. Ebbene il referendum lo hanno perso, lui ha fatto finta di andarsene rimanendo in cabina di regia e scalpita per tornare a comandare. La ministra Boschi, autrice insieme a lui, della riforma bocciata dalla grande maggioranza degli italiani, l’aveva promesso anche lei. Anche lei ha fatto finta di andarsene – con una finta mal riuscita – facendosi dare però nel governo, sempre lo stesso governo, un posto di maggior importanza. Sempre lo stesso governo che si rifà con ostentato orgoglio al lavoro già svolto dal governo con a capo Renzi. Lui stesso è voluto rimanere a capo della segreteria del partito che ancora governa, nonostante il NO ricevuto dagli italiani. Un NO grande come una casa che non era un no solo alla riforma costituzionale, ma era un NO a Renzi e ai suoi ministri castaioli, un No al governo del Partito Democratico condotto da Renzi, perché non fa neanche più finta di essere il partito dei lavoratori, come gli era riuscito tanto tempo fa. Il Pd con Renzi è diventato il partito dei Marchionne che ti tolgono la pausa caffè umiliandoti con una mancia sullo stipendio. Una mancia che dovrebbe riparare della tua dignità persa. E con le mance ha proseguito, quel governo, ai suoi elettori, dimenticandosi perfino che un pensionato è un cittadino anch’esso anche se non ha più la forza per lavorare, dopo aver lavorato per quarant’anni, e quindi niente mancia elettorale. Tanto c’è pieno di cassonetti nelle città, nei quali andare a frugare per trovare qualcosa da mangiare o da rivendere.
Il governo, il presidente della repubblica Mattarella, hanno fatto finta di non capire che quel NO grosso come una casa era per lui, per loro. Hanno fatto finta di niente e sono rimasti lì, aggiungendo anche qualcuno che per diventare ministro di questa brutta repubblica, si è costruito delle Bio false. Aggiungendo anche altri arraffoni, trafficanti. Tanto a loro quello che pensa il popolo non fa né caldo, né freddo. Basta avere la faccia per presentarsi, anche in mezzo ai fischi, ma pur sempre qualche applauso lo beccano, da parte di qualche cretino che pensa che far politica voglia dire comportarsi così: “Hai visto la Boschi? Che forza! E’ riuscita a fregare tutti! Non se n’è andata, nonostante la promessa fatta… Che donna! Che politica di classe!”.

Quindi, come fai a dare ancora credito a questi pagliacci? Come fai a non volere individuare una strada diversa? Ed ecco allora il M5S. Fatto di persone che si rimboccano le maniche… Sì! Tutto quello che si vuole… inesperienza? Impreparazione? E’ anche vero, ma abbiamo lasciato andare parecchie cose più gravi agli altri politici. Si sono mangiati i soldi nostri e ci rimproverano, a noi, di avere speso troppo in passato e che per questo, adesso, noi cittadini, abbiamo un debito pubblico impressionante. Quindi ancora a studiare la maniera per toglierci altri soldi. Sempre quei pochi delle nostre tasche, mai quelli che si sono fregati loro.
Se questa è la loro esperienza, per carità, lasciamo fare agli incompetenti ma volenterosi. La stessa mia nonna (bonanima) analfabeta, avrebbe fatto meglio, come una madre di famiglia, come una matriarca, che i trafficoni mangiapane a tradimento dei politici della partitocrazia.

Ma attenti, ragazzi! Non sentiatevi autorizzati a fare le squadre di Cittadini di serie A, né in giro, né sul Web. Non perdete la vostra capacità di critica oggettiva. Perdonare tutto al Movimento non è utile. Se c’è uno sbaglio, anche in buona fede, riconoscetelo. Sono errori umani! Non errori voluti e calcolati come quelli a cui siamo stati abituati finora. Almeno si spera.
Senza capacità di critica si è faziosi, come gli altri, non solo buoni cittadini volenterosi. E passare dalle squadre alle squadracce e a qualche sedicente gerarca ci vuole veramente poco, e non è augurabile.

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Breve riassunto di una brutta storia

boschi_madiaBreve riassunto di una brutta storia

– 4 dicembre si svolge referendum “Riforma Renzi/Boschi” SI’, “Riforma Renzi/Boschi” NO nel quale il presidente del consiglio cerca la legittimazione mai ottenuta dal popolo, tanto da promettere che se vince il NO la ritiene una sconfitta personale e, nel caso, promette di dimettersi e forsanco di ritirarsi a vita privata e con lui lo promette anche la cointestataria della riforma.

– Vince a furor di popolo “Riforma Renzi/Boschi” NO. Presidente del consiglio dopo la lunga serie di pagliacciate, iniziata col carretto dei gelati a palazzo Chigi, ritiene di non poterne fare altre e si dimette davvero.

– Ma il “davvero” è relativo. E’ un davvero alla renziana. Ovvero si dimette, ma non si dimette. Quindi rimane segretario del Pd, e da quella posizione e da quella di presidente del consiglio dimesso, mentre il presidente della repubblica Mattarella, da lui stesso messo in quella poltrona, fa finta di fare le consultazioni con gli altri partiti, le vere consultazioni le conduce lui stesso sia con Matterella sia con i suoi fidi.

– Risultato: Il popolo che aveva mandato a casa governo Renzi si ritrova col governo Gentiloni, ex presidente degli esteri dello stesso Renzi. Il governo viene subito individuato come governo fotocopia di quello precedente, quindi denominato governo Avatar o governo Renziloni.

– Non basta: la cointestataria della riforma “Renzi/Boschi”, presuntuosa e arrogante (nonostante la brutta storia della sua famiglia coinvolta con l’affair Banca Etruria, nella quale da ministro di Renzi poteva essere in conflitto d’interessi), visto che è stata bocciata la sua riforma viene ricompensata con la promozione a sottosegretaria della presidenza del consiglio – ruolo di prestigio – per mordere le caviglie al governo avatar facendo sempre sentire la presenza dell’ex presidente nel governo avatar.

– Il popolo che aveva creduto di dare un calcio nei coglioni al governo Renzi votando NO a lui e alle sue riforme si ritrova con un calcio dato ai propri coglioni.

La fine di questo riassunto che non merita altre parole è la seguente: La ministra Madia, raggiante insieme a tutto il resto della cricca, durante il giuramento esclama: “Chissà la gente cosa penserà di noi”. E questa è l’unica cosa giusta che hai detto cara ex fidanzata del figlio di Napolitano: chissà cosa pensiamo di voi…

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Il NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

renzi-bombaIl NO ha vinto, il Bomba è riuscito a autorottamarsi

… Ma non solo, è stato rottamato dai suoi presunti rottamati D’Alema, Bersani etc, dall’opposizione (che nell’epoca Renziana si chiama Gufi, da chi non ne poteva più delle sue balle, anche dalle sue parti. Ma soprattutto, come dicevo, si è rottamato da solo per il suo delirio d’onnipotenza che, ultimamente, non è più riuscito a nascondere; tanto da sfidare tutto e tutti proponendo una sua modifica della Costituzione ad personam. Tanto è vero che tutto e tutti, messi alle strette, l’hanno ricacciato nel suo angolo.

Ma a dispetto delle sue parole del discorso della sconfitta, la sera stessa del referendum, con le quali diceva che visto che nessuno dice mai di aver perso, mentre lui – unico onesto tra tutti – lo ammette e lascia, a dispetto di ciò, già dall’indomani, nel suo circondario magico cominciano a circolare voci inquietanti che tendono a trasformare anche questa sconfitta in una possibile vittoria certa. Vi spiego il giochetto dell’apprendista mago Silvan (il prestidigitatore che compie le sue magie pronunciando un semplice Sim Sala Bim. Ebbene il Sim Sala Bim del maghetto Renzi e del suo circondario magico è il seguente: visto che mi hanno mandato a casa col 60% dei voti contro il 40%, in pratica ho vinto. Voi mi direte, ma che cazzo di conti sono? Lui vi risponde: “Sì! Quel 40% che ha votato per cambiare la Costituzione è lo stesso 40% che mi voterà alle prossime elezioni politiche. Quindi le vincerò e voi mi avrete ancora tra i piedi”.

C’è da dire che mentre la gente sana di testa pensa che quel 40% sia frutto di un voto composito, proveniente da tante fonti, come del resto lo è stato il 60% dei SI’ (ma noi non ce lo nascondiamo, anzi ne siamo fieri), la gente un po’ cretinetta ci può cascare quindi votarlo davvero alle elezioni politiche, fregandosene del fatto che voterebbe un certo signore, detto il Bomba, che avrebbe voluto modificarsi da solo la Costituzione. Pardon… non da solo, ma con la Maria Elena dei Boschi d’Etruria, La Guidi (protettrice delle sguattere del Guatemala), Serra, che a domanda sui lavoratori cinesi che non hanno stessi diritti lavoratori occidentali, risponde che è vero, ma in Cina c’è lavoro e sviluppo (evidentemente proprio perché lavoratori non hanno diritti), De Luca (quello delle dichiarazioni omicide e delle fritture di pesce), Verdini, famoso personaggio politico disinteressato, e via dicendo.

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REFERENDUM COSTITUZIONALE. NO!

boschi-etrurianaREFERENDUM COSTITUZIONALE. NO!

Spiego ancora una volta perché voto NO al referendum sulla riforma costituzionale: perché come ha detto bene uno che ne sa di più di me, la Costituzione non può modificarla chi attualmente governa, sarebbe troppo bello, ne Renzi?
Senza contare che i “padri costituenti” di questa riforma costituzionale si chiamano: Boschi (vedi Banca Etruria), Guidi (che se n’è andata solo perché è stata scoperta a fare la sguattera del Guatemala – dentro al governo – per l’amico), Verdini (non certo famoso per essere particolarmente disinteressato), De Luca (noto per le sue dichiarazioni omicide, oltre che per le fritture di pesce), Madia (nota per essere stata una fidanzata del figlio di Napolitano) e Leopoldini vari che poco hanno a che fare con la solidarietà per la povera gente. Senza contare gli endorsement dei vari burocrati miliardari che sostengono questa Europa costruita non sulla cultura e sulle civiltà millenarie anche dei singoli Paesi, ma sulla finanza e sugli interessi delle banche… Neppure i governi Berlusconi erano riusciti a raggiungere tanto squallore. Io mi auguro che la gente si sia svegliata, come si sono svegliati gli inglesi e gli americani, votando contro l’establishment che fa finta di cambiare per non cambiare niente, a discapito dei lavoratori. Il NO è la consapevolezza del popolo contro il potere che pensa solo a se stesso. Forza gente!

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Referendum Costituzionale

Referendum Costituzionale

Qualche personaggio famoso si è fatto ingaggiare per fare propaganda per il Sì al #referendumcostituzionale. Evidentemente hanno dei benefici da questo governo che si arroga il diritto di modificare la costituzione a proprio piacimento contro tutta l’opposizione. Io e molti altri Italiani non abbiamo nessun beneficio da questo governo Renzi Boschi Guidi Verdini De Luca e leopoldiani vari, anzi per noi cittadini comuni lavoratori e pensionati le cose vanno sempre peggio. Noi votiamo NO!manifesto-no

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#referendumcostituzionale #lemieragionidelno #iovotono

#referendumcostituzionale #lemieragionidelno #iovotono

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Grazie di tutto, Renzi, Monti, Fornero, Letta, Berlusconi…

Grazie di tutto, Renzi, Monti, Fornero, Letta, Berlusconi…

manifesto

Da qualche anno non compro più sigarette e non faccio più viaggi in moto, non me lo posso più permettere. Roba che nemmeno nei periodi più neri della mia vita. D’altronde erano abitudini pericolose, quindi grazie Matteo Renzi, Monti, Letta e tutti i governi non votati dal popolo, ma voluti dalle caste, per il nostro bene.
Vi chiedo anche perdono perché coi miei vizi umani ho aumentato il debito pubblico, anche se ho pescato solo e sempre dai miei modesti stipendi.
Mentre voi, Renzi, Monti, Fornero, Letta, Berlusconi, e tutti i vostri soci vi sacrificavate per me, e piangevate anche, per me…
Come potrò mai sdebitarmi con voi?

Il Cronista Mannaro

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Forse è sinistra quella di Grillo?

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Forse è sinistra quella di Grillo?

Qualcuno rivolge questa domanda: “Se il Partito Democratico non viene considerato più di sinistra, forse è sinistra quella di Grillo?”.

A fronte della situazione italiana, europea e, puranco, mondiale, mi sento di rispondere in questo modo:

Dipende da cosa s’intende per sinistra, se s’intende stare coi cittadini (lavoratori, pensionati, esodati, madridifamiglia etc), oppure stare con la casta che ti ha dimezzato, tra l’altro, anche il potere d’acquisto con l’euro, oltre ad aver allontanato la pensione mentre l’aspettativa di vita è diminuita, oltre ad aver tolto diritti acquisiti in anni ed anni di civiltà del lavoro.

Conclusione: io considero solo sedicente la sinistra rappresentata da Renzi, Hillary Clinton (insomma dei partiti cosiddetti democratici), che fanno una politica per le caste e non per i lavoratori o, al massimo, pensano di farla per i lavoratori solo considerandoli esclusivamente una massa fatta di percentuali in più o in meno, ovvero: “Quanti suicidati per fame oggi? Quale percentuale?”, oppure: “Il popolo è senza pane? Dategli qualcuna delle nostre brioches, così si chetano!”.
Il resto viene di conseguenza… E se qualcuno volesse vedere nel Movimento Cinque Stelle anche un puntino di destra, beh, la cosa non mi scandalizzerebbe poi troppo, visto come va il mondo.

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Per Istat quattro milioni e mezzo di poveri assoluti

RENZI-SIMSALABIM1Per Istat quattro milioni e mezzo di poveri assoluti

Oggi i tg hanno dato la notizia che l’Istat ha segnalato che in italia si è raggiunto il numero di quattro milioni e mezzo di poveri assoluti (senza contare coloro, almeno altrettanti milioni di persone, che vivono sull’orlo della povertà). Un dato così negativo non si registrava dal 2005.
Beh! Intanto aspettiamoci una smentita domani, o almeno una correzione, oppure un ragionamento di Renzi che trasformerà questo dato in qualcosa di positivo, meglio che un novello Re Mida, come ci ha abituato a fare col semplicissimo gioco delle tre carte a lui e ai suoi solidali così familiare! Mi vedo già i titoli di domani che dimostreranno come con un Sim Sala Bim di silvaniana memoria anche i ragionamenti più scombussolati diventino possibili. Poi facciamoci questa domanda: “Ma se la massima espressione in fatto di economia e di welfare sono davvero i vari bocconiani tipo ‪#‎Monti‬ e ‪#‎Fornero‬ che affrontano i problemi con l’accetta (naturalmente rivolta nella parte del taglio verso il collo dei lavoratori), cosa possiamo pretendere?
Fatevi la domanda e datevi la risposta (Cit. Gigi Marzullo).

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Il caso Mein Kampf. Chi specula?

Il caso Mein Kampf. Chi specula?

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L’ignoranza e la disonestà intellettuale di certi politicanti è ampiamente dimostrata dalla speculazione che stanno facendo @matteorenzi e @lauraboldrini sul caso del Giornale su “MeinKampf”. I cittadini siamo in grado di capire chi specula e chi no!

Questo a prescindere dal fatto che non voto più nè gli uni, nè gli altri da anni ormai.

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Renzi venditore di pentole? Sì, ma bucate.

renzi-scaduto2Renzi venditore di pentole? Sì, ma bucate.

@matteorenzi “I 5 Stelle danno lezioni di onestà agli altri ma nella metà dei comuni che amministrano hanno problemi”.
Parabola: Anni fa durante una vacanza a Budapest ho subito una rapina. Fatto denuncia. Dopo mesi, in Italia, mi chiama la questura e mi dice che devo firmare un foglio. Chiedo di sapere cosa sto firmando e mi dicono che è scritto in ungherese e non capiscono, ma mi dicono: “Lei è stato a Budapest?” e io: “Sì”, “Lei è implicato in un furto a Budapest”. Cado dalle nuvole e chiedo: “Mi scusi, ma il termine ‘implicato” comprende anche chi ha subito il furto???”.
Chi ha orecchie per intendere intenda. ‪#‎LaMoraleSiMangia‬?

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Renzi non sa di essere scaduto

renzi-scaduto2Renzi non sa di essere scaduto

Le medicine, e i veleni, non sanno leggere la loro data di scadenza. Per questo sta a noi disfarci della boccetta con la medicina scaduta, perché lei invece starebbe sempre lì, nell’armadietto del pronto soccorso. Stessa cosa vale per molti politici. In particolare, in questo momento, per Matteo Renzi, Maria Elena Boschi etc, che, non solo non hanno ottenuto i risultati che vogliono far credere di aver ottenuto (smentiti quotidianamente dai vari istituti competenti preposti), ma che invece, questo sì, navigano, meglio, galleggiano tra i vari scandali che li hanno colpiti sia personalmente che politicamente, vedi i vari casi: Banca Etruria con tutti i componenti della famiglia Boschi, Guidi, sindaci, Verdini, etc…. Navigano anche nelle varie defenestrazioni di chi vorrebbe (o fa finta di volere) un Partito Democratico dal volto umano o perlomeno con una maschera umana, vedi Bersani.
Il governo Renzi è scaduto, così semplicemente, come una medicina o, meglio, un veleno.
Disfiamocene.

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Pensionati vivono su spalle di chi lavora

pensionatiPensionati vivono su spalle di chi lavora

Stanno cercando di convincerci che pensionati vivono su spalle di chi lavora oggi. Quando ci hanno preso quello che hanno voluto mentre lavoravamo. Ma la nostra previdenza se la sono mangiata, come tutto il resto, compresi i risparmi dei pensionati. ‪#‎BancaEtruria‬, ‪#‎Boschi‬, ‪#‎Guidi‬, ‪#‎Verdini‬, ‪#‎Renzi‬ & soci. Ha detto bene Beppe Grillo al cazzaro: “TU RAPPRESENTI QUELLO CHE NOI COMBATTIAMO!” e io aggiungo: BASTARDI!

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PERCHÉ STAMATTINA NON ANDRÒ AD ASCOLTARE RENZI A HARVARD

PERCHÉ STAMATTINA NON ANDRÒ AD ASCOLTARE RENZI A HARVARD

 renzi-harwardIeri, un professore di Harvard ha distrutto Matteo Renzi con un post!Il Renzi è in America per un tour che dovrebbe essere istituzionale ma che purtroppo è la solita televendita “promozionale”.Unica differenza da quella fatta nei salotti nostrani è la lingua: in questo caso sarà in “renzese”, una lingua tutta sua.Ieri mattina infatti era in visita alla prestigiosa università di Harvard per un “Keynote”, cioè un discorso ufficiale.Il rettore dell’università non l’ha fatto parlare alla Kennedy School of Government di Harvard, luogo naturale per i premier internazionali, bensì nel museo accanto, evitando così una tortura gratuita alle giovani orecchie degli studenti americani, non ancora avvezze alla pronuncia Renzese.Il professore Francesco Palmer, docente italiano ad Harvard, si è rifiutato di partecipare alla conferenza spiegando i motivi in questo post. Vi invito a leggerlo interamente:PERCHÉ STAMATTINA NON ANDRÒ AD ASCOLTARE RENZI A HARVARD”Io, professore italiano di Harvard, non ho proprio voglia di partecipare al “reality show” del nostro premier.Più che un rottamatore Renzi è in effetti un disneyficatore: che banalizza tutto ciò che tocca riducendolo a evento mediatico, dunque equivalente a qualsiasi altro che attiri l’attenzione dei giornali e dei network televisivi, senza gerarchie, distinzioni, senza valori di riferimento. Questa mattina Matteo Renzi parlerà a Harvard. Penso che abbia voluto venirci, oltre che per promuovere sé stesso, per promuovere in Italia la sua riforma dell’università. Il premier italiano lo disse chiaramente, alcuni mesi fa: bisogna imitare il modello americano. E ora è venuto per far vedere ai suoi connazionali ed elettori che lui quel modello lo conosce. Harvard è la più prestigiosa università del mondo e questo gli basta: non si domanda con quali criteri e scopi siano stilate le classifiche di eccellenza o quali siano le condizioni e implicazioni di una simile preminenza (per esempio che Harvard sia una corporation con un capitale di più di 36 miliardi di dollari che ammette lo 0,04% degli studenti che ogni anno vanno al college) o tanto meno quale sia il livello delle altre 4139 università americane: no, lui tornerà tutto contento in patria e proclamerà che l’università italiana, la più antica del mondo, deve diventare come quella americana, convinto che se lo diventasse non sarebbe una scopiazzatura fuori contesto e fuori tempo (l’America sta cominciando a guardare all’Europa per rimediare ai disastrosi scompensi del suo sistema educativo) ma una sua grande innovazione. Un po’ come se gli riuscisse di aprire uno Starbucks in Piazza della Signoria a Firenze; o ancor meglio in Piazza della Repubblica a Rignano sull’Arno.Ma non è per questo che stamattina non andrò a sentirlo. E neppure per via del mio radicale dissenso con il suo progetto di reaganizzare l’Italia (e per di più in ritardo, quando gli altri paesi stanno cercando rimedi): non andrò a sentirlo perché è venuto a Harvard con lo stesso spirito con cui sarebbe andato a inaugurare un centro commerciale o ad aprire il nuovo anno alla Borsa di Milano. Tutte cose che un primo ministro deve fare: ma accorgendosi che sono differenti e rispettando le loro differenze. Per Renzi invece sono la stessa cosa: occasioni di visibilità, interamente prive di contenuti.Significativamente, non parlerà alla Kennedy School of Government, dove avrebbe avuto senso per il ruolo istituzionale che ricopre. E neppure a economia, in riconoscimento delle sue riforme liberiste. Parlerà in un museo, all’Harvard Museum. Scelto, immagino, per confermare l’immagine che dell’Italia hanno gli americani: il paese della cultura e della bellezza. Forse chi lo ha invitato ricordava la sua foto insieme a Angela Merkel sotto il David, al meeting di un anno fa alla Galleria dell’Accademia: senza accorgersi (o peggio: senza curarsi) di quanto non autentica fosse quella cornice: ambienti carichi di storia abusati per promuovere politiche globaliste, volte a distruggere proprio quell’identità culturale.Più che un rottamatore Renzi è in effetti un disneyficatore: che banalizza tutto ciò che tocca riducendolo a evento mediatico, dunque equivalente a qualsiasi altro che attiri l’attenzione dei giornali e dei network televisivi, senza gerarchie, distinzioni, senza valori di riferimento. La sua dimensione è quella della pubblicità e dei reality, in cui si fa finta di essere veri ma facendo in modo di non essere davvero creduti, in cui ci si maschera ma mantenendo una distanza ironica che impedisca equivoci, guardandosi bene dal correre il rischio che possa diventare un’esperienza autentica e dunque cambiare qualcosa. In ciò Renzi è integralmente liberista, impegnato nella sistematica deregulation dei princìpi e specificamente dell’autenticità: contro la quale impiega collaudate tecniche come la cazzata, che toglie di significato (scrisse il filosofo Harry Frankfurt in un celebre saggio) all’opposizione verità-menzogna e realtà-virtualità.Non so di cosa parlerà a Harvard. Gli annunci del suo intervento non aiutano: “A keynote address”, “un discorso ufficiale”, senza ulteriori specificazioni, a confermare che non è venuto perché avesse qualcosa da dire. C’è venuto per far sapere che c’è stato. Presumo che abbia messo qualcosa insieme all’ultimo momento, cercando su Google qualche aneddoto su Harvard; come fece poco più di un mese fa in un’altra università, quella di Buenos Aires, dove al termine di un discorso confuso e infarcito di perle da Baci Perugina (“Non c’è parola più grande dell’amicizia per descrivere la storia di popoli diversi”: qualcuno mi spieghi cosa significa) citò in spagnolo dei versi di Borges. Solo che non era una poesia di Borges, subito notò El País, bensì un falso che compare su internet quando si inserisca la coppia di parole borges-amicizia.Qualcuno ricorderà il concetto rinascimentale di sprezzatura, teorizzato nel Cortegiano, uno dei libri italiani che più influenzarono la civiltà europea. Castiglione pretendeva dalla classe dominante, in cambio dei suoi privilegi, capacità e stile senza ostentazione: bisognava sapere tutto e saper fare tutto però come se fosse una cosa naturale. Ma quella era una società fortemente regolamentata. Nell’età della deregulation i vincenti alla Renzi seguono un precetto opposto: ostentazione senza capacità né stile. Per questo stamattina non andrò a Harvard ad ascoltarlo. Perché a differenza di Berlusconi e di tanti altri politici, Renzi non si limita a ignorare la cultura o magari disprezzarla. La cultura può sopravvivere all’ignoranza e al disprezzo.No, Renzi la svuota. Con la sua programmatica trivialità svilisce la ragione e il linguaggio, riduce la comunicazione, ossia la facoltà più propriamente umana e sociale, a rumore. La chiarezza e il rigore costringono a una certa misura di coerenza; le improprietà deresponsabilizzano, rendono tutto indifferente, il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, le qualità e i difetti, i profittatori e le loro vittime. E quando il vuoto diventa uno stile e un programma, la fine della democrazia è pericolosamente prossima.

Pubblicato da Sorial Girgis Giorgio su Sabato 2 aprile 2016

Ieri, un professore di Harvard ha distrutto Matteo Renzi con un post!

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Aumentare età pensionabile quando non c’è lavoro

pensioneAumentare età pensionabile quando non c’è lavoro

E’ come dire: SUICIDATEVI

Una mia conoscente mi ha chiesto qualche suggerimento per trovare lavoro alla figlia che si è trovata disoccupata. Non ho potuto risponderle che così:

Ciao carissima, purtroppo sono il meno indicato a dare suggerimenti per trovare lavoro. Pensa che sono stato pre-pensionato a forza e poi postdatato (spostata finestra pensione di un anno quando ero già fuori) all’età di 59 anni 11 mesi e 15 giorni, quando pensavo di dover lavorare fino all’età di 65 anni almeno, ma avrei continuato a lavorare anche fino a 70/75 anni per non sentirmi escluso dalla società. Quindi mentre i politici ci dicevano che gli italiani vanno in pensione troppo presto, io – causa crisi e mala gestione – ho dovuto subire l’esclusione anticipata dal lavoro (con relativa penalizzazione dell’assegno pensionistico in quanto i contributi versati fino ad allora erano il minimo di quelli dovuti) , e nonostante io mi sentissi ancora troppo giovane per non lavorare più, tanto da cercare di nuovo lavoro per molto tempo, ho dovuto arrendermi, perché quando mi presentavo mi guardavano per tutta la mia lunghezza e mi chiedevano: “Ma quanti anni ha, signor Rizza?…”, come a dire: “Ma chi vuole che le dia lavoro alla sua età?”. Ma è inutile che ti spieghi come va la società. Spero comunque che tra i nostri amici qualche suggerimento utile possa arrivarti, per tua figlia.

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Statue capitoline, Renzi è megl e Totò

renzi-venereStatue capitoline, Renzi è megl e Totò

Prendo in prestito lo slogan coniato dai napoletani: “Maradona è megl e Pelè” per trasformarlo in “Renzi è megl e Totò”, con tutto il rispetto verso il grande e inimitabile comico napoletano, e vi spiego il perché sarei arrivato a questa conclusione. Perché neppure i più abili sceneggiatori dei film di Totò sarebbero mai riusciti a escogitare una trovata geniale come quella che hanno escogitato Matteo Renzi, presidente del consiglio, e Dario Franceschini, ministro dei beni culturali, per fare ridere il mondo. Infatti la loro magnifica idea per sputtanarci ancora un po’ di più a livello mondiale e farci prendere in giro da tutto il mondo (oltre alle già mitiche trovate messe in atto da Berlusconi: dai cucùsettè alle corna nelle fotografie, al bungabunga e altre amenità di questo genere) è stata quella che per non offendere gli occhi del presidente dell’Iran in visita in Italia si è pensato di coprire le “vergognose nudità” delle meravigliose statue di marmo capitoline, simboli di una cultura occidentale non seconda a nessuno, con dei pannelli in compensato. Questo evidentemente per la paura che il presidente iraniano vedendo un pisello o una tetta di marmo millenario potesse mandare all’aria l’accordo di forniture miliardarie da parte dell’Italia all’Iran.
I due responsabili: Totò e Peppino, pardon, Matteo Renzi e Dario Franceschini, accortisi della ilarità procurata in tutto il mondo hanno subito negato di aver saputo di questa iniziativa, presa, evidentemente, spiegano, dagli addetti al cerimoniale. Infatti, come è risaputo in Italia i fatti e i misfatti avvengono ad insaputa dei responsabili che percepiscono stipendi principeschi per essere, appunto, responsabili. In Italia, fatti e misfatti sono causati esclusivamente da chi percepisce stipendi o pensioni da mille euro al mese, o giù di lì.
Lasciatemelo dire: “Renzi, in quanto a figure barbine, è megl e Berlusconi, ma addirittura in quanto a comicità è megl e Totò”.

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Buon 2016 ai pensionati da Matteo Renzi

pensionatiI primi di questo mese, gennaio 2016, ho guardato come sempre il mio conto sul web per vedere di quanto mi avessero diminuito l’importo della pensione, come ormai accade da qualche anno con l’addizionale delle tasse regionali e comunali. Ma l’assegno di gennaio non era ancora pervenuto alla mia banca. Lo vedo solo oggi, giorno 5, e mi sovviene che in qualche notiziario avevo sentito qualcosa a proposito dei pagamenti delle pensioni. Infatti avevo sentito distrattamente che certi pagamenti, il premier, li avrebbe spostati al giorno 5 del mese, anziché il giorno 1 come sempre era stato finora. Naturalmente ho subito collegato le due cose e ho scoperto che, combinazione, quello spostamento di cinque giorni riguardava proprio me e tanti milioni di pensionati come me. Quegli stessi modesti pensionati a cui l’amato premier non ha ritenuto dover dare gli 80€ mensili dati ai dipendenti ancora al lavoro. Perché se i dipendenti non sono più al lavoro dopo 40 di mazzo, non servono più a un cazzo, secondo lui, e possono morire tranquillamente agevolando la propensione alla sua visione della società proiettata verso il futuro. Insomma: chi ha dato, ha dato, ha dato… e se la prende in quel posto. Gente da dimenticare, gente destinata all’estinzione, e lui la agevola.
Caro Matteo Renzi, te lo dico proprio di cuore: sei una merda! Una società che trascura gli anziani vuol dire che è in mano a delle merde. E voi lo siete, tutti!
Ricambio gli auguri alla tua maniera: che tu possa diventare un povero pensionato come me e milioni di altre persone, vittime della vostra società. Ma resterà sempre una differenza tra noi e te, noi possiamo andare sempre a testa alta, magari con le pezze al culo, ma testa alta.

Buon 2016 ai pensionati da Matteo Renzi

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Denuncio Renzi per corruzione elettorale

bokassa-renziDenuncio Renzi per corruzione elettorale

Le mance elettorali di 500€ di Matteo Renzi ai giovani elettori diciottenni sono corruzione, pura corruzione. Come pure i 500€ agli insegnanti e gli 80€ mensili elargiti ai dipendenti. Io ti compro e tu mi voti. Come faceva il pur vituperato Lauro che donava la scarpa destra agli elettori promettendo anche la scarpa sinistra, ma solo se avessero votato per lui. Si tratta sempre dell’antico e proverbiale piatto di lenticchie. Renzi è un essere senza vergogna, pur di stare ai vertici del sistema farebbe, e fa, qualsiasi cosa.
Caro Renzi, ci sarà pure chi apprezzerà queste tue spacconate da bullo di quartiere, ma la gente seria non si fa comprare col piatto di lenticchie a discapito di chi ne ha veramente bisogno, come quelli che avete esodato, i pensionati al minimo, le madri di famiglia che verranno penalizzate se decideranno di andare prima in pensione dopo aver lavorato una vita.
Più passa il tempo, più cose fai per coltivare il tuo orticello, più la gente si stufa di avere a capo del governo un misero personaggio come te.
Giovani che avrete il bonus elettorale, date uno schiaffo, non solo morale, a quel Bokassa de noantri. Mettete insieme, tutti, i 500€ di mancia elettorale, e con quei soldi cercate di rattoppare le vostre scuole, o aiutate i dimenticati da Dio e dai governi. Date una lezione di morale ai buffoni che ci governano e in particolare al buffone di turno.
E per lui intervenga anche la magistratura, a sanzionarlo penalmente, come la stessa ha fatto per Berlusconi per la faccenda De Gregorio. Corruzione è l’una, così come lo è l’altra.
E se occorresse una denuncia per farvi smuovere il culo, eccola! Questa è la mia denuncia.

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La realtà è che un euro vale mille lire

lire.euroLa realtà è che un euro vale mille lire

… e ci hanno fottuto dimezzandoci stipendi e pensioni. Prima dell’avvento dell’euro percepivamo stipendi e pensioni di, facendo cifre tonde, 2 milioni di lire, poi hanno fatto il gioco delle tre carte… guarda qui, guarda là.. e oplà i due milioni sono diventati 1.000 euro dicendoci che valevano quanto i due milioni di prima e quindi non era cambiato niente. Invece no! Un euro non è mai valso 2.000 lire. Tanto è vero che i beni di consumo e i beni immobili hanno mantenuto il valore che avevano prima. Solo che adesso le lire si chiamano euro.
Se per un auto media ti ci volevano 15 milioni, ora ti occorrono 15 mila euro. Se per un’abitazione ti ci volevano 150 milioni, ora ti occorrono 150 mila euro. E per acquistarti un auto ti bastavano sette stipendi e mezzo, ora te ne occorrono quindici, di stipendi. Stessa proporzione vale per la casa e per tutto il resto.
Contro questo ragionamento non c’è nessun Prodi, Monti, Letta, Renzi, o fior di economista che tenga.
Insomma ci hanno fottuto bellamente e la gente se ne sta a pecoroni.
Ci vuole così poco a capire: due più due fa sempre quattro, geni della politica.

P.S

Come chi legge IL CRONISTA MANNARO sa bene, dico questa cosa da anni, ma a quanto pare non sono l’unico che la vede così semplicemente, infatti cercando l’immagine da mettere in evidenza in questo post l’ho trovata in quest’altro blog (dal quale la prendo in prestito) che, evidentemente, la pensa più o meno come me. Certo potreste dirmi che ho scoperto l’America, certo! Ma allora perché ve ne state a pecoroni?

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Renzi mi piace più di Bergonzoni

Renzi mi piace più di Bergonzoni

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Devo dire la verità, Renzi mi piace più di Alessandro Bergonzoni. Il che vuol dire che è davvero in gamba.
A parte le cazzate che spara tutti i giorni, a parte il suo inglese maccheronico, a parte la sua faccia da cretino, a parte che dice che diminuisce le tasse e il giorno dopo fa tagli al Servizio Sanitario Nazionale, a parte che ha “dato” 80€ ai fessi che l’hanno votato togliendoli a tutti gli altri, compresi i disoccupati e i pensionati, con aumenti delle imposte locali… la lista sarebbe troppo lunga…
Ma come riesce a fare discorsi sconclusionati lui non ci riesce neppure il famoso Alessandro Bergonzoni. Vi ricordate chi è, vero? Bergonzoni è quell’attore che si è specializzato nel fare discorsi sconclusionati, pieni di modi di dire, di banalità, di contraddizioni, di frasi senza senso alcuno. E li fa con la faccia seria. Renzi non si può permettere neppure quella. Proprio, lui non ha la faccia di una persona seria, neppure se ce la mette tutta per atteggiarsi. Perlomeno si abbottona male il cappotto negli incontri ufficiali. E’ più forte di lui, non c’è niente da fare.
Oggi lui e i suoi collaboratori, a fronte della notizia che la disoccupazione aumenta ed è ai livelli del 1977, ha fatto dire ai Tg asserviti ai politici, come le bagasce a Berlusconi, che la disoccupazione aumenta perché anche chi si era rassegnato a non lavorare più, ora si è messo di nuovo a cercare lavoro. Cavoli! Per questo che la disoccupazione aumentaaa! E che cavoli. In fondo questo è il segnale della ripresa, della speranza che la gente ripone nel suo governo. Quindi la disoccupazione che aumenta, ai tempi di Renzi, è un dato positivo.
Bergonzoni deve cambiare mestiere, non serve più coi suoi discorsi sconclusionati. Abbiamo Renzi che li fa molto, ma molto più naturalmente di lui, e poi, diciamola tutta, è molto più comico.

Gaetano Rizza (Autore del libro NATO NEGLI ANNI CINQUANTA)

@gaetano_rizza

https://www.facebook.com/gaetano.rizza.18

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DI NUOVO LADRI DI BICICLETTE

Nato negli anni Cinquanta

Nato negli anni Cinquanta

DI NUOVO LADRI DI BICICLETTE

Mio post del 30/11/2011 che vale la pena ripubblicare

Ladri di biciclette è il titolo di un bel film neorealista di De Sica.
E’ la storia di un’Italia del dopoguerra e di una società povera che riduce i propri cittadini a doversi mortificare anche con piccoli furti per poter portare da mangiare ai propri figli.
Il ritorno a una società di questo tipo è quella che paventa questo blog da tempo, per l’esattezza dal 2008, anno in cui ci sono stati i primi segnali forti della crisi.
Nel frattempo le cose non sono migliorate, anzi sono peggiorate moltissimo.
Adesso siamo alla resa dei conti, e la società del primo dopoguerra è alle porte; nonostante, ci dicano, il nostro Paese sia la terza economia europea e la settima economia mondiale.
Sono ignorante, non capisco.
Tant’è che i padroni tornano a essere i padroni dell’Ottocento e se gli stai sul cazzo ti licenziano senza se e senza ma (si, ma con l’accordo dei sindacati locali, dicono.. , quegli stessi sindacati che in non poche occasioni ti hanno venduto per un piatto di lenticchie), anche se non sei dipendente di una piccola ditta per le quali i dipendenti sono stati sempre dei precari senza nessuna protezione.
I Marchionne disdicono unilateralmente i contratti nazionali (bello… ma allora che accordi erano? Tra chi?); i governi macellai, con la complicità dei politici tutti, o quasi, e dei sindacati progettano di licenziare più facilmente e di farti stare senza lavoro per più anni perchè nel frattempo sì è allungata la durata della vita.
Così, a loro parere, risanano l’Italia.
Non ci vuole un genio per capire che sono tutti dei buffoni che vanno lì solo per riempirsi ulteriormente le loro tasche e quelle dei loro amici.
Perchè è matematico, questa soluzione che va bene per loro, porta i cittadini a doversi mortificare, per forza di cose, anche riprendendo ad essere ladri di biciclette, se non ladri in più grande stile, truffatori, etc.
Due più due fa sempre quattro, a casa mia.

Gaetano Rizza



Leggi il libro di Gaetano Rizza: NATO NEGLI ANNI CINQUANTA

Il libro parla di una vita vissuta tra vicende e vicissitudini dagli anni Cinquanta ad oggi. Inoltre parla dell’incontro dell’Autore con Roberto Vecchioni, dell’incontro con Dori Ghezzi per il patrocinio della Fondazione De André su alcuni concerti tributo organizzati e interpretati dal protagonista del libro, dei concerti stessi, di viaggi in moto in solitaria, di emozioni a 360°.

Trailer libro Nato negli anni Cinquanta

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Quando restituire maltolto si chiama Bonus

Nato negli anni Cinquanta

Nato negli anni Cinquanta

Quando restituire maltolto si chiama Bonus

Questa è l’epoca in cui può accadere tutto e il contrario di tutto.
I politici, lo sappiamo, a parte qualche singola mente illuminata del passato, si sono dati alla politica attratti dai guadagni che il ramo offre ai più furbi. Infatti cosa hanno fatto? Hanno unito la loro voglia di fare chiacchiere da bar facendo una briscola o uno scopone, a quella di poterlo fare essendo pagati profumatamente dai cittadini. Chiamali scemi.
Ma adesso siamo proprio al culmine di questo gioco, stiamo toccando davvero la punta massima del delirio: quando un presidente del consiglio che ha fatto a spallate e a gomitate tra quelli del suo stampo per diventare tale, sapendo comunque che la classe politica pappona e mangiona aveva portato i cittadini sul lastrico, s’è presentato dicendo il classico “Ghe pensi mi”. Tanto, pensa lui, ai cittadini si può fare di tutto e quelli mi votano pure, basta dire due stronzate, e se il giorno dopo mi tocca dire stronzate opposte a quelle del giorno prima, mi prendo pure i voti della parte politica opposta.
Ma dicevo: quando restituire il maltolto si chiama Bonus. Roba che neppure il mago Silvan…
Il governo Monti – Fornero e coalizzati tutti, dal Pd al Pdl hanno votato le leggi ammazza pensionati facendo diventare questi in buona parte esodati e comunque portando i cittadini italiani – per il 15% del numero totale – a vivere sotto la soglia di povertà. La consulta, come sappiamo, ha bocciato, a cose fatte, una delle loro leggi meschine, quella sulla mancata indicizzazione degli stipendi oltre i 1.400€. Ciò vuol dire che quella cosa lì, sporca, non si poteva fare e quindi si deve restituire il maltolto. Ok, cosa escogita il Macchiavelli de noantri? Colui che alle prime critiche del suo operato da parte dei giornali stranieri ebbe il coraggio, da perfetto buffone, di presentarsi a palazzo Chigi con un carretto dei gelati? Ebbene escogita di fare passare un debito di 18 miliardi nei confronti dei lavoratori per un Bonus nei confronti dei lavoratori. Ma come si può ben capire un Bonus è un Bonus e ci si deve accontentare della bontà di colui che te lo concede. Quindi il debito di 18 miliardi si trasforma in un Bonus di 2 miliardi perché di più non si può, fatto comunque, con la sua estrema generosità (vedi gli 80€ a chi già lavora e prevedibilmente vota Pd, cosa poi confermata dal successo elettorale di quel partito) a ridosso delle elezioni regionali.
Ma finché ce lo diciamo tra noi, io scrivo qualche post, quell’altro pure, i 5 stelle si lamentano, quelli che hanno votato a suo tempo leggi vergognose, compresa questa bocciata dalla consulta in un sussulto, si lamentano pure, cosa succede? Niente. E quelli continuano belli belli ad arricchirsi. Senza, peraltro, nemmeno prendersi un calcio in culo.

Gaetano Rizza



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Consulta dice che non si poteva fare, non che dobbiamo restituirli

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Consulta dice che non si poteva fare, non che dobbiamo restituirli

E fù così che tentarono d’inchiappettare gli italiani, come sempre. Infatti non c’è legge che tenga. Quando decidono d’inchiappettare il cittadino le leggi sono sempre interpretabili a modo loro, di quelli che ti amministrano per, in realtà, amministrare loro stessi e i loro conti in banca. Non certo per amministrare gli stipendi, le pensioni, i servizi dei cittadini, dai quali invece raschiano ancora, e sempre di più, il barile.
Infatti, il titolo di questo post sono le parole che Renzi ha pronunciato rispondendo alla domanda del giornalista sorridente e sottomesso della Repubblica in un dei loro video: “Consulta dice che non si poteva fare, non che dobbiamo restituirli tutti”. Parole registrate dal Tg1 delle 13.30 di oggi, ma che andando a vedere nei video di quel giornale non le ho più trovate pur andando a vedere quello stesso video. Ma sono certo, che invece ci saranno in qualche altro video, magari non in prima pagina.

Mi direte, ma come si fa a questo punto, a fidarsi della legge, delle istituzioni, della giustizia italiana? Vi risponderò semplicemente che non si può. Se da un qualsiasi delinquente a un qualsiasi Caudillo improvvisato ormai possono interpretare le leggi a modo loro, sinceramente non si può. Noi cittadini siamo solo in balia del vento e delle tempeste.

Gaetano Rizza

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La democrazia nel terzo millennio

Nato negli anni Cinquanta

Nato negli anni Cinquanta

La democrazia nel terzo millennio toglie diritti ai lavoratori, ai pensionati poveri e ai pensionandi. Toglie servizi ai cittadini, ai disabili, ai malati, agli indigenti. Aumenta l’età pensionabile anche alle mamme e alle nonne, che devono lavorare fino al limite della vita. Crea una moneta che al cambio con la moneta di prima, vale la metà quando si percepisce lo stipendio o la pensione e vale la metà quando si acquista un servizio, un bene, un genere di consumo. Ma la democrazia del terzo millennio fa anche di più, ora permette che un essere molto ambizioso e vanitoso – al limite dell’emulazione delle brutte copie di un Mussolini, un Franco, un Gheddafi, un Saddam – la faccia propria, la democrazia, non considerando più l’opposizione, per poter andare avanti da solo al comando, con le sue scelte, che quando sono le idee di un singolo uomo, per giunta solo ambizioso e bugiardo, possono essere sbagliate, come è stato dimostrato dalla storia, anche con persone più serie di lui. E come è stato dimostrato, molto recentemente, dal primo governo italiano voluto dai fautori della moneta unica che ci ha strozzato e dalla sua ministra del welfare che ci ha sucato l’anima e i diritti e non sapeva far di conto, lasciando un buco di circa 12 miliardi, ma a sua insaputa, che pagheremo sempre noi, mentre loro scaldano i banchi coi loro sederi corrotti, nei vari parlamenti d’Italia e dell’Europa. La democrazia occidentale, poi, ha abbattuto governi di paesi musulmani per imporre anche a quei popoli, di diversi costumi, di diversa civiltà, il proprio modello. Perché la democrazia occidentale deve sfamare i bisogni dei propri cittadini anche con le loro materie prime, ma deve soprattutto sfamare le caste di potere fameliche a cui non basta solo mangiare il sangue ai cittadini – come facevano i nostri nonni col sangue di maiale (il sanguinaccio) – ma devono mostrare il loro potere con palazzoni enormi e favolosi che ci costano miliardi, e che dicono servano a tutelare la nostra bella democrazia. Mentre la gente muore di fame oppure s’impicca o si spara, o si brucia. I dati ufficiali dicono che nel 2012 i suicidi sono stati 89, nel 2014 sono passati a 201. Ma la democrazia del terzo millennio se ne fotte.
Non è più la battaglia per l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, persa anche perché data per persa subito dai sindacati che, in fondo, in questa democrazia del terzo millennio ci sguazzano pure, con poca o nessuna fatica. Ormai i cittadini, gli uomini, si devono battere per i diritti dell’uomo.

Gaetano Rizza

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